Sottil: “Toro, la gente del Catania ci crede ancora”

Sottil: “Toro, la gente del Catania ci crede ancora”

Esclusiva TN, il doppio ex di Catania – Torino: ”Luca Mezzano fondamentale per la crescita di mio figlio Riccardo”

di Roberto Maccario

Come doppio ex di Catania – Torino abbiamo scelto Andrea Sottil, ex difensore centrale che ha vestito le maglie di entrambe le squadre e che da poco ha intrapreso la carriera da allenatore.

Sottil, tra un Catania assetato di punti salvezza e un Toro voglioso di stupire ancora che match si aspetta domenica?

Sicuramente una partita in cui il Catania dovrà per forza fare punti dopo quattro sconfitte consecutive. Certamente però il Toro non snobberà l’impegno: i granata stanno disputando una stagione magnifica, ma su questo non avevo dubbi, avendo lavorato con Ventura a Udine. Il tecnico genovese ha dimostrato il suo valore già facendo salire la squadra dalla B alla A, cosa mai facile, e poi dando al Torino un buon gioco: i granata sono una delle poche squadre che giocano a calcio con un concetto ben preciso nel nostro campionato.

Avendo giocato anche in Sicilia sa bene che il Torino troverà un ambiente molto carico sugli spalti domenica, non è vero?

Sì, quello catanese è un pubblico molto civile ed educato ma nello stesso tempo passionale e attaccato alla squadra. Scendo spesso a Catania perché conservo ottimi ricordi, l’ultima volta l’ho fatto per la partita contro la Juve e ho notato che la gente è arrabbiata per la situazione difficile ma anche pronta a stringersi intorno alla squadra per aiutarla a creare un ambiente positivo e spingerla verso la salvezza. Sicuramente i granata troveranno un Massimino carico: anche se gli etnei hanno perso alcuni scontri diretti la speranza è l’ultima a morire e la classifica è molto corta, con Bologna, Sassuolo e Livorno molto vicine.

Lei adesso è un allenatore, non è così?

Sì, ho cominciato la stagione sulla panchina del Cuneo ma il rapporto si è interrotto a metà, dopo la prima di ritorno, con la squadra a tre lunghezze dalla zona salvezza. Ora mi aggiorno e guardo molte partite per documentarmi.

Suo figlio gioca nelle giovanili granata: una scelta che avete fatto seguendo il cuore, memori anche del buon lavoro svolto con lei dal vivaio

Riccardo milita nel Toro da un po’ di tempo: l’anno scorso è sceso con me a Gubbio e adesso è ritornato. Siamo molto contenti di questa scelta, che ci lega ad un settore giovanile di grande tradizione. Ci sono due responsabili come Bava e Benedetti che hanno fatto grandi cose, anche perché la concorrenza della Juve non è facile da gestire. Al momento abbiamo una Primavera nettamente prima nel suo girone e tante altre squadre competitive con allenatori capaci. Mio figlio ha avuto la fortuna di trovare un tecnico come Mezzano, che per lui è stato molto importante aiutandolo non solo dal punto di vista tecnico – tattico ma anche da quello caratteriale, facendolo crescere e facendogli capire cose fondamentali per un giovane calciatore. Quella del Toro è una maglia di grandissimo valore e, da papà, mi auguro che Riccardo possa indossarla fino alla Primavera.

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