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E adesso parlerà il campo

Editoriale / La partita di Minsk fa testo fino a un certo punto. Wolverhampton crocevia stagionale

Gianluca Sartori

"Per giudicare il Torino attuale, la partita in casa dello Shakhtyor Soligorsk fa testo fino a un certo punto. È evidente che la qualificazione era stata già blindata dopo i novanta minuti di Torino e dunque il grigiore granata che si è visto al Dinamo Stadium è giudicabile fino a un certo punto. Quando il risultato finale è già scritto, inevitabilmente l’attenzione e le motivazioni calano. Belotti e compagni avrebbero potuto fare qualcosa di più per vincere la partita, ma l’importante era passare il turno senza il minimo patema, tenendo alla larga infortuni e squalifiche e dando modo a giocatori come Bonifazi (ci sbilanciamo: meglio tenerlo...), Rincon e Lukic di riprendere il filo del discorso.

"Quel che conta di più è il playoff col Wolverhampton, la partita che si aspetta da tutta l’estate. Contro Debrecen e Soligorsk, squadre di categoria inferiore, si sono viste cose buone (su tutte la vena di Belotti e Zaza, assolutamente un’arma in più) e qualche piccolo passaggio a vuoto evitabile ma nemmeno troppo preoccupante. Sono stati rodaggi utili per la sfida coi lupi inglesi che varrà l’accesso ai gironi di Europa League. Nel doppio confronto contro il Wolverhampton - che, non lo dimentichiamo, sarà intervallato dalla prima di campionato col Sassuolo - sarà il campo a dire se il lavoro estivo dello staff tecnico sia stato positivo e se la scelta della società di non chiudere alcuna operazione in entrata sul mercato sino a dopo Ferragosto sia stata giusta. Nel frattempo è giusto che l’ambiente accompagni la squadra a questa sfida così importante nel clima di fiducia e positività che la squadra ha dimostrato di meritare.

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