Prosegue il dibattito

MI VIENE IL VOLTASTOMACO…
Quando vedo gli invadenti e onnipresenti spot pubblicitari di Sky che parlano dell’imminente stagione calcistica, quando sulla Mole (il simbolo di quella che una volta era la nostra città) viene proiettato l’orrendo simbolo dei pigiami, quando mi rendo conto che siamo sempre più lontani da ogni attenzione mediatica (a parte voi di Toronews, eccezione che solleva …

di Redazione Toro News

MI VIENE IL VOLTASTOMACO…
Quando vedo gli invadenti e onnipresenti spot pubblicitari di Sky che parlano dell’imminente stagione calcistica, quando sulla Mole (il simbolo di quella che una volta era la nostra città) viene proiettato l’orrendo simbolo dei pigiami, quando mi rendo conto che siamo sempre più lontani da ogni attenzione mediatica (a parte voi di Toronews, eccezione che solleva  gli animi e regala un po’ di ossigeno). Anche il sito torinofc.it mi mette tristezza, la società in questi anni si è barcamenata alla bell’e meglio, anche con tanta sfortuna, ma a Cairo non perdòno un errore fondamentale: quello di non aver capito che avrebbe dovuto cercare di ricreare lo spirito del Toro, chiamando qualche dirigente ex Toro (tipo Cravero o Zaccarelli) e tenendosi stretti i pochi giocatori per cui questo spirito vale ancora qualcosa.
Fare come l’Atalanta, che valorizza il vivaio e lancia tanti giovani, facendo né più né meno, molto in piccolo, quello che il Toro ha fatto per decenni.
Penso ai Nicola, ai Vailatti, ai Muzzi, ai Franceschini, ai Bottone, a Oscar Brevi e via dicendo. Magari mediocri, ma con la voglia di amare questa maglia. Penso all’errore clamoroso della tarantella di allenatori, e quando finalmente è arrivato il cuore toro Camolese (troppo tardi, anche un bambino avrebbe capito che andava chiamato dopo l’esonero di De Biasi), subito lo facciamo fuori per un altro, spero bravissimo, ma lontano anni luce dallo spirito granata.
Così, anno dopo anno, diventiamo sempre più un’entità anonima, un gruppo di tifosi squinternati buoni solo a ricordare un passato lontano, o lontanissimo, e come dice mio nipote di 12 anni (che malgrado le decine di maglie granate che gli ho regalato è tifoso dell’inter): "Il Torino è scarso per la serie A e forte per la serie B".
A 51 anni nessuno mi farà mai cambiare idea sul mio amore per il Toro, ma ormai, in questo calcio globalizzato, in cui è impossibile che vinca lo scudetto una Sampdoria, un Napoli, un Cagliari o un Torino, come faremo a far innamorare del granata i nostri ragazzi?
Un abbraccio a tutti i tifosi del Toro
Edoardo MARIATTI

 

RISPOSTA AI 1200…
Egregio presidente, Gentili Amici dei CCTC,
colgo con piacere (e nella fattispecie, dispiacere) l’occasione di poter rispondere alla lettera inviata dai CCTC, per ricordare, da Cuore Granata quale io sono da 40 anni, alcuni aspetti che sono stati trascurati o deliberatamente tralasciati nel "j’accuse" verso il Presidente del Torino F.C.
La Lettera a cui rispondo, in particolare nei 12 punti che sottolineano gli "errori" del Presidente, mescola accuse verso errori, che io definisco logistici, a errori che possiamo definire strutturali. Sugli errori logistici, cari soprattutto agli appartenenti dei Club organizzati, vorrei sorvolare non trascurando però di ricordare che l’aspetto logistico è un aspetto che viene compiutamente e positivamente realizzato solo nel caso in cui il Torino F.C. avesse uno stadio di proprietà a tutti gli effetti, realizzato secondo le effettive esigenze di una società quale il Torino F.C. e non l’attuale "regalo di riciclo" che attualmente, e purtroppo, abbiamo avuto a disposizione dal Comune in tempi in cui la gestione Cairo non esisteva. Non mi risulta peraltro, che gli inconvenienti sottolineati e riguardanti la fruizione da parte dei tifosi, siano inconvenienti che riguardano solo la gestione Cairo, ma che anzi sono comuni e in numerosi casi assai più gravi anche per i tifosi di società economicamente più blasonate della nostra. Basta chiedere ad alcuni tifosi di altre squadre, in primis Genoa e Sampdoria, in secundis Inter e Milan.
Il discorso sul prezzo dei biglietti e sul fatto che al Presidente non interessi "incentivare la presenza negli stadi di famiglie e bambini" è il classico specchietto per le allodole, il classico motivo per gettare benzina sul fuoco. E’ infatti un fenomeno "fisiologico" la diminuzione delle presenze delle comitive "famigliari" allo stadio. E non diciamo che sia colpa delle società o del caro-biglietti, quanto piuttosto della diminuita sicurezza fuori e dentro il campo da gioco. E’ invece un dato di fatto che si sia dato un giro di vite (a livello nazionale) per disincentivare e per diminuire l’immunità e i favori verso i club organizzati, quelli cioè (anche gli unici peraltro) che godevano di un prezzo privilegiato e di una sorta di "immunità comportamentale". Questo vale un po’ per tutti, tranne che per le società che sono in mano, in una sorta di "stato ricattatorio", proprio dei club organizzati dei tifosi: Roma e Lazio su tutte. E, per grandissima nostra fortuna, non mi risulta che il Torino rientri fra queste; anche se a qualcuno dei firmatari della famosa lettera, dispiacerà e rincrescerà, Oltretutto, il biglietto per lo stadio, non è più nel paniere ISTAT da diverso tempo, quindi è un bene del tutto voluttuario (come l’abbonamento a SKY peraltro) su cui non si vede un motivo, diciamo così, "sociale" o "culturale", per calmierare i prezzi. E, dico io, ci mancherebbe altro! Uno allo stadio va se puo’, e se non puo’, è bene che se ne stia a casa.
Discorsi del genere non portano a nulla di buono, e in genere, vengono fatti da coloro i quali ci hanno portato recentemente e tristemente (come mai siamo stati nella nostra Storia) sulla cronaca dei giornali: quella nera, però.
Esaminando invece cio’ che la lettera dei CCTC addebita a Cairo e che io ho riassunto sotto la voce "errori strutturali", è sicuramente vero che il residente abbia, per motivi intrinsechi e caratteriali, una volontà  fortemente accentratrice, a cui, purtroppo, non fa da contraltare l’esperienza personale nel campo. Questo l’ha portato a sbagliare in sede di campagna acquisti soprattutto in una cosa fondamentale: ha speso troppi soldi. Ne ha spesi talmente tanti che le proporzioni di quanto speso per i giocatori e l’entità degli stipendi degli stessi erano quanto meno proporzionati con le sproporzionate campagne pubblicitarie per gli abbonamenti, quelle che sono diventate così "famose" da essere diventate lo strumento principale per i tifosi avversari – soprattutto quelli della seconda squadra di Torino – per prendersi gioco di noi o, meglio, prenderci pesantemente per i fondelli. Caro Presidente, meglio sarebbe stato se avesse "delegato" un’elegante "testa di legno", magari preso fra qualche illustre ex-giocatore, lavandosene beneamatamente le mani e gettando lo sterco di noi tifosi tutto addosso a lui. Un po’ come fece il "prode" Cimminelli con il "qualificato" Romero, che tanto ci piaceva e che tanto stimavamo. Ah! Bei tempi quelli!
Le consiglierei poi, Caro Presidente, di prendere un nuovo numero di cellulare. Ma non disattivi quello vecchio! No! Ci metta una bella risponderia con l’inno degli Statuto, in modo che noi tifosi, sentendola, possiamo essere certi della sua fede granata, facendoci così passare ogni velleità polemica.
L’ultimo dei suoi errori Presidente – e qui concordo con il redattore (peraltro sconosciuto o "pluralmente anonimo") della lettera originale a Lei indirizzata – è stato non farci sapere il suo VERO programma. Il suo principale dovere era dirci francamente e senza mezzi termini (un po’ come ogni buon medico dovrebbe fare con i suoi pazienti terminali) che avrebbe fatto navigare il Toro fra la Serie A e la Serie B. Doveva dire, Caro Presidente, fin dall’inizio, che il Toro sarebbe partito ogni anno con 14 punti in meno per "normali sviste arbitrali che alla fine si compensano" e soprattutto, Signor Presidente, avrebbe dovuto richiamare e fare suo il famoso aforisma ovino "A Torino due squadre sono troppe", tanto caro e tanto ripetuto da noi tafazziani granata D.O.C. Chi si dice tifoso granata D.O.C., appunto, sarebbe stato felice! L’avremo accolto a braccia aperte e mai e poi mai tediato "veronicalariamente" con missive pubblicate sulle storiche e autorevoli testate giornalistiche appartenenti alla seconda squadra di Torino.
Per concludere, passiamo agli errori dei tifosi del Toro. Su questo tema, la lettera dei CCTC mi pare che sia carente in alcuni punti. Da tifoso che conosce abbastanza bene l’ambiente ho potuto notare in questi anni – e non mentitemi almeno su questo – un notevole cambiamento nella "base", nello "zoccolo duro", cambiamento che si è poi riflesso sul resto della tifoseria.
Io direi che gli errori dei tifosi sono questi (e purtroppo, sono tanti!):
1. Non aver fatto coincidere "il troppo amore" con una dimostrazione fattiva esterna dello stesso. La Curva Maratona (e mi dispiace da matti dirlo!) non è manco più lontana parente della Curva che era il 12° uomo in campo. Ci possiamo illudere e prendere in giro da soli quanto vogliamo, stamparci magliette con il n. 12, continuare a reputarci una tifoseria che incute timore agli avversari, ma la verità assoluta è che la Maratona è diventata un oggetto "vintage" un po’ folcloristico e di dubbio gusto che incute molte curiosità ma alcun timore. Davamo la colpa al Delle Alpi dicendo che era "troppo dispersivo", ma oggi, ritornati in un Comunale stravolto, facciamo più o meno l’effetto degli spalti dell’Alessandria.
2. Aver stravolto la base organizzata dei tifosi, suddividendosi in fazioni e gruppuscoli che hanno al suo interno persone di dubbia fama e affidabilità e dubbia fede granata e ragazzini, il cui unico scopo è "fare casino", non facendo distinzione alcuna fra uno Stadio e una sala giochi o una discoteca.
3. Aver allontanato dalla Maratona chi, oltre a tifare in modo corale, aveva anche una qualche minima intenzione di vedere la partita (e, in questa categoria, mi ci metto personalmente).
4. Aver confuso "il tremendismo granata" (che una volta valeva anche per i tifosi) con la cagnara, la rissa e la gazzarra da cortile.
5. Averci fatto diventare TRISTEMENTE famosi (anche sui TG nazionali) per quanto detto al punto 4, e averci fatto diventare TRISTEMENTE inesistenti e invisibili, per quanto detto al punto 1.
6. Aver perso o, peggio, disconosciuto le vere basi "culturali" di ciò che significa essere tifosi del Toro, accomunandosi con il basso livello dei tifosi di altre squadre.
7. Aver perso la misura e la realtà di ciò che realmente é la squadra del Torino nel panorama calcistico cittadino e nazionale, illudendosi troppo di fronte alle facili promesse e perdendo troppo velocemente l’entusiasmo in caso di risultati negativi: non avendo cioè ben chiaro la vera realtà delle cose e la scala dei valori in campo. Scala che, a tutt’oggi, non coincide purtroppo con quella che vorremmo e realtà che, sempre oggi, non è nemmeno lontanamente simile a quella che immaginiamo.
8. Uno degli errori più grandi: avere continuamente manie di persecuzione. E i motivi ci sarebbero! altrochè! Il problema è che per il resto del panorama nazionale dei tifosi, facciamo la figura degli "eterni piagnoni" e degli "eterni sfigati".
9. Altro errore enorme: non considerare o meglio, far finta di non sapere, che oggi la Società Torino non fa gola e non costituisce più un business per nessuno. Quindi sarebbe sempre meglio evitare di fare i conti con il portafogli degli altri ed evitare, soprattutto, di credere che qualche sceicco arabo, qualche texano petroliere o qualche mafioso russo, possano intravedere nella nostra squadra un motivo reale per produrre ricchezza. E’ da 40 anni che ci lamentiamo del fatto che Ferrero non ci compra! Basta!

Non so se vi rendete conto, cari 1200 (o giu’ di li) firmatari della famosa lettera, ma avete fatto (per fare un esempio gia’ richiamato) la figura della moglie del ns. caro Presidente del Consiglio: quella cioè dei cornuti e mazziati. I panni sporchi sarebbe sempre meglio lavarli in famiglia, evitando che qualche estraneo ci possa casualmente sentire.
E, ultimamente, hanno gia’ sentito pure troppi.
Fantino Massimo

 

CHE COLPO!
Gentile redazione,
sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla cessione di Barone. Questo per il Toro è un grandissimo colpo perchè pensavo che non l’avrebbe preso nessuno con quello che guadagna, con quello che non rende e poi è spesso infortunato.Questa operazione vale tanto quanto un ottimo acquisto e mette in evidenza la bravura di Foschi.Anche l’acquisto di loviso che ha 25 anni ed ha contribuito alla promozione del livorno in serie A al posto di Italiano che invece è più o meno vecchiettino mi sembra un’altra bella mossa. Su Dzemailli se proprio non vuole restare è sicuramente meglio venderlo anche perchè l’anno scorso si diceva che avesse un ginocchio da mettere a posto e si temeva che potesse infortunarsi da un momento all’altro.
Direi ai tifosi di non essere sempre negativi nel criticare il presidente che comunque con tutti gli errori fatti è tifoso del toro (almeno i genitori) e penso abbia imparato qualcosa in questi 4 anni.
Tanto non ci sono imprenditori con i soldi che vogliano comprare il toro, e provate a pensare a quelli che abbiamo avuto prima tipo Vidulich quello si che non aveva un soldo.
Mi sembra che ci siano troppe critiche attorno alla squadra e non è comunque il modo migliore per iniziare la nuova stagione dove i primo obiettivo è arrivare in serie A, ma se volessimo andare in europa c’è sempre la coppa italia da vincere ( tentare non nuoce).
Comunque attendiamo la fine del mercato e vediamo come va a finire ma qualcosa di buono è già stato fatto.
Antonello da Torino

 

COSE STRANE: PRESENTIMENTI E SENSAZIONI DI UNA NUOVA GRANDE STAGIONE GRANATA
Cose strane,
curioso osservo i cambiamenti e questo inizio di stagione Granata che ha un sapore tutto suo.
Imprevedibile, la vita è imprevedibile e dell’imprevedibilità abbiamo fatto uno  dogma anche perchè chi soffre ed è sul fondo il solo sperare è per forza positivo siccome qualsiasi cosa è meglio del male appena patito. Insomma il sole appare più bello appena usciti dal dentista e siamo incuranti del rischio di essere schiacciati dal 62 barrato con la testa nelle nuvole…fiduciosi però in questa nuova pulsante sensazione di serentà ritrovata che non può che tenere lontano il 62 barrato e semmai farci cadere sulle tette condite da un buon sorriso della lattaia.
Ebbene malgrado sia sobrio e tranquillo mi sento come a passeggio in una pineta o castangeto della collina torinese come pervaso e circondato da onde invisibili di cui ignoro l’origine e la natura.
Tutto pare bello come sotto anestesia o come in un risveglio post traumatico pieno di sorrisi attorno a te.
Non sò…rimane la curiosità che comincia ad essere condita da presagi invertiti…: una partenza pessima (sconfitta col Vicenza), molto più rasserenante dei trionfalismi delle passate stagioni, una campagna acquisti e cessioni vera basata sull’esigenza di costruire una squadra forte, giovane, coesa anche a livello di stipendi e si sa che la cucina povera basata sull’ingegno ed i prodotti genuini è la migliore in assoluto.
Non siamo più la squadra gerontocomio con stipendi per i degenti più pagati d’Italia siccome sembrava che il Torino piuttosto che un rinnovato settore giovanile avesse inaugurato un inedito settore terza età con accompagnamento pre e post pensionistico.
Iniziativa lodevole in un epoca iper produttiva ma di scarsa praticità se ciò vuol dire pagare vecchietti come campioni piuttosto che il molto meno oneroso e
inversamente molto più produttivo e giusto integrare e mantenere i rapporti con i granata veri di ogni età e sesso.
Pare che infine ci sia una politica vera, anche e perfino grazie alla gente del Toro, un riappacificamento con Cairo ed un impegno preteso a rispettare e reintegrare la radice cittadina della società. Intorno a noi in questo momento decisamente strano…apparente calmo da zumami imminente o tremore da terremoto su pellicola film alla Godzilla si vede una miriade di squadre professionistiche o che si son credute professionistiche a suon di prestiti, fallire scomparendo.
Credo che siamo solo all’inizio della fine e che calciopoli non fosse che un antipasto molto pesante e cancellato con un buon chilo di bicarbonato politico e testate di zidane.
Credo che se si toglie la linfa…(i denari facili e spesso stampati in cantina dalle banche) la pianta grama crepa….
Quante cose intorno a noi..perfino il raduno dei testimoni di geova che ci vede  dopo la presentazione a Verona  nuovamente emigrare lontani da Torino…poi bisognerà aspettare un pochino prima di vedere il Toro a Torino (mi sembra la seconda di campionato..ancora un mesetto no?controllo)…
Si ammetto che mi ha dato fastidio cedere ad una setta gli spalti di quello che doveva essere lo stadio Grande Torino che si è rivelato un un grande catino con pochi posticini dove la Maratona da leone è diventata micino mansueto goloso di croccantini..però, non sò, perfino questa mi sa di buono, di battesimo del campo ad esorcizzarlo per tutta la stagione non sò..
Restando nel pragmatismo è chiaro quanto il Toro conti in sede al Comune di Torino e se ricompattamento vi è stato con i tifosi da parte del Presidente (o l’inverso?),..la strada per un rapporto duraturo con la sede di rappresentanza publica di corso Marconi (Il Muncipio di Torino), la vedo dura, certo che uno sgarbo così ai pigiami chissà se mai….hahahahaha , ma questo è un resoconto lucido dei miei presentimenti e non una novella di pura fantascienza.
Almeno nel passato ci tolleravano e ci usavano per farsi eleggere adesso invece partecipano attivamente al nostro tentato smantellamento.
Si comportano finalmente in maniera coerente dove l’azione corrisponde al pensiero ed all’immagine data, da vera sede operativa e politico amministrativa dell’avallo degli affari locali di corso Marconi.
Il Comune di Torino è da cinquant’anni l’ufficio pubblico gratuito a servizio dell’unico attore publico riconosciuto vale a dire alcuni dei più facoltosi attori privati locali.
Mi chiedo ma è solo il quesito di un vecchio bolscevico inferocito: " ma quante case popolari e servizi publici avrebbero potuto conservare con i soldi dei tre stadi che gli altri si sono fatti costruire negli ultimi vent’anni siccome anche l’Olimpico era in realtà destinato a loro?
Eppure la gente applaude, vota e grida allo scandalo alla testata di Zidane..che pena l’Italia, mi vien da dire che la juventus la mafia il papa e berlusconi se li meritano loro…ma noi no cazzo !
Forse sarebbe l’ora per un semplice discorso di chiarezza e trasparenza..come diceva De Gregori…:Legalizzare la Mafia, e ammetterlo beatamente che le leggi sono solo più l’espressione della manipolazione e del controllo sociale.
Ammettetelo che la democrazia e la libertà non sono più che una illusione, suvvia siamo nel paese dove nessuna strage è mai stata punita, dove i mandanti di qualsiasi operazione fraudolenta o assassina di spessore non sono  mai stai puniti da: Ustica a Bologna ai morti della Mafia  ed anche nel calcio dove la chirurgia plastica atta alla ricostituzione della verginità delle parti intime di una certa squadra a strisce ha del miracoloso.
Smettetela di prenderci in giro signori politici, siate "onesti", ditelo che non contate più nulla se non come porta borse ed emanatori di timbri ed autorizzazione a qualsiasi esproprio da parte dei vassalli locali sui beni del popolo.
E’ peraltro curioso come ogni volta che Cairo o qualcuno se stimolato a dovere si espone a proporre una soluzione positiva del caso Filadelfia..il Comune  ci dà una mazzata sopra in più..l’ultima sembra l’istanza di abbattere gli storici pennoni dello stadio… beh lì non mi avranno,,,se nel ’97 ero sotto l’anestesia del plastico di Novelli e mi sembrava quasi di non sentire il rumore e la cattiveria delle ruspe sul nostro tempio..questa volta sono sveglissimo e pronto ad azioni anche violente, non lo nego, anzi lo affermo se solo si proveranno ad avvicinarsi.
Si sà, lo sanno tutti che la Fiat si è comprata tutto, ma non  basta a coloro che sanno in primis da sempre distruggere l’orto altrui per piantarci dentro la loro monocultura…c’era solo un luogo dove Il "Colbacco" diceva che amava
entrare  perchè varcandone la soglia respirava pulito, quasi a sancire che Torino è od era ancora e prima di tutto un luogo abitato da Dei e Uomini, piuttosto che macchine e schiavi armati di ignoranza e tedio inerziale.
Ma chissà che anche questa non sia una cosa nuova e bella in questo mio vagare nella pineta..chissà che adesso che tutto stà inevitabilmente crollando per colpa di coloro che in questa bella città stanno costruendo grattacieli a pochi passi dai mercati rionali dove  coppie di pensionati finito il passaggio dei benestanti o normalestanti escono dai portoni per raccogliere i legumi scartati e finiti quelli frugano direttamente nei bidoni della spazzatura.
eh sì Torino non è solo juventus e fiat  come dicevo ad un amico francese…ma una mare di povera gente, come risposero tutti barboni, i deformi gli esclusi da una immagine da cartolina chiusi nelle cantine di Cuneo un giorno di visita reale….alla domanda del Re. "ma che bella questa città ma così poco popolata?.." e la voce si levò dalle cantine…"I suma Co’ Noui"……
Si ci siamo anche noi e dobbiamo farci sentire! manca solo ricuperare il simbolo societario classico di centenaria origine riproducente il simbolo cittadino sui colori sociali e Suma quasi a post….e tutto ritorna possibile anche che come hanno sognato a lungo prima di moggi ed umberto siano loro ad andarsene dalla Nostra Città, quando credono di avere un passaporto che ne enuncia la residenza locale, solo che il passaporto lo hanno fatto a napoli ed è taroccato negli scantinati di moggi…ssssssssssssssssssssssst loro non lo sanno, lasciamoli sognare, guardiamoli dormire beati, prolunghiamo di un istante questa attesa goduriosa che sa di sublime perfidia e di sana vendetta popolare con la pompa dell’acqua gelata in mano per un pronto e sano vivificante risveglio…aspettiamo che sia finita l’estate ed i primi freddi per aprire il rubinetto…….. giro ancora un po’ nella pineta….
Andrea Morè

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy