”Caro Toro, ti auguro la A”

di Valentino Della Casa – Gigi Simoni è uno di quei personaggi che in granata ha lasciato il segno. Felice e positiva la sua esperienza da calciatore: nel quadriennio dal 1963 al 1967, il quasi 70enne attuale Direttore Tecnico del Gubbio, ha disputato 99 partite segnando 21 reti. Bottino decisamente ragguardevole per un centrocampista, che, però, da allenatore a Torino è stato soltanto di passaggio. Arrivato…

di Redazione Toro News

di Valentino Della Casa – Gigi Simoni è uno di quei personaggi che in granata ha lasciato il segno. Felice e positiva la sua esperienza da calciatore: nel quadriennio dal 1963 al 1967, il quasi 70enne attuale Direttore Tecnico del Gubbio, ha disputato 99 partite segnando 21 reti. Bottino decisamente ragguardevole per un centrocampista, che, però, da allenatore a Torino è stato soltanto di passaggio. Arrivato Cimminelli (era l’anno 2000), si decise di puntare la A proprio con Simoni alla guida di una super squadra che, però, dopo 8 partite navigava in zona retrocessione. L’esonero fu inevitabile, venne chiamato Camolese dalla Primavera e si compì il miracolo che tutti ricordiamo. In esclusiva per Toro News, Simoni analizza con noi il momento del Toro e del suo Gubbio, ormai prossimo alla promozione in Serie B.

Gigi Simoni, il Torino sembra essersi ripreso dopo le turbolenze invernali.
Direi di sì, sta facendo bene in questo momento. Ha ritrovato la serenità giusta, e questo è senza dubbio un fattore molto positivo. Mi auguro davvero che possa andare in A: Torino mi è rimasto nel cuore, io tifo Toro e vorrei rivedere la squadra nel palcoscenico che merita.

Certo è che anche quest’anno ci sarà da soffrire.
Proprio così, c’è sempre tanta, tantissima discontinuità nel Torino. A livello globale, possiamo dire che difficilmente riesce a rimanere nella massima serie per tanti anni consecutivi; relativamente a questa stagione, invece, direi che i risultati sono davanti agli occhi di tutti. Adesso però mi sembra di vedere una squadra diversa, nonostante, confesso, non abbia potuto vedere moltissime partite.

Con la Reggina, poi, l’apporto del pubblico non è di certo mancato. Segno di una compattezza ritrovata anche a livello ambientale?
Il pubblico di Torino è tosto, tostissimo. Quando vinci ti trascina come non mai, quando perdi, invece, il peso della contestazione può anche diventare insostenibile. Purtroppo bisogna prendere atto delle difficoltà: il Torino non è più una squadra di vertice della A, come ci aveva abituati. A Torino non ci sono più i Maroso, i Pulici. Anch’io, ripeto, sono un tifoso granata e mi arrabbio a pensare a quello che il Torino è stato, ma non bisogna vivere del solo passato. Ripeto, rendiamoci conto che la realtà del Torino è questa. In futuro, chissà…

Da quella granata, a quella eugubina. Il Gubbio sembra davvero vicinissimo al miracolo promozione.
Sarebbe la seconda consecutiva, e sarebbe un risultato eccezionale. Il calcio, però, mi ha insegnato a non cantare vittoria, anche se siamo a più sette punti dal Sorrento (59 per il Gubbio, ndr) e mancano quattro partite. Restiamo belli ancorati con i piedi per terra, per festeggiare c’è tempo.

C’è chi paragona la programmazione del Gubbio a quella del Novara. Cosa ne pensa?
Se consideriamo solo la programmazione, e non l’aspetto economico, posso considerarmi d’accordo con questa disamina. Il Novara ha possibilità decisamente più importanti, ma anche loro hanno fatto della programmazione l’arma vincente. E poi a Novara ci sono i due Sensibile, padre e figlio: grandi conoscitori di calcio.

Tra le fila del Gubbio c’è anche il granata Suciu. Come giudica il suo campionato in quel di Gubbio?
Suciu ha avuto poco spazio, perché, escluso Raggio Garibaldi, il Gubbio ha giocatori d’esperienza già collaudati come Boisfer e Sandreani. A me il giocatore piace veramente tanto, ha grandissime qualità e corsa. Il suo problema è che non ha ancora un’identità precisa, e gliel’ho detto anche pochi giorni fa. Gioca come mezzapunta, esterno, mediano: troppi ruoli! Se riuscirà a capire davvero dove può rendere meglio, allora farà quel decisivo salto di qualità. A me spiace che non si sia potuto mettere molto in mostra, ma sono sicuro che diventerà un calciatore importante.

Un’ultima domanda, l’anno prossimo spera in un Torino-Gubbio?
Assolutamente no. Ci sono tante squadre che vorrei incontrare, ma di certo non il Torino. E con questo non intendo dire che l’anno prossimo difficilmente saremo in B…

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