E' arrivato facendosi subito conoscere per quello che é: un artista guerriero. Uno di quei calciatori -non ce ne sono molti- capaci di usare il piede per il tocco fino come per il tackle sul terzino, zazzera di capelli che ballando ne sottolinea il perpetuo movimento.Ha iniziato la sua vita in granata con un prodotto tipico locale, la sofferenza (tutti lo ricordano portato a spalle fuori dal campo, a Norcia); ha iniziato il suo campionato...
E' arrivato facendosi subito conoscere per quello che é: un artista guerriero. Uno di quei calciatori -non ce ne sono molti- capaci di usare il piede per il tocco fino come per il tackle sul terzino, zazzera di capelli che ballando ne sottolinea il perpetuo movimento.
Ha iniziato la sua vita in granata con un prodotto tipico locale, la sofferenza (tutti lo ricordano portato a spalle fuori dal campo, a Norcia); ha iniziato il suo campionato nel Torino con belle partite e tanti gol.
Poi, la jella si é abbattuta su di lui, e l'andamento negativo della squadra non l'ha certo aiutato a ritrovarsi; ora, vuole che tutti sappiano che quel che avevano visto all'inizio non era un'illusione.
Ma Antimo Iunco sarà ancora qui per dimostrarlo, l'anno prossimo?
Sperò di sì, io vorrei rimanere.
Da chi dipende?
Non da me. Voglio dire: la mia scelta é chiara, voglio restare qua. Dipende dalla società, e dipende dal Chievo, visto che come sapete il mio cartellino é in comproprietà. Dipende dall'allenatore, dipende dai piani tecnici della dirigenza; io, ripeto, sceglierei di restare. A proposito di allenatore: tu lo conosci, Ventura, dai tempi di Verona. Che tecnico é?
Un grande allenatore, e non é una frase fatta: lo é davvero. Recentemente l'avete visto in tanti, con il Bari che é arrivato decimo, io lo so da tempo. Le sue squadre giocano bene e soprattutto ottengono risultati, vedrete del possesso-palla prolungato, e una squadra corta che punta sempre a vincere.
Il pubblico avrà la pazienza per apprezzare questo possesso-palla di cui parli, che parte fin dalla difesa...?
Beh, se no dovrebbero fischiare il Barcellona, che fa girare la palla per un'ora un quarto o un'ora e venti ogni partita. Quindi...
Il pubblico, già: non partirete con i suoi favori, quest'anno.
Certo, lo capisco. Ma con Ventura arriveranno i risultati, e saranno questi a portarlo pian piano sempre più dalla nostra parte. Ci vorrà qualche mese, magari.
Ancora sui tifosi: come hai vissuto gli ultimi episodi di contestazione?
Ho pensato che fossero giusti. Paura? No, nemmeno alla Sisport, no. Era giusta, la contestazione; oserei dire che i tifosi sono stati perfino gentili. Il campionato é stato quello che é stato, ci sono stati periodi in cui abbiamo giocato bene ma anche periodi negativi, e soprattutto alla fine non abbiamo raggiunto l'obiettivo, il che già basta a giustificare la delusione e la rabbia.
Dunque non pensi che a Torino sia difficile fare calcio?
Mi dispiace ma non sono proprio d'accordo con chi fa un'affermazione del genere! Anzi, per me Torino é il posto ideale per crescere da calciatori. Non ci si può spaventare per la pressione.
Come ha detto Fantini in un'intervista proprio ieri...
Ho visto, vi leggo sempre. E' proprio così: se temi le pressioni e gli stress ambientali, non fai questo lavoro, punto. Se hai paura di Torino, allora non hai giocato in certe piazze del Sud, che possono essere molto, molto calde; vuoi fare il calciatore? Allora sappi che, davanti al tuo pubblico, ti toccherà prenderti le tue responsabilità.
E questa é una cosa che tu non temi.
Assolutamente no: io non ho paura. Abbiamo fallito? Bene, io non scappo. Voglio restare. E voglio vincere.
Torniamo a parlare di calcio, e di mister Ventura: come ti faceva giocare, al Verona?
Nei mesi in cui mi ha allenato ho fatto sia l'esterno che la seconda punta, le due posizioni in cui gioco da sempre.
Se tu potessi disegnare la tua squadra ideale, che schema sceglieresti e in quale posizione piazzeresti Antimo Iunco?
Io farei un 4-3-3, dove giocare come esterno d'attacco. Ma io posso giocare come esterno o come seconda punta, questo lo sapete. So creare la superiorità numerica, mi piace la profondità, mi piace anche molto appoggiare la seconda punta con il passaggio. Se posso scegliere tra i due ruoli, comunque, preferisco maggiormente stare più vicino alla porta, visto che segno diversi gol; in quella posizione l'anno scorso a Cittadella feci 12 reti, e ne avrei fatte molte di più se non fosse stato per l'infortunio al braccio.
Si é detto tanto che Sgrigna é stato penalizzato dalla posizione impostagli; il discorso vale anche per te?
No: io sono stato preso per fare l'esterno, e quello ho fatto. Certo, lo schema era un 4-2-3-1, e nella seconda parte di stagione mi si chiedeva di fare delle cose...semplici, molto lineari; ecco, forse quelle non sono le cose più adatte a me, non sono un calciatore da giocate facili.
E che giocatore sei?
Sono al servizio dei compagni, ma rimango un giocatore di estro, é una mia caratteristica e non la perderò mai. Se mi togli quello sono finito.
Nella stagione appena conclusa, cosa non ha funzionato bene per te?
Beh, direi molte cose. A partire dal ritiro, con la lacerazione del legamento in amichevole contro il Casarano, quindi la pubalgia, poi la schiena, l'ernia... Fate voi: come si fa a vivere una stagione del genere?
E pensare che era iniziata bene, per te. E i tifosi apprezzavano molto le tue prove ed il tuo fare battagliero.
Ma perché io sono così... Io sono quello. Alla fine, però, ho giocato praticamente quindici partite in tutto. Dopo le prime otto-nove avevo già fatto quattro gol, ero perfino capocannoniere della squadra; sì, é iniziata benissimo. Onestamente penso che, se avessi vissuto una stagione tranquilla dal punto di vista fisico, avrei potuto arrivare a quota 13-14 reti. Da quando sono rientrato, 90 minuti non li ho mai fatti. Mai. Rendiamoci conto di che campionato ho vissuto...
E' questo che ti spinge a voler restare?
Sì, la voglia di far vedere Iunco. Non per presunzione, ma per quel che é accaduto, posso dire che i tifosi del Toro non lo conoscono, e voglio invece farglielo ammirare. Non ho potuto mostrare quel che so fare, e voglio rimediare. Voglio restare, voglio giocare, voglio vincere.
Pensi che Ventura saprà far fronte alla sfida del Toro? E' stata dura, spesso fatale, a molti suoi colleghi.
Penso di sì. Penso di sì, perché lui é un vincente per natura. E' come deve essere un allenatore, deve saper usare il bastone e la carota, capendo com'é meglio trattare ogni singolo giocatore; senza mai assolutizzare, perché solo carote non va bene, ma neppure solo bastonate...
Può darsi che Lerda sia mancato sotto questo profilo, quello del dialogo?
Io con il mister mi sono trovato benissimo, e personalmente non ho nulla da ridire nemmeno sotto questo aspetto. Gli altri? In una famiglia si litiga, io con mia moglie bisticcio continuamente, ma poi tutto torna sempre a posto.
Ventura ha l'esperienza per vivere con il giusto distacco la nuova avventura; forse Lerda era troppo coinvolto, pativa troppo la situazione?
Onestamente non lo so, ma può darsi; secondo me farà una grande carriera ovunque, ma posso immaginare che se io tornassi a giocare a Brindisi, qualche implicazione in più dal punto di vista emozionale ce l'avrei.
Per preparare la nuova stagione, il mister ha detto di puntare su Ogbonna.
Angelo é di un'altra categoria, e onestamante penso che non gli si debbano tarpare le ali. Allo stesso tempo penso però che un anno o due con Ventura lo completerebbero definitivamente. Per quel che può averne bisogno, perché é un giocatore mostruoso, per me é forte ben più di molti pari-ruolo di alcune grandi squadre. Ripeto, non ha nulla a che spartire con questa categoria.E in generale, ci vorranno degli interventi e degli investimenti in quantità.
Io penso che se c'é Ventura, allora vuol dire che verrà costruita una squadra forte. Credo che stiano facendo grandi cose. Fidatevi.
Iunco, Sgrigna, Antenucci: possono coesistere?
Credo proprio che possano coesistere. Dove giocherebbe Iunco, a quel punto? Probabilmente da esterno. Ma io, per restare al Toro quest'anno, giocherei anche in porta.
E se arrivasse un'offerta piuttosto importante per te, come risponderesti?
La mia priorità é rimanere a Torino, e giocare. Se per ipotesi mi richiedesse una squadra dello stesso livello, oppure una formazione di categoria superiore che però non mi garantisse di giocare, continuerei a scegliere il Toro.
Quale il tuo messaggio all'ambiente, Antimo?
Cerchiamo di remare tutti nella stessa direzione: squadra, tifosi, stampa, tutti. Per il bene del Toro.
(foto M.Dreosti)
© RIPRODUZIONE RISERVATA