Pecci: “Toro, ricordati la tua storia. Ma oggi fatico a vedere un progetto tecnico”

Pecci: “Toro, ricordati la tua storia. Ma oggi fatico a vedere un progetto tecnico”

Intervista / In vista del Derby della Mole uno degli eroi dell’ultimo scudetto analizza il momento granata tra presente, passato e futuro

di Andrea Calderoni
Eraldo Pecci

Per una partita speciale come il derby in un momento di profonda difficoltà per il Torino c’è bisogno della voce di un eroe, di quelli che hanno scritto pagine memorabili di una storia meravigliosa ed unica come quella granata. Eraldo Pecci rientra senza problemi nella categoria: classe 1955, ha vinto con Gigi Radice in panchina l’ultimo storico scudetto del Torino nella magica stagione 1975/1976. Di battaglie con la casacca granata indosso ne ha combattute 203, tra queste 10 proprio contro la Juventus. I bianconeri sono stati l’avversario che Pecci ha sfidato di più in carriera: ben 28 match, di cui 24 in Serie A.

Buongiorno Eraldo, il momento del Torino è veramente delicato, a maggior ragione dopo il turno infrasettimanale. Tutti in ritiro in vista del derby. Come si spiega l’involuzione granata?

“È un periodo non bello, sicuramente poco felice per il popolo granata. La spiegazione non è semplice da trovare, ma io la legherei in primo luogo alla preparazione anticipata per i preliminari di Europa League. Prima o poi ti imbatti in una crisi. Non è, però, questo l’unico motivo”.

Secondo lei, ci sono problemi anche insiti nella rosa a disposizione di Walter Mazzarri?

“No, anzi. Quando mi chiedono un parere sul Torino, parto sempre dal presupposto che la rosa è competitiva. È ovvio che non si può competere con le primissime della classe, come Juventus, Inter e Napoli, ma con le altre si potrebbe”.  

E allora quali sono le altre ragioni in grado di dare un perché agli enormi affanni del Toro? C’è un problema nel progetto tecnico proposto da Mazzarri?

“Faccio fatica francamente a parlare di progetto tecnico. Negli ultimi due anni non ho mai visto dei lampi di grande gioco da parte della squadra. La difesa, soprattutto nella passata stagione, è stata molto affidabile e di riflesso il Toro riusciva a segnare qualche gol, portando a casa risultati positivi”.

Dunque, come definirebbe il Toro di Mazzarri?

“Una formazione sparagnina. Poche reti incassate, ma anche poco calcio propositivo. Non ho mai visto un Toro in grado di esibire un gioco spumeggiante e arioso, come quello di Atalanta, Fiorentina o Napoli. Adesso, la difesa granitica non c’è più e sono venuti meno i risultati, perché si fatica anche a creare azioni pericolose e di conseguenza gol”.

Crede che la situazione dei granata possa migliorare nelle prossime settimane?

“La classifica sicuramente si sistemerà, ma non bisogna illudersi. Se ti aspettavi di lottare per qualcosa di importante che non sia un contentino, allora sarà dura anche quest’anno”.

Parla di contentino. Alcuni tifosi del Toro accusano il presidente Urbano Cairo di essersi sempre accontentato in questi anni senza mai far fare alla società un vero e proprio salto di qualità. È d’accordo con tale disamina?

“Non del tutto. Non si può chiedere ad un presidente di spendere miliardi di euro. Il tifoso non può pensare in quest’epoca di poter competere per un intero campionato con Juventus, Inter e Napoli. Anche in questa stagione è stata allestita una squadra di qualità, poi sta allo staff tecnico e ai ragazzi in rosa rispettare la storia del Toro”.

A proposito di storia, rivede in qualche giocatore del Toro attuale lo spirito che vi animava a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta?

“Le storie francamente sono diverse e sono immerse in questo tempo. È indubbio che c’era un’altra sensibilità”.

Cioè?

“Noi sentivamo addosso la maglia granata, eravamo un tutt’uno. Conoscevamo la Storia con la S maiuscola del club e cercavamo di onorarla in ogni allenamento e in ogni partita. Oggi le situazioni nel mondo del calcio sono molto diverse rispetto ai nostri anni e quindi è anche giusto che un giocatore moderno non conosca nel dettaglio quello che è stato il Toro nel suo glorioso passato. Ma, per me che ho il Toro dentro, questo club resta unico nel suo genere. Non deve lottare per vincere, ma per difendere in eterno le sue meravigliose e uniche peculiarità”.

Psicologicamente, come detto, i granata sono a terra, ma tra poche ore al “Grande Torino” arriva la Juventus per il Derby della Mole. Che cosa dobbiamo aspettarci?

“Nel campionato italiano nessun match è impossibile. Te la puoi giocare con tutte le squadre. Credo che soltanto Atalanta e Napoli a sprazzi possano ucciderti con il loro gioco avvolgente e collettivo. Mentalmente il Toro avrà un vantaggio: partirà da sfavorito e quindi potrà contare su quest’aspetto. Attenzione, però, a non perdere male, soprattutto in un periodo come quello che sta attraversando il Toro. Il Genoa, ad esempio, l’altra sera è capitolato contro la Juventus, ma soltanto all’ultimo e dopo una prestazione coriacea. Ecco il Toro dovrà giocare con quel carattere e con quella tenacia, altrimenti saranno guai”.

Eraldo, per lei che ha il Toro dentro, cos’è il Derby della Mole?

“È banale quello che affermo ma lo penso e non lo nego: ogni match con la Juventus è stato speciale. Al tempo Torino e Juventus erano due squadre forti, quasi alla pari, e tutti i derby valevano veramente più di 2 semplici punti. Erano battaglie tra formazioni competitive, ma vigeva sempre il rispetto tra noi contendenti. Eravamo avversari sul campo, ma amici nella vita. Nello sport il rivale è da battere sotto il profilo dell’agone, mai da uccidere”.

Si ricorda un derby in particolare?

“Non uno, tutti. I primi, però, quelli nell’anno dello scudetto (entrambi vinti 2 a 0 ndr) e nell’anno dei 50 punti (1976/1977, vittoria per 2 a 0 all’andata e pareggio 1 a 1 al ritorno ndr), sono stati indimenticabili. Sono stati i primi di una lunga serie e li sentivo un pochino di più”.

E com’era la settimana d’avvicinamento alla sfida contro la Juventus?

“Particolare, senza ombra di dubbio. C’era un’attesa diversa, perché poteva valere un campionato. Le sensazioni che avevo dentro al tempo faccio veramente fatica a spiegarle. Erano profonde, sentite, sincere”.

 

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  1. giancasortor - 9 mesi fa

    Analisi impeccabile!

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  2. alexku65 - 9 mesi fa

    Grande Pecci. E grazie per ciò che avete fatto che ho avuto fortuna di vedere. C’era da sentirsi orgogliosi a tifare Toro. La fede non si discute ma l’orgoglio è affogato nella mediocrità dell’era cairota. Non sono d’accordo solo su un punto. Si parla di alcune altre squadre tra cui il Napoli tra le inavvicinabili. Ricordo che. ADL ha recuperato il Napoli in Serie C. Poi la sua ambizione ha fatto il resto. Attendo con ansia i nerd a spiegare la solita storiella di quanto sia più ricco ADL di Cairo che per chi non lo avesse ancora capito è il proprietario del più grande gruppo editoriale del paese.

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  3. maxx72 - 9 mesi fa

    Anche se parla Eraldo Pecci non posso fare altro che stare muto. E ascoltare e imparare.

    Ps scusa fratello Glenn se ho rubato una frase credo usata da te, ma in questo caso era doverosa.

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    1. maxx72 - 9 mesi fa

      L'”anche” iniziale non so da dove sia uscito …chiedo nuovamente scusa

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  4. Daniele abbiamo perso l'anima - 9 mesi fa

    Fa male leggere questa intervista.
    Perché non fa altro che rimarcare la differenza del Toro di un tempo con il toro fake di oggi.
    Prima i giocatori si identificavano con la squadra, oggi sono solo social con un taglio di capelli e tatuaggi sempre nuovi.
    Prima eravamo competitivi e alla pari con i gobbi, oggi non siamo nemmeno un quinto.
    Prima chi aveva giocato nel Toro rimaneva tifoso del Toro tutta la vita.
    Oggi a molti di loro non interessa niente manco quando ci giocano con la maglia granata addosso.

    Non le voglio più leggere queste interviste. Mi passa la voglia di tifare.
    Anche perché siamo cambiati pure noi tifosi. Qualche anno fa Pulici disse di non tifare più per il Toro, perché il Toro non c’era più. E quindi tifava solo per i tifosi del Toro. È capitato anche a me, ma pian piano stiamo finendo anche noi tifosi. E cosa ci resterà ? Cairo ?

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  5. frasto - 9 mesi fa

    Averne nel popolo granata di oggi tifosi e sul campo giocatori così che si identificano col Toro e le sue caratteristiche stoiche come di indomiti spartani contro i più forniti gobbi persiani.

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  6. fgbomp - 9 mesi fa

    “Adesso, la difesa granitica non c’è più e sono venuti meno i risultati, perché si fatica anche a creare azioni pericolose e di conseguenza gol”, queste parole del grande Pecci (la mia età mi ha permesso di godere il “grande” Toro dell’ultimo scudetto) dicono tutto! Vedo squadrette che giocano contro le grandi e tirano, tirano decine di volte. Noi facciamo partite nelle quali se facciamo un paio di tiri è un miracolo! Speriamo bene… (almeno l’Udinese ha esonerato l’allenatore..)

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  7. ALESSANDRO 69 - 9 mesi fa

    Allora: se si tratta di criticare Comi da dirigente mi va più che bene ma gli insulti sul giocatore proprio non li condivido perché vuol dire che non conosci la storia oppure te la sei volutamente dimenticata. Comi è un giocatore cresciuto e formato nelle nostre giovanili e ha esordito in prima squadra contro il Napoli in coppa Italia segnando un bellissimo gol di testa che fissò il risultato sul 2-0 finale. Non un fenomeno e nemmeno un velocista ma un giocatore molto duttile, ha giocato come centravanti, come trequartista finendo la carriera giocando addirittura da libero e sempre con ottimi rendimenti. Tra l’altro in un epoca dove il nostro settore giovanile era una punta di diamante che sfornava ogni anno giocatori che trovavano stabilmente posto fra serie A e serie B, non come quelli di oggi che faticano a trovare posto anche in lega Pro. Tra l’altro quando fra la fine degli anni 90 e l’inizio degli anni 2000 il nostro settore giovanile era veramente a Zero sono stati lui e Silvano Benedetti a lavorare per cercare di tenerlo in vita, anche imbiancando personalmente le pareti dello spogliatoio ( perché a tal punto eravamo precipitati..)… Scusa la perentorietà del mio commento ma diamo a Cesare quel che è di Cesare….Poi se vogliano criticarlo come dirigente va bene e posso anche essere daccordo..

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  8. policano1967 - 9 mesi fa

    Piedone sa cio ke dice e secondo me e stato pure troppo diplomatico con cairo e con il nostro luis cesar menotti.qua sopra ce stata gente ke se permessa di critica crauero e zaccarelli per la cronaca di torino lazio.poi le stesse persone pendono dalle labbra di urbanetto?evidentemente manco sapevano ki erano crauero e zaccarelli.nn mi meraviglio ke cairo gestisce sta societa cm una societa dilettantistica se anke il livello di tanti tifosi e sceso in modo cosi pauroso.

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  9. Forza Toro - 9 mesi fa

    Grande Pecci. Questa squadra non ha mai avuto gioco. Che io ricordi gli ultimi Toro che giocavano a calcio sono stati: il primissimo Mihajlovic, c’era ancora Vives se non erro, ma è durato poco; e quello di De Biasi. Il giropalla e le competenze lasciamole perdere

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  10. Karmagranata - 9 mesi fa

    Grande Eraldo. Nessuno vuole che Cairo faccia gli investimenti di strisciati e Inter,oppure Roma (visto quanto spendono) ma non anche il Napoli che dopo il fallimento è diventata grande per la capacità gestionale del suo presidente e non certo perché il produttore cinematografico campano ha depauperato il patrimonio di famiglia per far tornare a certi livelli la squadra. Al nostro si chiede semplicemente di fare ciò che si fa a Bergamo, oppure a Sassuolo dove la famiglie Percassi e Squinzi hanno realizzato da tempo quello che oggi manca a noi tifosi del Toro: un senso di appartenenza. SSFT.

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  11. torracofabi_13706409 - 9 mesi fa

    Bravo Piedone, sincero e diplomatico… Chi vuole capire, capisca……

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  12. 1947 - 9 mesi fa

    ” Sta allo staff tecnico ed ai giocatori in rosa, RISPETTARE LA STORIA DEL TORO”. Capito????

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  13. BACIGALUPO1967 - 9 mesi fa

    Non insultare Comi non lo merita

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    1. Garritano - 9 mesi fa

      “Pessima, inoltre, è stata la “pezza” che ha provato a mettere Antonio Comi su questa vicenda: “il mister ha parlato di un suo giocatore avuto da giovane…che a trentacinque anni ha ancora il sangue negli occhi che aveva a vent’anni…nessuno voleva offendere il mondo granata”. Qui siamo all’aggravante di un direttore generale del Torino, da calciatore cresciuto nelle giovanili del Toro sotto la responsabilità di Sergio Vatta, che di valori granata era assiduo frequentatore.

      Ecco perche non esistono insulti abbastanza forti per descrivere questo squallido individuo, un traditore venduto a Cairo e al capo dei gobbi per un posto da DS e per un lauto stipendio.

      A giuda sono bastati solo trenta denari.

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  14. mjgiailevr_737188 - 9 mesi fa

    ieri ho sognato la futura dirigenza del toro….
    PRESIDENTE: Lavazza e Ferrero assieme
    DG e tutte le varie D ..:
    Pulici
    Zaccarelli
    Pecci
    Bruno

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    1. mjgiailevr_737188 - 9 mesi fa

      Ferrero….del cioccolato…per essere chiari

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      1. BACIGALUPO1967 - 9 mesi fa

        Scordati Ferrero, non entreranno mai nel mondo del calcio.

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    2. Andreamax - 9 mesi fa

      Poi ti sei svegliato….

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  15. Pesce - 9 mesi fa

    Granatiere, come sempre gran commento. Condivido e sottoscrivo tutto. Aggiungerei solo il cercare di capire perché la difesa fa acqua (possibile che Moretti fosse così indispensabile, con tutta la stima e l’ammirazione, ma non era Beckenbauer) e che comunque l’unica via per salvare il salvabile (data la scarsità tecnica) è per prima cosa trovare il modo per tornare ad una difesa che prende pochi gol come lo scorso anno. Altrimenti quest’anno si va giù.

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    1. TOROPERDUTO - 9 mesi fa

      Siete sicuri che sia la difesa?
      La costante è che da inizio stagione gli avversari con 3 passaggi sono in porta per cui personalmente non penso sia tanto un discorso di difesa, siamo zero a centrocampo, a parte che lo siamo da 20 anni

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      1. policano1967 - 9 mesi fa

        Ecco.hai capito dove la lacuna.tt a punta la difesa senza vede ke il dramma nasce a meta campo

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  16. turin - 9 mesi fa

    è un onore che un uomo come eraldo pecci abbia vestito la maglia del toro. ogni volta che parla della nostra squadra, si sente che è l’amore verso i colori granata ad animarlo. persona rara

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  17. Un arreso a Cairo - 9 mesi fa

    Aggiungo, e finalmente concludo, che Commisso ha vinto la concorrenza, per la Fiorentina, del proprietario del PSG.

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  18. Un arreso a Cairo - 9 mesi fa

    Aggiungo una cosa, ad onor del vero: Commisso, senza che nessuno lo sapesse (solo i Della Valle), si era già fatto aventi un anno e mezzo prima, ma la cifra era troppo alta. I Della Valle, sotto contestazione, hanno venduto per meno…

    Chi non ci crede, se c’è qualcuno che non ci crede a questo, basta informarsi.

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  19. user-14003131 - 9 mesi fa

    Si vero, mancanza di un progetto tecnico.

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  20. michelebrillada@gmail.com - 9 mesi fa

    finche ci sarà in panca o spesso in tribuna questo pseudo allenatore non vedremo mai e poi mai giocare a calcio percio mettiamoci il cuore in pace sabato sera dobbiamo fischiare dall’inizio alla fine in modo che finisca questa avventura super pagata di maZZARRI

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    1. TOROPERDUTO - 9 mesi fa

      Fosse solo lui il problema saremmo a cavallo

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    2. Silv37 - 9 mesi fa

      Io sabato appena ha visto che entrava Zaza ho spento il televisore.In panchina erano suduti da ormai piu’ di anno MILLICO ET EDERA

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  21. ddavide69 - 9 mesi fa

    . A spendere miliardi di euro.. A parte che al massimo sarebbero milioni di euro.. E poi Cairo non spende proprio un cazz!. Da solo girare i soldi che arrivano da vendita di giocatori e incassi. Le merde per esempio soni in rosso di oltre 400 milioni, fanno un aumento di capitale da 300 milioni e pagano gli azionisti, poi miracolosamente lo sponsor tecnico, la jeep, OSSIA LA FIAT, aumenta da 17 a 42 fino a 46 milioni la sponsorizzazione, oltre 25 milioni in piu all anni. Al di la delle considerazioni etiche e del fair play, in questo caso il buco dei conti lo sta pagando un altro, bisogna dire che chi vuole investire veramente tira fuori soldi veri!!! Dalle proprie tasche, non le solite partite di giro. Cairo per favore trivati un acquirente e vendi! Hai fatto il tuo tempo.

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  22. Garritano - 9 mesi fa

    Bravo Eraldo.

    Direi che, con molta diplomazia ed equilibrio, ha dato il benservito a Cairo e ai suoi tirapiedi, con l’unico appunto che nessuno ha mai chiesto al presiniente di svenarsi finanziariamente e di competere con certe squadre.

    E l’esempio dell’Atalanta è lampante: sono i dirigenti competenti e gli allenatori con la A maiuscola che fanno la differenza, evitando di acquistare brocchi e bidoni stranieri e/o mercenari, bensì acquistando giocatori adatti ai vari ruoli e realmente affamati, nonchè sviluppando un progetto serio e reale che tenga anche conto dell’importanza dei ragazzi del Vivaio, sia con innesti mirati dei migliori in prima squadra, ovviamente non facendoli marcire in panchina, sia con prestiti non certo gratuiti ad altre squadre, ma con clausole di riscatto e controriscatto e/o premio di valorizzaione, al fine di vederli giocare con continuità, consentendo loro quel processo di maturazione e di esperienza necessari per farli poi eventualmente ritornare più forti e pronti e preparati ad essere inseriti in prima squadra.

    “Quelli di adesso” (Paolo Pulici)

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    1. Silv37 - 9 mesi fa

      Io sabato appena ha visto che entrava Zaza ho spento il televisore.In panchina erano suduti da ormai piu’ di anno MILLICO ET EDERAso.

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    2. Silv37 - 9 mesi fa

      Io sabato appena ha visto che entrava Zaza ho spento il televisore.In panchina erano suduti da ormai piu’ di anno MILLICO ET EDERA

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    3. Silv37 - 9 mesi fa

      Sono pienamente d’accordo et aggiunco che lo zoccolo duro di una squadra si fa con quattro o cinque elementi che provengono dl settore giovanile.sempre forza TORO!!!!##

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  23. Un arreso a Cairo - 9 mesi fa

    I giocatori, gli ex, difficilmente si schierano contro una società, per tante ragioni. Ciononostante Cairo si è sempre tenuto lontano dalle bandiere del Toro del passato, forse ritenendole scomode. Pecci non boccia Cairo, come previsto, ma indica il “problema tecnico”. Peccato perché i più grandi esperti di calcio, alcuni anche presenti su questo sito, hanno sempre approvato il progetto tecnico. Meno male che così, se lo dice Pecci, acquistiamo credito anche noi, forse forse, almeno un grammo.

    Poi, che non c’entra niente: l’altro giorno spero che abbiate letto il commento di un tifoso viola, garbato, che invitava a non disperare circa la futura Presidenza (cioè un ipotetico “dopo Cairo”), adducendo l’ipotesi che qua non si sa chi c’è dietro la porta di una cessione, nemmeno i più illustri del forum lo sanno: nessuno ne’ viene informato se ci sono compratori (se c’è una vendita) e che nemmeno loro, i viola (e la società era in vendita) sapevano nulla: e hanno saputo, tutti, solo a cosa fatte. Ci diceva di non disperare. E il “lo compri tu il Toro?”, rimane nella bocca di molti, purtuttavia. E rimane la chiave, quel “non ci compra nessuno” per accettare una vita di questo genere. Se non foste tifosi anche voi, ci sarebbe da prendersela veramente con voi…. No?

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    1. Garritano - 9 mesi fa

      Cairo non ha alcuna intenzione di mollare l’osso sino a che non avrà spolpato completamente tutto il possibile e sino a che non avrà annientato quel che resta del vecchio Torino Calcio FC: sono accordi presi a suo tempo dal giornalaio con il suo padrone, il capo degli zebrati.

      Come hanno fatto i Della Valle, per scoprire se esistono o meno dei possibili acquirenti, basterebbe che Cairo mettesse in vendita la società sul mercato.
      Sino a quel momento, chi sostiene che non esistono acquirenti o che “nessuno ci compra” è un bugiardo e complice del giornalaio.

      La società è sana, senza debiti con le banche, dunque certamente appetibile ad eventuali acquirenti. E se Ferrero ha trovato degli acquirenti per la sua società, piena zeppa di debiti e di oneri, acquirenti i quali giustamente si sono ritirati perchè chiedeva una cifra spropositata rispetto alla situazione finanza debitoria della società, figuriamoci se non si trovano acquirenti per una società sana com il Toro.

      E non cominciamo a scrivere la solita scusa “che i gobbi non lo permetterebbero mai”, perchè questa è una balla colossale.

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      1. TOROPERDUTO - 9 mesi fa

        Ci vorrebbe una bella contestazione x fare vendere…. Occhio perché se torniamo in b è finita

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      2. Forza Toro - 9 mesi fa

        Non è proprio così. La verità è che in tutto quello che fa Cairo insegue il fantasma di Berlusconi. Le tv, il Corriere che Berlusca non è riuscito a prendere e gli rode, il calcio, e a quanto pare in futuro la politica

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        1. Russcumelsang - 9 mesi fa

          Credo che Garritano, nel suo commento abbia messo il dito nella piaga individuando la vera, grande contraddizione dell’era Cairo: aver creato una società sana (non aver debiti non è cosa da poco in questi tempi), tarpando le ali alle ambizioni (per limiti finanziari, ma non solo).

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  24. Maroso - 9 mesi fa

    Bravo Eraldo, complimenti. Direi solo una cosa: Domenica il Derby si giocherà al “Grande Torino”. Che lo stadio non arrossisca di vergogna, ma diventi tutto granata, “rus come al sang, fort come el barbera!”
    FVCG

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    1. Immer - 9 mesi fa

      Ho paura che dopp tutti questi risultati lo stadio non sarà cosi bello granata. Io ho già preso i biglietti perciò andrò. Ma gli altri…….

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  25. prawn - 9 mesi fa

    Direi che Peccci ha scritto tutto quello che c’è da scrivere, inutile aggiungere altro,

    “Faccio fatica francamente a parlare di progetto tecnico. Negli ultimi due anni non ho mai visto dei lampi di grande gioco da parte della squadra. La difesa, soprattutto nella passata stagione, è stata molto affidabile e di riflesso il Toro riusciva a segnare qualche gol, portando a casa risultati positivi”.

    Una lapide da mettere sulla tomba del toro di Cairo-Mazzarri

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  26. Simone - 9 mesi fa

    Pecci:”Non ho mai visto un Toro in grado di esibire un gioco spumeggiante e arioso”

    Pensavo fossi l’unico ad avere questa impressione.
    Mi conforta essere in buona compagnia…

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  27. Mario66 - 9 mesi fa

    Mi domando da tempo perché di questi personaggi con il TORO dentro in società non c’è ne uno. Farebbe bene a tutto l’ambiente specialmente in questi momenti. Oltre naturalmente alle grandi competenze calcistiche……… ah ma che sbadato noi abbiamo un presidente che sa tutto del torino e del calcio. Basta lui e avanza.

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    1. Athletic - 9 mesi fa

      Io non sono d’accordo. Intanto se uno di questi decidesse di accettare di entrare in società, verrebbe subito additato come un leccapiedi di Cairo e insultato come si è fatto in questi giorni con Comi e Rampanti, tanto per dire. In primo luogo, io vorrei che venissero prese figure davvero competenti e autorevoli, indipendentemente dalla loro squadra del cuore, primo tra tutti un DS che possa affiancare Bava. Se poi, in un futuro, si arrivasse ad avere un organigramma completo e di alto livello, allora va bene inserire un Vecchio Cuore Toro, di certo non guasterebbe, sarebbe un valore aggiunto. Ma prima ci sono altre priorità.

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    2. Kieft+Bresciani - 9 mesi fa

      Concordo, ma Cairo probabilmente teme che qualsiasi ex-giocatore storico come Pulici, Zaccarelli, Cravero o Pecci possa “fargli ombra” e quindi oscurare in parte ciò che lui ricerca da sempre: la visibilità.
      Ha fatto fuori anche Giacomo Ferri x sostituirlo con l’ex terzo portiere dell’Inter…
      E Ferri non è che rilasciasse un’intervista a settimana, nemmeno una al mese…

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  28. leggendagranata - 9 mesi fa

    Intervista da condividere in toto. Pecci è stato un grandissimo regista, è di un uomo come lui che il Toro ha disperatamente bisogno a centrocampo, ma nessuno si è preoccupato di chiederlo (Mazzarri) e di acquistarlo (la società). Sul gioco che il Toro ha espresso in queste ultime due stagioni il buon Pecci dice quello che dicono i tifosi più accorti, quelli che non criticano solo per amore della polemica, ma partendo da dati di fatto. Lo definisce “sparagnino”, poche reti incassate, ma anche poco calcio propositivo. E condivido anche l’ affermazione che la rosa in mano a Mazzarri, pur con alcune lacune, sia competitiva. Cairo nelle ultime due stagioni ha messo mano al portafoglio, ma ha dato la squadra in mano a un allenatore il cui progetto tecnico appare un po’ datato. Diciamocelo chiaramente, i giudizi di Pecci non lasciano molto scampo a Mazzarri.

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  29. Granat....iere di Sardegna - 9 mesi fa

    Ha centrato il problema tattico. L anno scorso avevamo una difesa granitica. Se non prendi gol e magari riesci a farne uno anche solo per caso vinci e fai punti. Quest anno la difesa fa acqua e in attacco siamo quelli che eravamo l anno scorso: non sappiamo cosa fare dalla cintola in su…speriamo col derby di ritrovarci

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  30. BACIGALUPO1967 - 9 mesi fa

    #SPACCHIAMO il culo a sti stronzi

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  31. Il_Principe_della_Zolla - 9 mesi fa

    Piedone è autore di un libro, dal titolo “Il Toro non può perdere”. Oggi al massimo, uno di “quelli di adesso” potrebbe scrivere “Il Torino FC cerca di non prenderle”.
    Va da sé, condivido lo spirito e la lettera di quanto dice Pecci, con il solo appunto che con Cairo non è più tempo di usare il fioretto, ma la spada.

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  32. Granataforever - 9 mesi fa

    Grande Eraldo
    Ci mancano questi concetti…

    FoRzA ToRo Sempre

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