Giacomo Ferri: “Al Torino soddisfazioni uniche, vivo il Derby anche a distanza”

Giacomo Ferri: “Al Torino soddisfazioni uniche, vivo il Derby anche a distanza”

Esclusiva TN / L’ex difensore e team manager granata: “Non è mai una partita come le altre, e che qualità i ragazzi di Mihajlovic! Ci sono i presupposti per una vittoria”

di Marco De Rito, @marcoderito
Ferri

Domani è il giorno del derby, partita che tutti i tifosi del Torino aspettano da quando è stato stilato il calendario. L’attesa è tantissima e tutta la città è in fermento per il grande avvenimento. A tal proposito abbiamo contatto Giacomo Ferri, personaggio simbolo del club granata sia da giocatore che da allenatore e, come ultimo ruolo, team-manager. “Big Jim”, rimasto ancora nel cuore di tutti i tifosi, parla a 360º delle sue esperienze passate nel Toro e della sua attesa per la stracittadina: per quanto riguarda le prime ringrazia in maniera particolare Urbano Cairo, dal punto di vista del campo invece sono sentiti gli elogi ai granata Baselli e Benassi.

Giacomo Ferri, domani è il giorno del derby contro la Juventus. Che partita sarà a suo parere?

“Sarà un match molto combattuto. Stiamo parlando di un derby, un partita partita che fa storia a sè: un match particolare dove non si può mai pronosticare con certezza un vincitore. Quest’anno il Torino sta facendo benissimo, è settimo in classifica giocando un ottimo calcio e segnando molti gol. La Juve è prima ma i granata hanno tutte le carte in regola per ostacolare i bianconeri ed ottenere una vittoria importantissima facendo esultare tutta la piazza”

Lei ha militato al Torino tanti anni, dal 1981 al 1989. Qual è la partita contro la Juventus che ricorda con maggior piacere?

“Ho giocato tante stracittadine e ricordo tutte le vittorie con molto piacere. Tutti i tifosi esaltano il successo del mio Toro per 3-2 con tutte le nostre reti segnate in rimonta nel giro di cinque minuti. A me piace ricordare quello del 18 novembre del 1984 con la vittoria maturata con un gol di Serena all’ultimo minuto sotto la curva: una soddisfazione ed un’emozione indescrivibile”

Secondo lei, in questo Torino manca ancora qualche pedina importante? Un centrocampista magari, o un difensore come lei?

“Penso di no, Mihajlovic ha disposizione degli ottimi elementi. Sto parlando in particolare di Benassi e Baselli, centrocampisti fortissimi che possono dare tanto a questa squadra. In Italia, in questo momento, non vedo giocatori con le stesse capacità e le stesse prospettive dei due granata. Saranno fondamentali anche per l’Italia di Ventura nei mondiali di Russia 2018, ne sono sicuro: hanno, entrambi, un futuro roseo davanti a loro”

Non possiamo non citare la stracittadina vinta con Ventura allenatore e con lei che sedeva in panchina come team-manager…

“È stato bellissimo, una vittoria importantissima che ha fatto esultare tutta la piazza. È stato eccitante vincere dopo vent’anni un derby, la gente ce lo chiedeva a gran voce e siamo riusciti a farli festeggiare. I giocatori erano visibilmente contenti, una di quelle cose che mi porterò sempre dentro delle mie esperienze in granata”

Che sensazione prova a vivere un derby da spettatore dopo tutti quelli vissuti in prima persona sia come giocatore che come dirigente?

“Non cambia niente, il derby e l’attesa a questa partita la vivo sempre nella stessa maniera. Ovviamente essere in panchina o in campo ti fa sentire più coinvolto ma le emozioni non cambiano, sono sempre le stesse. Io penso che ho avuto la fortuna di crescere nel Filadelfia e, quindi, sento questa partita sempre in maniera molto particolare: non è un match come gli altri anche quando non sei più dentro la società”

A proposito del suo ultimo ruolo: dopo esser stato al Torino sia come giocatore che come allenatore, com’è stato fare il team-manager?

“È stata un’esperienza bellissima, devo ringraziare il presidente Cairo per questa opportunità che mi ha concesso. Quando ero arrivato a Torino nessuno conosceva questo ruolo, era una posizione nuova. Io al Toro ho ricoperto tutti gli incarichi possibili ma quest’ultimo mi è piaciuto un sacco. Sono arrivato nel club in un momento negativo, in mezzo alla contestazione ed a ridosso della zona play out in Serie B e sono riuscito a vedere crescere la squadra fino al ritorno in Europa. Sarò sempre riconoscente al presidente per quello che ha fatto per me”

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