Caro Babbo Natale, se non ci lamentiamo non siamo noi

Caro Babbo Natale, se non ci lamentiamo non siamo noi

Mai Cuntent / La tifoseria continua a dividersi sulle prestazioni del Torino

di Stefano Gurlino

Caro Babbo Natale,

dopo cinque anni di Glik-Maksimovic (o Bovo, o Di Cesare)- Moretti (o Ogbonna) finalmente la palla frulla dove sarebbe dovuta frullare sempre: là davanti. Però sai com’è, caro ultracentenario che vive in Lapponia: quando il cielo ci si mette, ci ricorda che siamo pur sempre quelli delle sfighe alterne. E così, tanto per, sono tre partite che l’unica cosa che frulla è la rete del nostro Joe Hart. Cui comunque desiderio è già stato esaudito: dimostrare a Guardiola che il Bravo preso ad Agosto tanto bravo poi non è.

Ma che brutto perdere così, caro Babbo. Dopo venti minuti l’apocalisse era vicinissima e tu lo sai bene come reagiamo noi alle apocalissi. Dopo la terza pera di Mertens, il mio fidato mai cuntent Lorenzo mi invia il più profetico dei messaggi: “Vedrai, ne prendiamo ancora due”. E se il quarto gioiellino del belga (poche storie, il quinto gol è di amara e rara bellezza) possiamo ancora accettarlo, è il gol del 4-2 che non ti fa (quasi dormire) la notte: mister Chiriches è partito da casa sua, ha avuto il tempo di entrare in area, aspettare il cross e purgarci pure indisturbato. Fragili? Troppo. E dire che non abbiamo mai smesso di provarci. Ma la retroguardia traballa troppo e troppo spesso è anche e soprattutto abbandonata a sé stessa. Per Natale, caro babbo, regalaci un righello, un compasso, una squadra: questi sono ragazzi che corrono ma hanno bisogno di un po’ più di geometrie. E poi se puoi, caro Babbo, ascolta anche i desideri di Sinisa. E’ passionale, vero, come piace a noi. Se dice che Ljiaic è “un disastro”, è un disastro per davvero. Se dice che “chi ha avuto occasioni ma le ha sfruttate male”, tutto è a prova di numero o dato che sia. Può dire e dice molto di più di molti altri suoi colleghi, ma non può dire tutto. Non può dire che il figliol fuggito Maksimovic è stato ceduto all’ultimo per incassare una cifrona causando nel contempo un non rimpiazzamento adeguato. E non può dire che è (quasi) costretto al giro di boa a schierare sempre i soliti undici. Insomma, qua caro babbo serve gente che corre con voglia e fame. L’Europa non è utopia, ma per raggiungerla occorre una rosa al completo, che non commetta più l’errore di perdere tre partite come l’ultimo corso per uno sfilacciamento delle parti troppo eclatante.

E poi caro Babbo, so che te lo starai chiedendo: ma noi granata siamo così. Quando le cose vanno male ci dividiamo così tanto che in confronto Renzi e la minoranza del PD sono in luna di miele. E’ la nostra natura. Tu comincia a regalarci tre punti con il Genoa, poi tutto, pian pianino, come la neve, tornerà da sé.

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  1. fabio1906 - 4 anni fa

    Da noi Babbo Natale dovrebbe essere Cairo… Purtroppo non lo è

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  2. Nick - 4 anni fa

    Buon articolo ma nelle ultime tre partite io lamento a ragione solo quella con la Samp. Derby e Napoli li avevo già messi in conto visto che tecnicamenfe sono superiori a noi, sennò eravamo al loro posto in classifica o no?? Poi va bene gli errori, ci stanno purtroppo.
    Detto questo io capisco l’euforia di molti di noi che finalmente vediamo la palla molte più volte la davanti coi 3 funamboli che ci fanno godere alla grande ma, ragazzi piedi per terra! Rimaniamo umili! Asticella più alta senza dubbio ma la dietro c’è da lavorare! La partenza di Maksi non ha avuto adeguato rimpiazzo e meno male abbiamo un Signor portiere!
    Ora spero a gennaio Cairo si dia da fare a prendere almeno un centrale in difesa degno di nota e un incontrista di qualità, se vogliamo stare un attimo più tranquilli.
    Sono sempre convinto siamo da prime 8 e possiamo farcela.

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