L’asta Panini di solidarietà

SABRINA GONZATTO

Non è da tutti lavorare nella sede che fu del Torino Calcio. La sede per antonomasia che tutti i torinesi, granata e juventini, ricordano per averci passato serate indimenticabili. Eppure 10 anni fa, precisamente il 17 dicembre 1996 a me capitò di entrare proprio in quella sede per fare un colloquio di lavoro. Ed è nella Palazzina, ora diventata quartier generale del…

di Redazione Toro News

SABRINA GONZATTO

Non è da tutti lavorare nella sede che fu del Torino Calcio. La sede per antonomasia che tutti i torinesi, granata e juventini, ricordano per averci passato serate indimenticabili. Eppure 10 anni fa, precisamente il 17 dicembre 1996 a me capitò di entrare proprio in quella sede per fare un colloquio di lavoro. Ed è nella Palazzina, ora diventata quartier generale del Cepu, che abbiamo deciso insieme a Toronews, di premiare coloro che si sono aggiudicati l’asta legata allo spettacolo “ma cos’era mai questo Toro?”. Mi pare strano scrivere questo articolo in cui ricopro vari ruoli: innanzitutto il mio ruolo di responsabile relazioni esterne del Cepu, di scrittrice e anche di giornalista e sapete perché? Perché ho pensato di fare un paio di domande a Francesco Polidori, amministratore delegato del Cepu, che mi ha permesso di utilizzare la sede per questo evento.

Dottor Polidori, nella vita ci diamo del tu, ma questa è un’occasione formale, che cosa significa per lei il centenario del Toro?

"Premetto che non tengo per nessuna squadra. Amo però quelle realtà che faticano per ottenere un risultato, che lottano, che non si danno mai per vinte anche quando tutto sembra perduto. Il Toro mi piace a prescindere. Per la sua storia, perché è la squadra della città e poi perché ha saputo mantenere la propria dignità di fronte ad una cugina che dalla sorte ha avuto tutto. Mi ricorda un po’ il rapporto tra Paperino e Gastone. Dove però è Paperino, nonostante la sfortuna, ad essere il personaggio più amato. A parte gli scherzi. Quando uno dei miei collaboratori mi disse che aveva trovato una sede a Torino che era appartenuta alla squadra granata, subito non ci credetti. Era in condizioni pietose quando l’affittammo ma trasudava di ricordi. E come a te piace dire rappresentava la torinesità. E’ una combinazione che il Toro festeggi 100 anni e tu 10 anni di Cepu! Mi dispiace che non riuscimmo a mantenere nulla dell’originale. Tranne i sotterranei, dove c’era la palestra e una piccola cosa ma per noi significativa, nella torretta abbiamo lasciato lo zoccoletto granata".

Che cosa rappresenta il Toro per lei?

"Attualmente lo seguo di più grazie al tuo libro, ai rapporti che hai con i tifosi, del Toro del passato, invece, ho in mente i racconti della mia famiglia. Noi siamo umbri ma la leggenda del Grande Torino non aveva confini. Con il tempo amai molto Meroni, mi affascinava il suo modo di essere. Sembrava un attore, sarebbe ancora oggi un idolo per i giovani. Mi sarebbe piaciuto averlo come testimonial. Rimasi esterrefatto quando conobbi Pulici al tuo spettacolo lo scorso dicembre al Carignano. Che carisma! Un esempio da seguire. Dei ragazzi di oggi mi piace Rosina, ha una faccia simpatica e poi mi dicono essere molto bravo. Però non vorrei tralasciare nessuno a causa della mia poca frequentazione calcistica. Un consiglio che da padre e da imprenditore do loro è di non tralasciare mai lo studio. E’ vero che è faticoso studiare e giocare a calcio. Ma un sacrificio fatto adesso diventa un investimento per il futuro. Avevi detto due domande e sono già tre. Comunque sono felice che tu abbia deciso di festeggiare il tuo decennio con un centenario attraverso un atto di solidarietà. Sarà un bel modo per dirsi Buon Natale e per augurare al Toro e ai suoi tifosi di continuare ad essere un esempio di coerenza per tutti noi! Ma non è che adesso te ne vai, vero"?

L’appuntamento per la consegna delle figurine è previsto per questa sera, 11 dicembre 2006 alle ore 18 presso il Cepu, corso Vittorio Emanuele II, 77. Saranno presenti i calciatori e i giornalisti protagonisti delle serate al Gobetti. L’incontro è aperto al pubblico.

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