Serie A, Tommasi: “La positività di un calciatore non è diversa dalle altre”

Serie A, Tommasi: “La positività di un calciatore non è diversa dalle altre”

Campionato / Il presidente dell’Aic ha rilasciato un’intervista a Fanpage

di Redazione Toro News

Damiano Tommasi, presidente dell’Aic (Associazione italiana calciatori) ha rilasciato un’intervista a Fanpage, evidenziando alcuni aspetti importanti in questi giorni decisivi per il calcio nazionale.“È l’uniformità dei comportamenti che garantisce la sicurezza. La gestione della positività di un calciatore non può essere diversa da quella che riguarda altri ambiti del paese. Ci saranno dei protocolli, in questo senso, che dovranno essere confermati da chi ci autorizzerà a tornare a fare l’attività. Questo però ce lo dovranno dire i medici” ha detto Tommasi, che come presidente Aic ha avanzato tale proposta alla Figc e al Governo. Sulla situazione ha aggiunto:“È stato fatto uno screening pre-allenamento come giusto che sia in questo momento, e i positivi verranno isolati. Sappiamo che non tutte le squadre hanno fatto già i test, per problemi logistici. Al di là dei nuovi casi, è la prolungata positività di alcuni calciatori, andati oltre le tre settimane, ad aumentare il livello di preoccupazione”.

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PSICOLOGIA – Tommasi ha infine voluto sottolineare come i calciatori non stiano vivendo con tranquillità questa ripartenza: “Stiamo parlando di persone come le altre. Sono timori legittimi specialmente nei riguardi dei familiari. Sappiamo che è un sentimento condiviso a livello europeo, ci confrontiamo ogni settimana con gli altri sindacati dei calciatori. L’attenzione a questo tema è inevitabile e credo sia anche il motivo per cui non si sta giocando a calcio. I governi non autorizzano questo tipo di attività perché sono a rischio. Le valutazioni nel caso del calcio sono più ampie per il grande indotto e l’elevato numero di lavoratori e famiglie che coinvolge. C’è da capire quanto questi rischi siano calcolabili”.

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  1. bertu62 - 4 mesi fa

    Ragazzi, facciamo chiarezza: a questo punto si è in una fase di ripresa degli allenamenti “INDIVIDUALI” quindi NON di gruppo! Ed infatti SE in questa fase si dovessero riscontrare dei tesserati (giocatori e/o personale diverso dai giocatori) positivi al COVID-19 allora queste persone andranno in quarantena (come tutte le persone “normali”…) mentre gli altri continuerebbero ad allenarsi INDIVIDUALMENTE, come adesso…Dopodiché SE e QUANDO dal Governo arriverà il VIA LIBERA per gli allenamenti DI GRUPPO allora tutti quelli risultati NEGATIVI al Virus andranno (presumibilmente…) in “ritiro blindato” a cui si aggiungeranno quelli che PRIMA erano Positivi ma che POI sono guariti/risultati NEGATIVI, come accade un po’ per tutti…
    Il nocciolo della questione anzi I NOCCIOLI sono 2:
    A)-Cosa fare SE nella fase di “allenamenti di gruppo) dovessero saltare fuori dei Positivi… B)-Cosa fare SE un club NON RIESCE a trovare una sistemazione che soddisfi TUTTE le garanzie richieste da questa fase di “ritiro blindato” che sono, ricordo, mica noccioline…
    Per quanto riguarda il nocciolo “A” c’è da capire cosa succederà, dal momento che si presume che TUTTA LA SQUADRA, essendo stata a contatto con un Positivo, dovrà andare in quarantena, ma a sto punto che fine farà la “scaletta” degli incontri? Si fermerà di nuovo tutto? Si fermerà SOLO quella squadra? Non si fermerà nessuno di quella squadra a parte i/il positivi/o?
    Per quanto riguarda invece il nocciolo “B” non è così facile e/o immediato: non tutte le squadre hanno a disposizione dei centri sportivi in cui trovare sia campi d’allenamento che palestre che locali per mangiare e per dormire, centri sportivi poi che dovranno poter garantire rigide procedure di sanificazione delle aree comuni, avere la disponibilità di sistemazioni in stanze singole per tutti, e soprattutto dovranno avere costi accessibili per tutti i club….
    Gran bella storia, da qualsiasi parte la si voglia guardare:
    -L’AIC, in linea con lo spirito egoistico che ha contraddistinto questi moderni mercenari (ignobile la gazzarra che hanno sollevato nel momento in cui s’è toccato IL LORO portafoglio) adesso si interroga sulla pericolosità del Virus e domanda (GIUSTAMENTE, ci mancherebbe) garanzie…
    -La LEGA/FIGC vogliono riprendere per “limitare” la perdita economica e ci propinano LA BALLA dell’importanza sociale che ha il calcio, facendoci passare per fessi incapaci di capire QUANTO SIA LONTANO questo calcio dallo SPORT che ERA fino ad alcuni decenni fa…
    -La UEFA da parte Sua ha pensato bene di sistemare tutto con la variazione (momentanea) delle 5 sostituzioni nei 90′ + un’altra in caso di supplementari, favorendo così i club ricchi che hanno panchine lunghe e di classe, ma sul resto UN SILENZIO ASSORDANTE, tanto non fanno mica più rumore gli oltre 250.000 morti nel mondo finora….
    -I lavoratori “normali” dell’industria-calcio (mi rifiuto di chiamarlo ancora “sport”…) sono quelli che ci rimettono, come sempre, come capita ai più deboli, com’è sempre stato in un sistema capitalistico: non è certo “il padrone” a rimetterci né la Sua “gallina dalle uova d’oro” piuttosto è il poveraccio che deve lavare/preparare/massaggiare/sfamare/difendere la gallina: presidenti e calciatori stanno a posto, gli uni hanno già scontato i soldi delle TV in Banca e gli altri hanno i Loro ingaggi che magari l’anno prossimo saranno anche PIU’ ALTI, sono e saranno invece i “normali lavoratori” che patiranno le ristrettezze economiche, come sta già avvenendo….
    Nausea, NAUSEA NAUSEA NAUSEA!!!!!

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  2. gianTORO - 4 mesi fa

    mi sfugge una cosa…i positivi saranno isolati…e quindi non potranno giocare? quindi qualche squadra potrà essere più danneggiata di altri? oppure…stimando la serietà di alcune società di calcio come una squita di gallina sotto la suola delle scarpe…ci sarà qualcuno che barerà sui controlli per avere la squdra al completo??? tanto qui da noi puoi fare tutto e al massimo paghi una multa…se la paghi…e magari in 100 anni…
    ma finiamola.
    FVCG

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    1. Granata - 4 mesi fa

      Se per caso il campionato dovesse riprendere a giugno, ipotizzando un contagio oggi, il contagiato dovrà superare la fase attiva della malattia ( il periodo non è stimabile ma comunque mai meno di 18, 20 gg ) essere diagnosticato due volte in 72 ore negativo e passare ulteriori 14 gg di quarantena per cui quasi impossibile che possa giocare visto che gli mancherebbe la preparazione.

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