Lewis: “Quanto mi mancano il Filadelfia e i tifosi del Toro”

Le parole / Il portiere americano della Primavera del Torino racconta anche come procede la sua quarantena e quali sono le difficoltà che sta incontrando

di Redazione Toro News
Lewis all'esordio con il Torino Primavera

Uno dei protagonisti positivi della tribolata annata della Primavera è stato sicuramente Luca Robert Lewis, portiere americano che un anno fa vinse il campionato Berretti. L’estremo difensore a stelle e strisce, in un’intervista a Fox News, ha raccontato di come sta cambiando la sua vita ora che è costretto a stare chiuso in casa a New York: “Le mie giornate in Italia erano sempre uguali. Abbiamo allenamento alle 11 di mattina e alle tre del pomeriggio. Il mattino di solito si lavora in palestra sulla forza e nella seconda seduta si gioca con la palla. Ora è cambiato completamente tutto, perché ho un sacco di tempo libero – spiega Lewis –  non posso più uscire e non posso fare cose quotidiane. Devo indossare mascherina e guanti. Non posso andare sul campo e allenarmi con i miei compagni“.

TORO E NAZIONALE –  A proposito dei compagni, l’estremo difensore granata racconta anche di quanto gli manchi il calcio e il Toro: “Giocare a calcio è l’unica cosa che mi rende veramente felice. E’ veramente la cosa che preferisco fare e ora che non posso giocare, mi rendo conto di quanto sia importante per me. Come dicevo, mi manca giocare davanti ai tifosi negli stadi sotto i riflettori, mi manca quell’atmosfera. Purtroppo non ho potuto andare con la Nazionale in Portogallo per il virus. Questa sarebbe potuta essere una buona esperienza per me, ma non è successo. Spero che accada presto“. Lewis, infatti, era stato convocato dalla nazionale Under 20 statunitense per un torneo con i pari età di Francia e Portogallo.

LAVORO IN QUARANTENA – Ora il portiere americano non vuole perdere i progressi fatti nei tre anni al Toro e, nonostante qualche difficoltà legate alla distanza, sta continuando ad allenarsi: “Io ho un programma piuttosto rigido e provo a seguire una dieta salutare, al mattino faccio stretching e yoga e al pomeriggio palestra. Corro, faccio squat o esercizi per le braccia, seguendo il programma che mi ha dato la mia squadra“. Poi continua spiegando quali sono le principali difficoltà che sta affrontando durante la quarantena: “Decisamente l’allenamento e fare il lavoro specifico, perché io sono un portiere e abbiamo un programma personalizzato con il nostro preparatore, che non si può seguire da soli e a New York non si può fare, perché non si può andare su un campo e giocare. Spesso è impossibile svolgere il lavoro e, mi devo ripetere, mi mancano i tifosi, lo stadio e le partite“. In conclusione, poi, racconta come passa le giornate nella Grande Mela: “Ho iniziato a fare più yoga, che penso mi aiuti molto, particolarmente al mattino quando mi sveglio e ho tutto il giorno davanti a me, aiuta a rilassarmi. Per sfogarmi vado in palestra e questo mi motiva ulteriormente“.

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