Come gioca la Roma: l’analisi tattica del match analyst

L’analisi tattica / Torna la rubrica di Dario Biasiolo: ecco alcune indicazioni tecnico-tattiche sulla Roma

di Dario Biasiolo

Come gioca la Roma? A cosa dovrà stare attento il Torino di Giampaolo nella gara in programma questa sera? Proviamo ad evidenziarlo con l’analisi della gara tra Roma e Sassuolo, l’ultima che i giallorossi hanno giocato in casa.
La Roma alterna lanci lunghi per Dzeko a giocate radenti; in tutte e due le soluzioni durante la verticalizzazione un giocatore si posiziona sempre a rimorchio del ricevente. Per questo motivo nella partita con il Sassuolo i giallorossi hanno creato molte occasioni da rete. Vero, non hanno segnato, ma hanno anche giocato per più di un tempo in 10 giocatori per l’espulsione di Pedro a fine primo tempo. E comunque la Roma è stata più pericolosa nel secondo tempo perché il Sassuolo era spesso sbilanciato avanti.
Analizziamo nel dettaglio la dinamica del lancio lungo: i lanci della Roma su cui non sono arrivati per primi i giocatori giallorossi in tutta la partita sono stati solo 10, alcuni perché indirizzati a Pedro (che non salta di testa) e alcuni perchè fatti (soprattutto da Cristante, squalificato col Toro) con la difesa bassa e schierata. I lanci effettuati con esito positivo sono stati praticamente tutti quelli indirizzati a Dzeko, che premia gli inserimenti di Pellegrini o dialoga con successo con Mkhitaryan. Dzeko spesso scarica al volo su Mkhitaryan a rimorchio, che corre e tira; anche Mayoral (la riserva di Dzeko) è un’ottima torre perché sa stoppare e scaricare su Mkhitaryan. Quindi: il Toro deve cercare di anticipare Dzeko di testa e marcare gli inserimenti di Pellegrini, Pedro e Mkhitaryan.

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Ma la Roma sa anche imbucare con la difesa alta e in linea: una volta per Mkhitaryan con tiro seguente fuori (minuto 5.50); una palla per Dzeko; poi Pedro sprinta col tempo giusto ma Pellegrini tarda il lancio (minuto 34.48); poi Dzeko manda Mkhitaryan (minuto 25.15); poi Cristante manda Pedro (minuto 37.58), Quindi: con palla scoperta, la difesa deve scappare all’indietro. Le giocate con imbucate radenti per sfondare centralmente o aprire il gioco sono state molte. Ma a volte il Sassuolo chiudeva le linee di passaggio per Dzeko, Pedro e Mkhitaryan; i centrocampisti Villar e Pellegrini erano marcati addosso e potevano solo scaricare nuovamente alla difesa e dunque il gioco non avanzava (questo soprattutto nei primi minuti della partita). Attenzione però, perché quando i giallorossi trovano l’imbucata ci sono sempre i rimorchi e gli inserimenti: nei minuti 14.48, 35.56, 47.08, 50.50, 53.04, 56.00, 58.33 molte imbucate per Mkhitaryan e Dzeko mentre i rimorchi erano sempre Pellegrini e Villar e gli inserimenti erano di Spinazzola a sinistra e a destra di Karsdorp alternato con Kumbulla e lo stesso Mkhitaryan, un giocatore che sa essere ovunque, in grado di giocare a sostegno della punta sia di attaccare lui stesso lo spazio per andare al tiro. Quindi: il Torino deve cercare di chiudere le linee di passaggio soprattutto con le punte e marcare chi riceve le imbucate specie tra le linee, cercando possibili anticipi.
Necessario anche marcare i rimorchi dalle fasce. Le giocate di questo tipo sono state frequenti (minuti 10.35-16.10-18.26-39.14-39.49-56.00-58.33-61.57); Spinazzola punta quasi sempre l’avversario cercando la linea di fondo per il cross basso dietro per Pedro o in mezzo per Dzeko, e a volte se un compagno gli taglia davanti sfrutta lo spazio creato per convergere e tirare. Invece a destra Kumbulla o Karsdorp, nella stessa situazione, imbucano per la punta incontro.
Attenzione poi ai corner: i giallorossi sono sempre due o tre sul dischetto e tre o quattro in area di porta, uno sprinta sul primo palo per spizzare alle spalle. Il corner ha avuto tre soluzioni, la prima sul primo palo, la seconda palla in mezzo, la terza scambio corto per scarico e cross da trequarti. Fuori area rimane Pedro, molto reattivo per il tiro su palla che esce dall’area, ma in totale – su 11 corner – non ci sono mai stati colpi di testa pericolosi o tiri nello specchio della porta.

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Per quanto riguarda la fase difensiva della Roma, questa era costituita da una linea di 5 giocatori ma era una linea sempre spezzata, perchè la punta del Sassuolo che si staccava per ricevere tra le linee era quasi sempre marcata da uno dei 5 difensori, che cercavano l’anticipo diretto (nel secondo tempo però molte volte non ci hanno più provato). I centrocampisti insieme alle punte hanno sempre chiuso le linee di passaggio stando tutti, compreso Dzeko, dietro la palla e stretti a fare densità centralmente. Inoltre gli inserimenti dei centrocampisti del Sassuolo in fascia erano seguiti sempre da Pellegrini o Villar. I punti deboli? Giocatori come Mkhitaryan, Pedro, Villar e Pellegrini spesso non accorciano a un metro e contrastano poco, quindi il portatore di palla è spesso in palla scoperta. Infatti il Sassuolo ha cercato sovente la palla sopra o la verticalizzazione; ben 12 sono state le azioni molto pericolose del Sassuolo nate da questa situazione. Altre cose fatte non benissimo dalla Roma contro il Sassuolo: i centrocampisti sono stati poco reattivi sulla seconda palla in uscita dall’area e nei cambi di gioco Spinazzola non riusciva mai a leggere le traiettorie per andare in anticipo diretto di testa.

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  1. christian85 - 1 mese fa

    Non importa come gioca la Roma… il livello di autolesionismo del Torino è talmente alto che se giocassero in attacco i 2 portieri della Roma, sarebbero in grado di fare doppietta..

    Quello che sta succedendo al Torino è un qualcosa di allucinante, mai visto.. nemmeno nelle società più ridicole come Torino 2002-2003, Ancona 2003-2004, Treviso 2004-2005 e Parma 2014-2015

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