Allarme rosso!

PreparaToro / Sesto appuntamento con la rubrica di Marcello Tirrito, che analizza la preparazione delle partite in campionato

di Redazione Toro News

Se il match di Coppa Italia ci aveva lasciati con l’amaro in bocca, contro lo Spezia è andata ancora peggio. La gara vista sabato, per quanto difficile e complicata, ha mostrato una crisi sia da un punto di vista tecnico/tattico, ma soprattutto a livello atletico: il gruppo sceso in campo non ha dato l’impressione nemmeno di volerla vincere.

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In superiorità numerica dal 7’ minuto, il Toro ha effettuato meno di tre tiri in porta, qualcosa su cui pensare.
Su 53’52” di minuti di gioco effettivo, la squadra ha passato 14’28” nella metà campo avversaria (dati Lega Serie A). Su 106,73 km percorsi (dati Lega Serie A), Il Torino ha effettuato pochissimi momenti ad altissima intensità di corsa. Un dato, questo, molto preoccupante. Mancano le accelerazioni, quei famosi momenti dove si aumenta la produzione di forza muscolare e la sua applicazione. Tutte le prestazioni sportive possono essere qualificate e quantificate.
Sfatiamo il mito che afferma la difficoltà di ottenere risultati quando si giocano match temporalmente vicini e che di conseguenza non si possa migliorare la propria performance. Mi viene una domanda: più le gare sono vicine tra loro, più la performance migliora, oppure no?

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La risposta è rinchiusa nel fatto che il giusto compromesso di programmazione, pianificazione e gestione dell’allenamento, in particolare le sedute di allenamento, aiutano il rendimento atletico. A mio avviso “La paura controlla l’ignoranza, la conoscenza controlla la paura”. Dopo una gara è lecito un recupero, soprattutto per chi ha giocato 90 e più minuti. È credenza comune che, se il giorno successivo alla gara disputata mi alleno nuovamente ad alto ritmo ed intensità, ci sono due rischi: in primis un possibile infortunio, poi di abbassare notevolmente il mio livello di allenamento. Ecco, niente di più errato.
Quindi come si potrebbe intervenire affinché ci siano i miglioramenti in termini di resistenza, accelerazione e forza muscolare per Belotti e compagni? Nella pianificazione della settimana bisogna ricordare che a “comandare” è sempre la partita. È la gara che determina l’orientamento degli allenamenti. La partita richiede ai giocatori, rapidità, velocità, capacità di accelerazione e decelerazione, forza e resistenza all’alta intensità. Tutte queste capacità sono direttamente comandate dal sistema nervoso, il quale ha la capacità di essere tanto più efficiente ed efficace quanto più viene stimolato. Quindi, se la partita è “affamata” di alta intensità, nelle 48 ore precedenti alla gara non bisogna dimenticarsi di mantenere “attiva la corrente”, ovvero dovranno essere effettuati lavori di forza esplosiva, forza veloce, accelerazioni e decelerazione con cambio di direzione, sprint su distanze brevi (10 o 20 metri) ovviamente eseguiti alla massima capacità possibile. Questo permette agli atleti di arrivare alla gara al massimo dell’attivazione neuromuscolare. Invece, i giorni più lontani dalla gara (72 e 96 ore prima della partita) permettono di lavorare su quegli aspetti più “affaticanti” come la resistenza all’alta intensità o la forza pura, che possono essere allenate con ottimi risultati tramite allenamenti HIIT specifici per il calcio (resistenza all’alta intensità) e lavori con sovraccarichi (pesi) o strumenti funzionali (forza pura).
La speranza è che qualcosa cambi, al più presto, altrimenti, a cambiare, sarà la categoria in cui giocheremo il prossimo campionato.


Preparatore atletico professionista torinese e allenatore di calcio con patentino Uefa B con un’esperienza ventennale da personal trainer, specializzato in riatletizzazione e allenamenti funzionali, ho lavorato fino al giugno 2020 nel settore giovanile del Torino FC.

Attraverso le sue rubriche, grazie al lavoro di qualificati opinionisti, Toro News offre ai propri lettori spunti di riflessione ed approfondimenti di carattere indipendente sul Torino e non solo.

11 Commenta qui

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  1. maxxvigg1968 - 1 mese fa

    è la testa che fa muovere i muscoli
    la motivazione sposta le montagne
    la demotivazione rende difficile anche fare le scale che dallo spogliatoio portano al campo
    lo spirito di appartenenza rende fattibili anche le imprese più improbabili

    ecco da noi ….. motivazione e spirito appartenenza mancano del tutto

    motivazione e spirito appartenenza sono gli ultimi tasselli di una catena che comincia con:
    centro sportivo attrezzato – strutture – organigramma – sede sociale che sia una sede (non due stanze in affitto !!!) – centro medico sociale – dietologi/mental-coach/giardinieri/magazzinieri – organizzazione societaria – dirigenza presente

    dopo … alla fine di tutto … può darsi che torni il granatismo – altrimenti continueremo a vedere i ns giocatori andare a comprare le magliette delle altre squadre

    tutto questo il pagliaccio lo sa bene – ma non gliene frega nulla – il vero problema è sempre solo quello

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  2. puliciclone11 - 2 mesi fa

    E’ indubbio che qualsiasi opinione uno possa avere su qualità della rosa, moduli, tattica, ecc. sono poi le statistiche ed il risultato del campo gli unici elementi che certificano in maniera oggettiva il nostro valore. Da qualunque parte la si guardi i nostri numeri sono sempre i peggiori rispetto alla concorrenza. Speriamo che con Nicola (in bocca al lupo, ne ha bisogno) si riesca ad invertire la rotta

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  3. ToniToro76 - 2 mesi fa

    Caro professore tutto bene ma non ti dimenticare del pallone ( tecnica) e della condizione psicologica ( come mai negli ultimi 15 minuti il momento migliore ? Una squadra che non ne ha non aumenta l’intensità alla fine della partita .

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  4. eurotoro - 2 mesi fa

    sarebbe buona cosa che la società avesse un preparatore atletico fisso e di riconosciuta competenza…cambiare ogni anno allenatore e preparatore atl. si sta rivelando devastante…

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  5. Guevara2019 - 2 mesi fa

    Lo si è visto e stravisto, dallo scorso anno vecchi e nuovi non ci sono con la testa, si può steccare una tantum e non in modo seriale, non è la condizione atletica, suvvia, è la situazione da sbando societario che ha reso la squadra impalpabile, inguardabile.
    Continuo a ripetere, siamo settimi a livelli di ingaggio giocatori,e se siamo i peggiori come gioco in campionato, non ci sono altre ragioni, la verifica? Sirigu ha avuto la sua crisi ora si è ripreso, il Gallo sta avendo anche lui segni di cedimento, mi auguro che Nicola sappia dare mordente, appare quasi un miracolo però.

    Il responsabile ha un nome e un cognome, tutto il resto è fuffa!

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    1. Toroperduto - 2 mesi fa

      Mister Giampaolo??

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      1. Guevara2019 - 2 mesi fa

        No, le iniziali sono U e C

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  6. Giancarlo - 2 mesi fa

    Leggendo questi articoli mi viene da pensare ad una precisa responsabilità da parte dei preparatori atletici in forza al Torino. Se gli atleti non sono in grado di produrre i campo le indicazioni dell’allenatore per errori nella preparazione occorreva anche che GP intervenisse drasticamente sui suoi collaboratori per invertire la situazione. Altro elemento a comprendere una situazione da allarme rosso.

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  7. Alfredo - 2 mesi fa

    Interessante. Ma come pensare che gli allenatori di un club di serie A ignorino queste tecniche? Mah…

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    1. Toro_felix - 2 mesi fa

      Infatti non le ignorano.
      secondo me forse la maggior parte dei club sottovalutare l’aspetto psicologico e quindi dovrebbero prendersi dei facilitatori a questo campo.
      Tanto ne buttano già tanti nel cesso di soldi. Almeno danno del lavoro a della gente normale. Granata in effetti lo aveva detto che Nicola si serve di un particolare professionista per questo compito.

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  8. bordeauxgranata - 2 mesi fa

    Dal titolo pensavo si fosse ricostituita l URSS.

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