Mio caro Toro, ma quanto mi costi?

Mio caro Toro, ma quanto mi costi?

Un’analisi statistica, supportata da dati verificati, ci consente di capire le dinamiche dei prezzi, degli abbonamenti e delle affluenze della nostra Serie A e, in particolare, del Torino. Andare a vedere la squadra di Ventura può costare più che entrare all’Olimpico di Roma

di Federico Lanza, @LanzaFederico

Le favole, di solito, iniziano tutte con la famosa formula del “c’era un volta” e terminano con “e vissero tutti felici e contenti.” Se la Serie A fosse una favola allora, sarebbe degna della creatività e della fantasia del miglior romanziere. Questo almeno fino a una decina di anni fa, quando il nostro campionato era la meta (e non una semplice stazione di passaggio in mezzo al deserto) dei fuoriclasse, dei talenti di mezza Europa e di uno spicchio di Sud America. Adesso la faccenda si è invertita: chi arriva in Italia, utilizza il nostro torneo come trampolino di lancio. Verso migliori lidi. In ordine di tempo, hanno salutato il nostro paese Ibrahimovic, Thiago Silva, Lavezzi, Cavani… E forse anche Ciro Immobile, prodotto dei campetti fangosi di periferia lasciato andare troppo presto. E a far da cornice a questo “background” c’è un dato ancora più preoccupante: la bassa, anzi, bassissima affluenza e lo scarso appeal dello “andare allo stadio” a favore dei grandi network televisivi che, ovviamente, stanno cavalcando l’onda diventando sempre più importanti ed influenti.

La Gazzetta dello Sport, sul proprio sito web, ha pubblicato un’interessantissima infografica attraverso la quale si possono confrontare i prezzi degli abbonamenti e dei singoli biglietti per ciascuna delle 20 squadre di Serie A. Abbiamo tradotto in parole i dati che riguardano il Torino, facendo anche un confronto con la passata stagione.

IL COSTO DELL’ABBONAMENTO – Il tariffario degli abbonamenti per la stagione 2014/2015 è rimasto sostanzialmente invariato rispetto alla scorsa stagione: la forbice applicata dalla società è piuttosto ampia (ma ragionevole) e va dai 2000€ per un abbonamento intero in Tribuna Grande Torino fino a 110€ da versare nelle casse granata per acquistare un abbonamento Under 16 in Curva Primavera. Per quanto riguarda i prezzi massimi degli abbonamenti per la stagione 2014/2015, il Torino si posiziona all’ottavo posto: sul primo gradino del podio troviamo il Milan con 4610€, al secondo posto il Palermo (il presidente Zamparini chiede 3750€) mentre la medaglia di bronzo va al Parma con ben 3500€. Per il prezzo minimo di una tessere stagionale, il Torino è al sesto posto di questa particolare classifica.

IL COSTO DEL BIGLIETTO – La società di Via Arcivescovado è molto esigente per quanto riguarda il prezzo di un ticket singolo, ma se comparate con altre realtà come l’Empoli ad esempio (per un ragazzino di 15 anni, andare al Castellani costa più di un ingresso all’Olimpico di Torino), il prezzo non è poi così esagerato. Il massimo che un tifoso facoltoso può spendere per vedere la squadra di Ventura sono 250€, il minimo invece solo 15€. E andare a vedere il Torino in tribuna costa più che sedersi in Tribuna Monte Mario per ammirare la squadra di Garcia (230€) piuttosto che la Sampdoria – che sull’onda dei successi di questa prima fase di campionato ha abbattuto i costi portano il massimo a 120€ e il minimo a 10€ – il Napoli, la Lazio o la Fiorentina. Tutte squadre che, per affluenza percentuale rispetto ai totali dei seggiolini allo stadio, superano praticamente l’intera capienza dell’Olimpico.

AFFLUENZA – Nella scorsa stagione, il Torino era all’undicesimo posto nella speciale classifica delle presenze medie: poco più di 17.000 contro i 15.600 di questo inizio di campionato. Un dato preoccupante, che potrebbe trovare la spiegazione nell’andamento altalenante della squadra e nella deludente campagna acquisti della società, accusata di non aver rimpiazzato a dovere Cerci e Immobile, trascinatori delle percentuali di riempimento fino al 61%. Le presenze medie di queste prime sette partite casalinghe superano di poco la soglia del 50%. Un’involuzione netta, ma le colpe non sono tutte ascrivili alla società. Il tifoso medio non va più allo stadio. E alcuni impianti, strutturalmente parlando, sono davvero troppo grandi se confrontati con l’esiguo bacino di utenze dei tifosi di riferimento.

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