Toro: bilancio in attivo grazie ad Ogbonna e nessun debito con le banche

Toro: bilancio in attivo grazie ad Ogbonna e nessun debito con le banche

Calciomercato / L’ultimo esercizio evidenzia un segno positivo di +1,07 milioni. Netto aumento dei ricavi, grandi costi di gestione, ma tutto nel pieno rispetto delle regole…

di Redazione Toro News

La scorsa estate la Juventus comprò il difensore centrale Angelo Ogbonna per una cifra vicina ai 13 milioni di euro. A questa poi ci sarebbero da aggiungere degli eventuali bonus, ammesso e non concesso che il giocatore resti in bianconero, mettendo in campo determinate prestazioni, utili a sbloccare i bonus stessi.

NETTO AUMENTO DEI RICAVI – In ogni caso, i granata possono sorridere. Perché la cessione di Ogbonna ai cugini mette il bilancio in positivo: +1,07 milioni di euro. E non solo perché oltre a chiudere in attivo, si segnale una netta crescita degli introiti derivati: sintomo che tutta la società, il direttore sportivo Petrachi in primis, sta davvero lavorando nella giusta direzione. Infatti, i ricavi sono passati da 31,26 milioni di euro dell’anno precedente, a 50,86 milioni nell’ultimo esercizio. I risultati sportivi hanno notevolmente influito, infatti, per il Torino sono aumentati anche le quote provenienti dai diritti televisivi: passati da 15,8 a 34,8.

ALTI COSTI DI GESTIONE – I vari ricavi collaterali, da soli, in questo momento non saranno mai sufficienti a coprire gli alti costi di gestione. Infatti, tra vecchi errori di gestione (-44,4 milioni) e gli ammortamenti dei vari cartellini dei giocatori acquistati in precedenza (-12,6 milioni) fanno sì che senza le dovute plusvalenze, effettuate con le cessioni, il bilancio vada ogni anno in rosso di circa 10 milioni.

FONDAMENTALE IL MERCATO – Proprio per questo una gestione perfetta in sede di calciomercato diventa fondamentale per il club granata. In molti, infatti, si sono spesso lamentati, sostenendo che il patron Cairo non investisse abbastanza, limitandosi a cedere i migliori talenti. Invece, come dimostra il bilancio, per la prima volta sotto la gestione Cairo, il Torino chiude l’esercizio con un utile, seppur risicato. Il primo piccolo, ma grande, passo che va oltre al mero risultato sportivo.

VERO RISPETTO DELLE REGOLE – Un club sano, capace di rispettare davvero le norme del fair play finanziario, al contrario di altre blasonate compagini. Una società che produce da sé gli utili e che di anno in anno dimostra di saper crescere e stare su con le proprie forze, evitando di ribollire nel consumato mecenatismo.

NESSUN DEBITO CON LE BANCHE – Certo, per poter restare a galla, sono e saranno necessarie le solite cessioni illustri. E gli investimenti dovranno essere centellinati e concentrati su quanti più giocatori di prospettiva: Benassi, Jansson, Maksimovic, Martinez, gli ultimi esempi. Così da suddividere il più possibile il rischio d’impresa. In ogni caso, va sottolineato che il Torino è una delle poche società in Italia (e ora anche in Europa) a non avere alcun debito con le banche. Un altro piccolo, ma grande, risultato, di cui potersi vantare.

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