Alessio Cerci: croce e delizia della storia recente del Toro

Alessio Cerci: croce e delizia della storia recente del Toro

Figurine / Il 23 luglio 1987 nasceva a Velletri uno dei giocatori che hanno contribuito alla recente crescita del Torino

di Redazione Toro News

Compie oggi gli anni Alessio Cerci: 32 candeline sulla torta, talentuoso esterno che in maglia granata ha toccato probabilmente la vetta della propria carriera. Fortemente desiderato da Giampiero Ventura, suo mentore già ai tempi del Pisa, l’ala si trasferì all’ombra della Mole nell’estate 2012 con l’obiettivo di tornare protagonista dopo alcune annate sotto tono a Firenze.

ALL’OMBRA DELLA MOLE – Nel giro di poco tempo, Cerci diventa una colonna portante della formazione di Ventura e sboccia di fronte al popolo granata che, nel corso di due stagioni magiche culminate con la qualificazione in Europa League dopo più di vent’anni d’astinenza, si innamora delle sue giocate. Nel campionato 2013-2014, reinventato seconda punta dal tecnico ligure, Cerci disputa la miglior stagione in carriera trovando quella continuità che tanto gli era mancata nel corso delle stagioni precedenti. Le sue prestazioni, in coppia con Ciro Immobile, gli permisero anche di conquistare la maglia della Nazionale. Memorabile il suo gol in extremis contro il Genoa – che il giocatore si è anche tatuato – che ha fatto esultare il “Grande Torino”, e le possibilità per il Toro di raggiungere l’Europa parvero più concrete.

DOPO IL TORO – Dopo 73 presenze e 21 reti totali con la casacca granata, su di lui iniziano ad arrivare le attenzioni di molti top club internazionali e allora Alessio Cerci si trasferisce all’Atletico Madrid. In Spagna però il classe 1987 non riesce a dimostrare le proprie qualità. Storia che si ripete anche nelle successive destinazioni, Milan e Genoa, dove l’esterno laziale è poco più che comparsa. Nonostante una carriera più tribolata del dovuto, il nome di Alessio Cerci e quello del Torino costituiscono un binomio indissolubile, che sarà per sempre tra i simboli della rinascita della squadra granata nell’epoca recente. Tanti auguri Alessio!

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  1. PrivilegioGranata - 3 mesi fa

    Immobile partì per desiderio suo e dei gobbi, felici di sbolognare il capocannoniere della serie A a poco per danneggiarci.
    Cerci, invece sarebbe dovuto rimanere un altro anno con noi, ma ebbe fretta di andare nel calcio che conta, con gli esiti a tutti noi ben noti.
    L’attacco prefigurato per la EL, Quagliarella-Cerci, non sarebbe stato malaccio, direi.

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    1. PrivilegioGranata - 3 mesi fa

      E con l’aggiunta di Maxi Lopez, che in Coppa risultò veramente risolutivo.

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  2. granata - 3 mesi fa

    Le cessione conteporanea di Immobile e Cerci fu uno degli errori strategici più gravi dell’ era Cairo. In due avevano segnato 35 gol e nella stagione 2013-2014 erano stati la coppia più forte del campionato. Sul piano economico Cairo ricavò relativamente poco, soprattutto da Immobile la cui cessione gli fruttò 9,5 milioni di euro (per il 50% di sua proprietà), cifra ridicola anche per le quotazioni di allora, visto che si trattava del capocannoniere della Serie A. Ma la cosa peggiore fu l’ aver smontato il meccanismo tattico messo a punto di Ventura, allenatore che sapeva esaltare le doti tecniche e realizzative di Cerci, tenendolo a freno nelle sue bizzarie (lo aveva già dimostrato al Pisa). Se Cairo li avesse tenuti, probabilmente non sarebbe uscito agli ottavi di finale della Coppa Uefa, nè avrebbe patito i piazzamenti deludenti delle quattro stagioni successive, garantendo al club ben altre potenzialità tecniche e, soprattutto, economiche (maggiori diritti tv, maggiori incassi, maggiori sponsor, ecc.). Forse questa miopia gestionale ha insegnato qualcosa a Cairo, che infatti pare avere smesso di cedere in fretta e furia i migliori.

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    1. Cerutti_Gino - 3 mesi fa

      Beh in parte le do ragione, ma la volontà dei due era di andarsene, e inoltre arrivò un certo Quagliarella (capocannoniere dell’ultimo campionato).. l’errore grosso fu affiancargli Amauri negli ultimi giorni di mercato (perchè sfumarono gli altri obiettivi in quanto ahimè non si volle aprire il portafogli..)

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      1. ALESSANDRO 69 - 3 mesi fa

        Tra l’altro sull’affare Immobile intervenne pesantemente la Juve ,che ne deteneva il 50%,perciò Cairo si trovò quasi costretto a cederlo a quella cifra. Cifra che lui non avrebbe mai accettato (Conoscendolo…).Inoltre l’agente di Immobile era ,o lo è sempre,tale Alessandro Moggi (se non ricordo male.)…Mi sembra di aver detto tutto…

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