TAS, il Parma continua a sperare nell’Europa League: verdetto prima del preliminare

Licenza UEFA / Il 18 luglio i sorteggi, difficilmente ci sarà già una sentenza: il Torino sarà ammesso “con riserva”, conoscerà il proprio avversario ma dovrà attendere la sentenza da Losanna…

di Diego Fornero, @diegofornero

Ieri sera è ufficialmente partita l’Europa League 2014/2015: sono scesi in campo, per il primo turno preliminare, i lussemburghesi del Jeunesse Esch, sconfitti in casa 2-0 dagli irlandesi del Dundalk; i maltesi dello Sliema, che hanno pareggiato 1-1 in casa con gli ungheresi del Ferencvaros; ed i macedoni dello Shkendija, vittoriosi in casa per 2-1 sui moldavi dello Zimbru.

SORTEGGI DEL 3° TURNO IL 18 LUGLIO, MA L’UDIENZA AL TAS TARDERA’ – L’esito dei primi due turni preliminari si completerà tra un paio di settimane, tanto che il 18 luglio si terrà già il sorteggio per il terzo turno, quello che coinvolgerà il Torino di Giampiero Ventura. Un sorteggio al quale i granata arriveranno sicuramente “con riserva”, ossia con una decisione ancora pendente da parte del TAS, chiamato a decidere sul ricorso del Parma, che vuole, ad ogni costo, la riammissione. Tempi tecnici ancora lunghi, se si considera che, proprio oggi, potrebbe arrivare la notifica del ricorso ai controinteressati (la FIGC ed il Torino), i quali avranno 20 giorni a disposizione per presentare eventuali controdeduzioni, prima che venga calendarizzata un’udienza di fronte alla corte di Losanna.

IL TORO CONOSCERA’ IL PROPRIO AVVERSARIO PRIMA DELLA CERTEZZA DI SFIDARLO – Mancando, ormai, poco più di due settimane al sorteggio risulta evidente come dall’urna di Nyon del 18 luglio non possa che essere il nome del Toro quello estratto per gli accoppiamenti, ma questo non significa che il TAS non possa più pronunciarsi sulla vicenda. Qualsiasi provvedimento emesso prima del 31 luglio, data della gara di andata del terzo turno preliminare, può controvertire il sorteggio, e vedere il nome del Torino “sostituito” da quello del Parma. Un’ipotesi, lo ripetiamo, tecnicamente molto ardua, considerata che l’ormai famosa scadenza di versamento dell’Irpef è reputata dall’UEFA tassativa, ed, a questo riguardo, la buona fede invocata dal club di Tommaso Ghirardi varrebbe ben poco di fronte alla giustizia sportiva. D’obbligo, però, il condizionale: i tifosi granata vivranno, dunque, la paradossale situazione di conoscere il proprio avversario, senza essere certi di affrontarlo, non prima, almeno, di essersi tolti ogni ombra di dubbio con la decisione del TAS.

CONSIGLIO DI STATO E CEDU, MA SOLO PER RISARCIMENTO – Nel frattempo, sul fronte interno, il Parma attende anche il responso del Consiglio di Stato, in appello rispetto alla decisione del TAR del Lazio, che ha negato la propria giurisdizione sulla questione. Se, come pare probabile, l’organo supremo di giustizia amministrativa dovesse confermare il responso, allora i ducali si rivolgerebbero addirittura alla CEDU, Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, lamentando la lesione del diritto ad un equo processo. Questo filone di giustizia, però, non potrà incidere direttamente sulla qualificazione europea, ma solo su un eventuale risarcimento: il Parma potrebbe, infatti, ricevere, nel “migliore” dei casi unicamente un indennizzo per una decisione reputata “lesiva di un diritto fondamentale”, qualora la CEDU ne ravvisasse gli estremi. Un risarcimento che arriverebbe addirittura dall’amministrazione centrale dello Stato, in quanto ad essere sanzionato sarebbe l’Italia come “sistema giustizia” e non la Federazione. Un ricorso eccessivo? Dall’esterno è facile sostenerlo, ma a Collecchio vogliono arrivare fino in fondo…

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