Fabio Galante: “Toro, puoi fare bene in tutte le competizioni!”

Fabio Galante: “Toro, puoi fare bene in tutte le competizioni!”

Esclusiva TN, l’ex difensore granata: “Contro lo Split sarà una partita difficile, ma il Torino merita questi palcoscenici. Nel 2011 ero vicino al ritorno in granata, ma Lerda bloccò tutto…”

di Marco De Rito, @marcoderito

Ha parlato ai nostri microfoni, in vista della sfida di stasera di Europa League contro l‘RNK Split, l’ex difensore granata Fabio Galante, che l’Europa l’ha assaggiata nel 2002, in Intertoto, uscendo ai rigori contro il Villareal. Con lui abbiamo parlato delle prospettive del Torino, del passato ma anche del futuro, oltre che di un ritorno in granata, accarezzato nel 2011, quando Galante aveva già deciso di smettere col calcio giocato…

Fabio Galante, questa sera che partita sarà, secondo lei, Torino-Split?

Sarà una partita difficile per il Torino, perché siamo a inizio stagione, la condizione non è migliore e i metodi devono essere perfezionati. Io penso comunque che alla fine il Torino sia favorito perché la qualità della squadra di Ventura è superiore a quella dello Spalato, anche se ultimamente nelle Coppe Europee le italiane stanno andando sempre peggio.

Il pareggio dell’andata non è stato proprio un risultato positivo però…

Se ci fosse stato, un goal sarebbe stato meglio perché, nelle Coppe, un goal fuori casa vuol dire tanto. Il pareggio, però ci sta e sono convinto che con una settimana di lavoro in più il Torino potrà fare meglio della sfida d’andata e giocare una grande partita davanti al proprio pubblico.

Che significato avrebbe per la piazza granata approdare alla fase a gironi?

Significa tante cose, intanto sarebbe una grande cosa per il calcio italiano perché ci sarebbero sei squadre che disputano le coppe. Anche per il Torino avrebbe un grande significato questa qualificazione, è la storia che lo insegna. Il Torino merita questi palcoscenici, andarsi scontrare con altre realtà straniere è bello e anche un po’ divertente.

Dall’alto della sua esperienza in Europa, il Torino dove potrà arrivare, quest’anno, in Europa League?

La squadra di Ventura potrà fare bene in tutte le competizioni, ci sono riuscito anche io con il Livorno a passare il turno di Coppa UEFA, secondo me il Torino ha tutte le qualità per fare bene in tutte e tre le competizioni. In ogni caso, per il club granata, questa competizione sarà sicuramente una bella esperienza che farà maturare la squadra.

Che ricordi ha dell’Intertoto giocato con il Torino nel 2002?

E’ stata una bella esperienza, è stato un peccato uscire ai rigori contro il Villareal, è stata questione di sfortuna. Comunque, è stata una bella esperienza, eravamo un bel gruppo molto unito ed è servito per fare ulteriore esperienza.

Ventura-Camolese, secondo lei ci sono delle analogie tra i due allenatori?

Sono entrambi ottimi allenatori, sono dei grandi maestri di calcio. Sono differenti nei metodi di lavoro ma ottengono lo stesso risultato, i giocatori quando scendono in campo sanno già cosa fare grazie ai loro allenamenti.

Ritornando alle sue esperienze europee, che ricordi ha della vittoria in Coppa UEFA con l’Inter?

Con l’Inter un anno l’ho vinta e l’hanno prima l’ho persa ai rigori, si vede che i penalty non mi portano tanta fortuna… Era una grande Inter, l’Inter di Ronaldo, Bergomi, Fresi, Collonese e Simoni; era una squadra composta da tanti italiani , cosa rara oggi.  Vincere una competizione europea è bellissimo, sono esperienze importanti. Auguro al Torino di andare avanti, così anche i tifosi si potranno divertire.

Nel 2011 si è parlato di un suo eventuale ritorno a Torino, poi è scoppiato un caso. Che cosa è successo dopo quel derby benefico?

Avevo appena appeso gli scarpini al chiodo, dopo quel derby all’Olimpico Cairo e Petrachi mi chiesero se potevo fare gli ultimi mesi della stagione in granata e ritornare a giocare a calcio. Io sono molto affezionato al Toro e sarei ritornato anche gratis ma l’operazione saltò perché Lerda ha ritenuto che non ero utile alla causa. Spero di ritornarci comunque come direttore sportivo in quanto ho preso da poco il patentino. Se una delle mie ex squadre mi dovessero offrire questo ruolo io, lo accetterei ben volentieri, soprattutto a Torino ove ho ancora un grande rapporto con la dirigenza e tutto l’ambiente.

Lei ha conosciuto gli ultimi due presidente del Torino. Quali sono, secondo le, le differenze tra Cairo e Cimminelli?

Cimminelli era molto attaccato alla squadra, andava spesso agli allenamenti e secondo me non ha ricevuto quanto ha dato. Cimmi ha speso tantissimo per il Torino ma purtroppo ha fatto scelte sbagliate, era una bella persona, generosa e di cuore. Cairo è anche lui attaccato alla squadra granata ma a lui l’esperienza è servita e adesso sta costruendo un grande Torino con le persone giuste. Entrambi i presidenti hanno voluto e voglio molto bene al Torino, sono ed erano entrambi grandi presidenti.

C’è qualcosa che la piazza granata ha in più delle altre piazze in cui è stato?

Io sono stato fortunato, sono state in cinque piazze bellissime e blasonate. In tutte le squadre ho trovato tutto ciò che è indispensabile per far calcio dai tifosi all’ambiente alla società fino agli allenatori, mi ritengo molto fortunato.

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