”Un giorno vorrei allenare il Toro”

di Davide Agazzi

Dopo lo scudetto, la Lega Pro. Questa la strana carriera di Andrea Mandorlini, neo allenatore del Verona, ex campione di Romania con il suo Cluj. Mandorlini fece il suo esordio da calciatore nel Torino, nel 1979, e rimase in maglia granata fino all’anno successivo. Da allenatore ha allenato piazze come Atalanta, Siena, Sassuolo ed in ultimo Cluj. Grande esperto di Serie B, ha deciso di ripartire da zero,…

di Redazione Toro News

di Davide Agazzi

Dopo lo scudetto, la Lega Pro. Questa la strana carriera di Andrea Mandorlini, neo allenatore del Verona, ex campione di Romania con il suo Cluj. Mandorlini fece il suo esordio da calciatore nel Torino, nel 1979, e rimase in maglia granata fino all’anno successivo. Da allenatore ha allenato piazze come Atalanta, Siena, Sassuolo ed in ultimo Cluj. Grande esperto di Serie B, ha deciso di ripartire da zero, o meglio, dalla Lega Pro di un ambizioso Verona. Lo abbiamo intervistato per sapere cosa si prova nel ritornare da dove si è partiti e per rivelarci qualche indiscrezione di mercato.

Salve Mister, cosa si prova ad allenare il Verona dopo un campionato, una Coppa di Romania ed una Supercoppa di Romania?

Sarà un’avventura difficile. Sono approdato in un grande club, che non merita la Lega Pro. Bisogna vivere alla giornata e cercare di ottenere il massimo. Ho dovuto trovare il coraggio di ripartire, saranno i risultati a darmi torto o ragione. Qua, a Verona, c’è grande entusiasmo, ma anche un po’ di malessere per i mancati risultati.

Lei ha allenato e vinto in Romania. Quali sono le differenze con il nostro calcio?

Sono stato nella società più importante della Romania. Mi sono trovato bene, ho avuto un bel rapporto, fino a quando è arrivato il mio esonero. Devo ammettere che le persone con cui ho lavorato si sono rivelate poco affidabili, non avrei mai pensato di essere esonerato prima di una partita di Champions.

Al Cluj ha lavorato con Davide Bottone, ex granata. Cosa ci dice?

Con Davide ho avuto uno splendido rapporto. E’ un bravissimo ragazzo ed un buon giocatore. Con me ha lavorato molto bene e sta facendo discretamente bene al Frosinone. Credo abbia un buon futuro davanti.

Parliamo di alcune sue vecchie fiamme: Atalanta e Sassuolo.

L’Atalanta sta facendo un buon campionato. Colantuono è pienamente in corsa per la promozione. Credo che la cosa più importante, in Serie B, sia ottenere i risultati. Stefano lo sta facendo. Per migliorare il gioco c’è sempre tempo, per i risultati invece no. Del Sassuolo ho un ottimo ricordo. Venni chiamato per salvare la squadra e sfiorammo la promozione. Purtroppo, venni ascoltato poco e qualcosa andò storto.

Parlando sempre di Sassuolo, cosa ci dice di Magnanelli e Martinetti? Sono giocatori da Toro?

Credo di si. Martinetti lo è già stato e credo tornerebbe volentieri a Torino, forse per rivincita. Magnanelli è pronto per una grande piazza e farebbe comodo al Torino.

Ad inizio stagione, quando il Toro di Lerda faticava a decollare, era stato fatto il suo nome.

E’ vero, ero stato accostato alla panchina del Toro, ma non ci fu nulla di concreto. Peccato, perchè sarei venuto molto volentieri. Ho giocato nel Toro, mia moglie è di Torino. Spero che ci sia un’altra possibilità, in futuro, di allenare il Torino.

Infine, parliamo di calciomercato. Il nome di Carrieri viene accostato a diverse squadre di Lega Pro, tra cui il suo Verona. Che cosa ci dice al riguardo?

Carrieri?Sinceramente non conosco questo calciatore e non ne ho mai parlato con la società. Non so che cosa abbia in mente il mio direttore sportivo, ma sul mercato non mi soffermo molto. Se c’è qualcosa mi farà sapere.

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