Roberto Muzzi: “Torino, l’Europa è la conseguenza di un grande lavoro”

Roberto Muzzi: “Torino, l’Europa è la conseguenza di un grande lavoro”

Esclusiva TN, l’ex capitano granata: “Cairo è bravissimo, con lui avevo un grande rapporto. Ventura? Un maestro di calcio. Con Zaccheroni c’era poco feeling…”

di Marco De Rito, @marcoderito

Roberto Muzzi, è stato il primo capitano dell’era Cairo. Muzzi ha militato nel Torino per due stagione, quella della fantastica promozione e quella della salvezza alla penultima giornata. Ai microfoni di Toro News l’ex giocatore granata racconta la sua esperienza al Torino, facendo, anche, il punto sul Toro attuale.

Roberto Muzzi, quali sono i ricordi più belli durante la sua permanenza al Torino?

Ho ricordi fantastici sia con il presidente che con i tifosi: dal fallimento a quando ci allenavamo ad Orbassano fino alla Serie A, i ricordi legati al Toro sono tutti bellissimi. I tifosi erano spettacolari. Ovviamente nel mio cuore porto lo spareggio contro il Mantova, una partita indimenticabile.

Qual è stato il segreto della promozione, miracolosa, del 2006?

Eravamo un buon gruppo e ci siamo compattati, c’era qualche giocatore di qualità ma alla fine sono stati fondamentali i tifosi del Toro. Il loro tifo ci ha fatto capire quanto ci tenevano al Toro e inoltre ci ha dato la carica.

Cosa ci può dire dei tifosi granata?

Sono stupendi, veramente un grandissimo tifo. Ci tengono tanto alla maglia, alla storia e anche ai calciatori sono veramente dei tifosi fantastici e li ringrazierò sempre per quello che mi hanno dato.

Che ricordi ha del centenario del 2006?

Il ricordo più bello legato al centenario è la maglia, quella casacca con scritto 100 pesava tantissimo. Partecipare alla festa del centenario è stata un cosa da brividi e vedere tutte quelle leggende, che hanno scritto la storia granata, è stato bellissimo.ùù

Che emozioni ha provato a salire sul colle di Superga?

Ho provato un emozione unica anche se aleggiava tristezza per tutti quei calciatori che purtroppo sono mancati però ritornerei volentieri a Superga perché c’era un atmosfera unica.

Cosa ci può dire del presidente Cairo?

Cairo è un presidente ambizioso, ha le idee chiare. Ci tiene ai tifosi granata e le mosse che esegue, le fa con la testa, se il Torino è in Europa è merito dei sacrifici che ha fatto e penso che si meriti un applauso.

I risultati che avete conseguito al primo anno in Serie A, non sono stati esaltanti come quelli del Torino di Ventura, cosa è stato sbagliato?

Credo che sono stati ottenuti risultati positivi, per raggiungere i risultati di oggi ci vuole tantissimo lavoro e abnegazione e già in quel periodo Cairo ha incominciato a costruire quello che è il Torino di oggi.

Come vede la coppia Cairo-Petrachi?

Stanno bene insieme, da quando è arrivato il nuovo ds Cairo non ha sbagliato un colpo Io penso comunque che il presidente, da quando ha preso il Torino, ha sempre fatto le scelte giuste.

Nella sua permanenza in granata si è trovato meglio con De Biasi o Zaccheroni?

Certamente con De Biasi, mi sono sempre trovato bene con il mister. Con Zaccheroni, invece, non non avevamo le stesse idee e non la pensavamo alla stessa maniere però abbiamo sempre avuto rispetto reciproco. Il problema con l’ex allenatore della Juventus comunque era personale, il resto della squadra lo seguiva.

Lei è stato capitano per due anni al Torino, come mai la scelta è ricaduta su di lei?

In quel momento c’era la necessità di compattare il gruppo e di far remare tutti nella stessa barca, forse io ero la figura adatta per fare il collante. Ricordo, comunque, che il Toro non è dei giocatori ma del tifoso e del presidente e noi dovevamo remare per dare soddisfazioni a queste due figure.

Oggi il capitano è Glik, secondo lei è la persona giusta per ricoprire questo ruolo al Torino?

Si, è l’uomo giusto perché incarna lo spirito del Toro. Glik è un giocatore molto agonistico e di carattere, inoltre, mi piace molto come parla con i compagni.

A suo parere questo Toro, dopo il raggiungimento dell’Europa, continuerà su questa strada?

Il raggiungimento dell’Europa non è stata questione di fortuna ma di lavoro che hanno portato avanti Ventura e Cairo. Penso che il Torino, conoscendo il mister e il presidente, si migliorerà sempre e l’Europa League non sarà un punto di arrivo.

Il Torino, quest’anno, dovrà puntare maggiormente l’attenzione sull’Europa League o sul campionato?

Io penso che la squadra di Ventura abbia la rosa per puntare su tutte e due le competizioni, andare avanti in Europa sarebbe fantastico sia per i giocatori che per i tifosi.

Lei ha avuto come allenatore, fra gli altri, anche Ventura. Cos’ha in più l’allenatore granata rispetto agli altri?

Ventura insegna calcio, un giovane con Ventura diventa giocatore e, molte volte, protagonista in campionato. Del tecnico genovese mi piace anche il modo in cui t’insegna i movimenti del calcio, un maestro. Il mister ha fatto diventare calciatori tantissimi giocatori da Immobile a Cerci e pure io posso dire di essere diventato un vero calciatore grazie a Ventura.

Senza Immobile, e con una possibile partenza di Cerci, il Torino si riaffermerà ancora?

Si, secondo me si riaffermerà comunque. Se si mandano via Immobile e Cerci arriveranno altri due attaccanti giovani che Ventura farà crescere e farà diventare grandi giocatori come quei due.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy