”Appena arrivato, ma ha già i 90′ nelle gambe”

E’ il turno di Franco Lerda, che si pronuncia sull’ultimo arrivato. “Ha la partita nelle gambe, ha giocato anche contro il Cesena; sono certo che si inserirà subito. Anche perché gioca in una posizione meno difficile da capire, anche perché ha esperienza. E’ già del Toro a tutti gli effetti, domani deciderò se portarlo in panchina oppure ancora no. Per fortuna  -argomenta- c’é competizione lì…

di Redazione Toro News

E’ il turno di Franco Lerda, che si pronuncia sull’ultimo arrivato. “Ha la partita nelle gambe, ha giocato anche contro il Cesena; sono certo che si inserirà subito. Anche perché gioca in una posizione meno difficile da capire, anche perché ha esperienza. E’ già del Toro a tutti gli effetti, domani deciderò se portarlo in panchina oppure ancora no. Per fortuna  -argomenta- c’é competizione lì in mezzo: é un bene, il problema è quando non c’è, magari perché non può esserci…!”. Continua Lerda: “Volevamo -dice- un giocatore diverso da quelli già in rosa”.

Sulla partita di domani: “Stevanovic partirà dall’inizio. L’unico dubbio é Rivalta-D’Ambrosio; invece, Rubinho non sarà convocato”. A proposito del serbo-svizzero: “Lo vedo benissimo, é in gran forma, ha anche perso dei chili. Ha delle potenzialità non ancora espresse, potrà essere utile; ma dovrà parlare lui sul campo, ora. Senza caricarlo di eccessive responsabilità”. Il mister parla poi delle condizioni della squadra: “Voglio capire chi è più pronto, e chi meno. Scaglia mi sembra meno pronto: davanti tutti hanno avuto possibilità, forse chi ne ha avute meno è proprio Stevanovic. E con Bianchi, Scaglia gioca a piedi invertiti rispetto alla fascia, per cui anche lui è da rivedere”.

Ancora su Stevanovic: “E’ una seconda punta offensiva; si alternerà con Sgrigna e Lazarevic. Il Varese -dice- è una squadra che gioca molto all’inglese, con grande intensità; per loro, il contatto fisico è molto importante. Ma correndo, imbriglieremo la loro manovra. Correndo, e lottando, che è la prima regola. Con Budel, inizialmente non passiamo al centrocampo a tre. Ma non sono rigido, se può capitare, capiterà; non l’abbiamo preso per cambiare schema, comunque”. Siamo al giro di boa: “Abbiamo fatto due campionati diversi, in metà campionato, continuiamo a ripetercelo. Quelli veri siamo noi oggi, siamo costanti, dobbiamo mantenere alta l’intensità. Dobbiamo mantenere questo spirito ed atteggiamento, sempre, alta la concentrazione”.

Quali aspettative? “Vorrei non perdere mai più e trovare la promozione diretta, ovviamente”, dice, “ma sappiamo che le insidie sono tante… Noi vorremmo la A diretta, e ragioniamo partita per partita. A Torino è meglio non fare voli pindarici, avere ambizioni è indispensabile ma dobbiamo tenere i piedi per terra”. Altri argomenti: “Ogbonna è sempre attentissimo ed applicato, è cresciuto molto in questi ultimi due mesi, è meno svogliato rispetto all’estate… Non ha crolli di concentrazione”. Ancora sul difensore: “Il suo atteggiamento è importante. Non so se gli ho dato una mano io, con lui come con tutti abbiamo parlato, anche se non sono un confessore che parla sempre con tutti”.

“Non sono troppo sicuro”, continua, “perché non bisogna esserlo troppo… Ho rivisto Torino-Varese, al di là del fatto che la squadra è diversa, l’idea di gruppo che c’è ora prima c’era meno”, afferma.

 

(Foto: M. Dreosti)

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