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Toro e Olimpico, parla Curto: ”Il Comune metta Cairo nelle condizioni di acquistare lo stadio”

Mozione di revoca / Il consigliere proponente: ''Ammesso e non concesso che il presidente sia intenzionato a farlo''

Manolo Chirico

"Dopo le parole di Giuseppe Sbriglio riportate in mattinata (qui i dettagli), si espone anche il consigliere di SEL Michele Curto. Il nodo le della questione, ovviamente, è la mozione di revoca della concessione dello stadio Olimpico al Torino Fc, da lui proposta e firmata ieri da 16 consiglieri comunali. Un atto che va letto come una 'forzatura', per mettere il club nelle condizioni di avviare un procedimento che porti ad avere uno stadio di proprietà e, magari, una vera e propria 'Cittadella Granata'.

"Michele Curto, per i tifosi tale mozione appare come un atto che va contro gli interessi del Torino. È davvero così?''No, la mozione non va affatto letta come un gesto che va contro il Toro e i suoi tifosi, anzi. L'hanno firmata anche tutti i consiglieri come me dichiaratamente tifosi del Toro, ma a parte questo, il nostro gesto va visto come una forzatura per mettere il club nelle stesse condizioni in cui è stata messa la Juventus''

"Ovvero?''Vorremmo che tra il Torino e il Comune si creasse un rapporto strategico, che porti il club ad avere uno stadio di proprietà e contestualmente che porti ad una trasformazione e ad un miglioramento del territorio urbano stesso. La nostra città al termine di tale processo sarebbe davvero una 'Capitale dello Sport', con ben due club proprietari del proprio stadio e relativa cittadella. Il futuro del calcio è nella patrimonializzazione. In Europa lo hanno capito da tempo''.

"Quale può essere la chiave di volta per garantire l'avvio di tale procedimento?''Bisogna togliere gli alibi. A tutti. Togliere gli alibi vuol dire tornare ad un rapporto di normalità tra Comune e privato. In una situazione di normalità, ovunque, dal normale contratto d'affitto di casa a quello di un negozio o di uno stadio, l'affitto saltuario costa di più di una concessione a lungo periodo e tale concessione a sua volta costa di più dell'acquisto''.

"E in questo momento non è così?''Palesemente no. In questo momento è molto più conveniente affittare l'Olimpico per due anni, anziché comprarlo. Ed è normale che un imprenditore scelga la strada più conveniente''.

"Cosa può fare il Comune?''La Città di Torino può e deve mettere Cairo nelle condizioni per avviare tale percorso. Innanzitutto liberando la struttura dalle ipoteche''.

"Però le ipoteche ammontano a circa 36 milioni di euro..''È un falso problema. Le ipoteche sul Filadelfia si attestavano più o meno sulle stesse cifre e alla fine, con la volontà delle parti, si è arrivati ad un accordo con l'Agenzia delle Entrate, per una cifra vicina ai 500mila euro. Questo perché, di fondo, tali ipoteche non hanno tenuta giuridica''.

"Volere è potere: è questa la giusta chiave di lettura?''Diciamo che se il Torino volesse rendersi protagonista di una trasformazione del territorio, simile a quella portata avanti dalla Juventus, allora il Comune dovrebbe incitare il club a portare avanti tale discorso. Magari ascoltando altri interlocutori disponibili ad affiancare il presidente Urbano Cairo. Poi esiste un altro tema riguardante l'attuale gestione dell'Olimpico che definirei opaca''.

"Spieghi meglio quest'ultimo concetto.''Parliamo di una continua gestione a ribasso e non del tutto chiara. Non si capisce fino in fondo quale sia l'interesse pubblico, non si capisce chi davvero gestisce i rapporti per le manutenzioni e non si capisce neppure quale sia il reale canone finale. Viene davvero difficile credere che il Torino faccia, come dice l'assessore Gallo 1 e 200mila euro di manutenzione ordinaria ogni anno. Soprattutto se pensiamo che a Bologna, dove i rossoblu hanno un rapporto di concessione trentennale, la spesa è di circa 800mila euro tra manutenzione ordinaria e straordinaria sommate in totale per uno stadio 20 anni più vecchio di quello di Torino. Il canone chiesto qui è tra i più bassi fra tutti gli impianti paragonabili in giro per l'Italia. A Parma c'è un canone simile ma la società ha fatto a sue spese 13 milioni di euro di investimenti sull'impianto, a Genova sono 310.000 euro di canone, più manutenzione ordinaria e straordinaria, a Milano poi il Meazza costa alle società 6 milioni e 200.000 euro tutto compreso. A Torino non solo il canone è basso ma la manutenzione straordinaria è a carico del Comune, per 400.000 euro insomma, oltre i ratei dei mutui che paghiamo annualmente per ripagare l'investimento perdiamo 150.000 euro. In un momento in cui non abbiamo i soldi per i servizi ai cittadini, come amministratore, questo lo ritengo inaccettabile ma lo ritengo inaccettabile anche come tifoso granata, in mancanza di un progetto di lungo respiro da parte di Cairo''.

"Sulla tema della manutenzione, però, è meglio aprire una parentesi a parte. Non crede?''Certo, per questo riteniamo opportuno che il Comune di Torino facesse un bando sulla manutenzione ordinaria e straordinaria dal quale si evinca chiaramente quali debbano essere i costi a carico del Torino e quali no e soprattutto quali siano nel dettaglio gli interventi eseguiti; strano avere una società che da anni occupa uno stadio e che fa solo la manutenzione ordinaria e non quella straordinaria. In mancanza della prima tutto finisce sulla seconda a carico del Comune''.

"Tornando alla mozione di revoca, nell'immediato, quali sono le vostre pretese?''Come ho detto all'inizio, noi vorremmo arrivare ad un accordo che favorisca il procedimento di patrimonializzazione da parte del club. Proprio per questo nei prossimi giorni ci incontreremo con il Sindaco e con l'assessore competente, per chiedere la revoca di una delibera che non va in direzione di tale procedimento. E per questo non ha senso di esistere''.

"L'idea di favorire un percorso che porti alla costruzione di una Cittadella Granata, con strutture di proprietà annesse e connesse, è senza dubbio ammirevole. Ma Cairo è davvero disposto ed intenzionato ad avviare tale procedimento?''Questo non lo sappiamo. Con Cairo non ho mai avuto il piacere di parlare e per questo vorremmo incontrarlo. Perché vogliamo capire se il presidente è intenzionato a legare il suo nome alla Torino granata, per i prossimi anni e con un progetto di lungo respiro''.

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