Atalanta, un esempio per tutti: l’ambizione non dipende da fatturato e monte ingaggi

Atalanta, un esempio per tutti: l’ambizione non dipende da fatturato e monte ingaggi

Focus on / La Dea è tra le 16 regine d’Europa con un monte ingaggi tra i più bassi della Serie A

di Silvio Luciani, @silvioluciani_

Il calcio italiano non può far altro che applaudire l’impresa dell’Atalanta, che ieri sera ha centrato una storica quanto complicata qualificazione agli ottavi di Champions League. I ragazzi terribili di Gasperini hanno annientato lo Shakhtar in trasferta riuscendo a completare una rimonta incredibile in classifica. Qualcosa che sarebbe stato clamoroso anche da pensare dopo le prime tre sconfitte consecutive. E invece, Gomez e compagni hanno ribaltato la classifica del girone riuscendosi a qualificare alle spalle del Manchester City dopo un pareggio e due vittorie.

GESTIONE – Ma l’impresa dell’Atalanta parte da lontano, da una gestione societaria e manageriale efficace ed ambiziosa. Anche il Toro può e deve prendere esempio dal ciclo della Dea sotto la gestione del presidente Percassi. L’imprenditore bergamasco ha rilevato i nerazzurri nel 2010 e in 9 anni l’ha portata dalla Serie B alle luci dell’ex Coppa dei Campioni. L’Atalanta avrà avuto un pizzico di fortuna nell’ascesa degli ultimissimi anni ma è una buona sorte trovata grazie a serietà, programmazione e competenza.

MONTE INGAGGI – L’Atalanta è anche la dimostrazione del fatto che i numeri contano fino ad un certo punto. In un calcio in cui fatturati e monte ingaggi pesano sempre di più, ha dimostrato che l’ambizione e la competenza possono assottigliare il gap con le big. L’Atalanta ha un monte ingaggi di soli 36 milioni di euro, il tredicesimo della Serie A: solo 6 milioni in più di Parma e Udinese. Per fare un paragone, il Toro ha un monte ingaggi di 54 milioni (+18 milioni) e l’Inter, che non è arrivata agli ottavi di Champions, di 139 milioni.

REALTÀ – I nerazzurri ormai si stanno strutturando nelle zone altissime della classifica e sono una realtà del calcio italiano: due quarti posti e un settimo posto oltre alle grandi prestazioni in Europa e una finale di Coppa Italia non sono casuali. E pensare che il 29 febbraio 2019 Mazzarri batteva con merito Gasperini agganciando l’Atalanta al settimo posto. Undici mesi dopo i bergamaschi sono negli ottavi di Champions e i granata tirano un sospiro di sollievo per una vittoria che li porta nella parte sinistra della classifica di Serie A.

 

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  1. MV - 9 mesi fa

    La verità è che non c è nessun miracolo Atalanta. C è, purtroppo, un miracolo-Gasperini

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  2. MV - 9 mesi fa

    Bello il modello Atalanta. Per onestà bisogna riportare però tutti i dati. Percassi arriva nel 2010, con la squadra in B, e la riporta subito in A, vincendo il campionato. Poi 5 campionati tra l’11esimo posto come miglior piazzamento e il 17esimo come peggiore. Poi, dal 2016-17, una serie di risultati straordinari. Come mai prima non arrivavano? Eppure stesso presidente-tifoso, stessi progetti grandiosi sullo stadio, stesso grande vivaio. Come mai??? Cos’è successo nel 2016??? Domanda da 1 milione di dollari. Forse un giornalista dovrebbe far notare questi dettagli…

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    1. NEss - 9 mesi fa

      Sottolineo anche un altro aspetto, senza voler togliere altri meriti.

      Percassi e l’Atalanta si sono comprati la risalita in serie A.
      Cristiano Doni ha detto di “averlo fatto per l’Atalanta” e che mai avrebbe venduto partite… ma comprate si’. Ha fatto tutto Doni da solo all’insaputa del club? E allora perche’ il club ha continuato a pagarlo nonostante la squalifica?

      Poi l’Atalanta si e’ anche tirata dentro Masiello, “capo” delle partite vendute a Bari. Pero’ e’ anche vero che Masiello ha pagato la sua pena quindi ci sta anche che torni a giocare.

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    2. ddavide69 - 9 mesi fa

      Quindi l Atalanta va avanti in champions perché si è comprata la risalita in serie a e perché Gasperini ha preso giocatori adatti al suo gioco e una rete di osservatori ad alto livello oltre alla struttura societaria. Lo stesso a suo tempo l Udinese e da qualche anno la Lazio. La reali sembra un po’ diversa, se non investi in strutture o uomini ,o tutti e due non combini niente

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    3. TOROPERDUTO - 9 mesi fa

      Mamma mia ragazzi siete caduti in basso… La solita dietrologia Italiana, dura ammettere che gli altri possano fare le cose meglio eh.

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  3. Simone - 9 mesi fa

    Si tratta di scegliere un allenatore CAPACE, BRILLANTE e AL PASSO COI TEMPI, credere in lui anche quando le cose non girano come dovrebbero e accontentarlo quando ha qualche richiesta.
    Il binomio Cairo-Mazzarri non ha nulla di tutto ciò.

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  4. leo67 - 9 mesi fa

    CAIRO 15 NON HAI CAPITO UN CAZZO. VAI A VENDERE I GIORNALI E TOGLITI DALLE PALLE.

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    1. dariog - 9 mesi fa

      esatto

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  5. rampanti-vatta - 9 mesi fa

    Complimenti all’Atalanta.
    Per quanto fatto in champions,in campionato negli ultimi anni e per quanto fa nel settore giovanile.
    Ma il Toro ha tutto per stare sopra l’Atalanta. Li deve stare.
    Bisogna lavorare, rimboccarsi le maniche.
    Le squadre del settore giovanile dei bergamaschi primeggiano ogni anno in tutte le squadre.
    E’ evidente una grande organizzazione e se andiamo a vedere i responsabili non sono nomi straconosciuti evidente la dirigenza è capace.
    Pochi anni fa l’Atalanta era sotto al Toro in classifica e siamo andati anche noi a saccheggiare la loro squadra prendendo Zappacosta e Baselli.
    Eppure loro promuovono ogni anno giovani in prima squadra e migliorano.
    Il mio e nostro toro deve migliorare, nei giovani e in prima squadra.
    Se a fine campionato, ad esempio, Millico ha fatto 4/5 comparizioni, abbiamo buttato via un anno di crescita di questo talento. O gioca di più o va a giocare.
    Cosa è piaciuto dell’Atalanta? Nonostante le defezioni dei loro campioni, Ilicic e Zapata, hanno fatto una grande partita, perchè da anni li vediamo giocare da squadra, hanno gioco e pure bello.
    Noi sempre qui a sperare in Belotti, Ansaldi, Iago quando ci sarà, ma la cosa più importante è esssere squadra ed avere gioco. Se poi gli interpreti hanno talento ben venga.
    Ultime 2 partite un pochettino di squadra si è visto, ma bisogna vincere le prossime 2 partite e fare prestazioni convincenti, altrimenti siamo sempre li.
    Asfaltiamo sto Verona. Avanti senza paura, da vero Toro.
    FVCG

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  6. Ardi - 9 mesi fa

    Oltretutto, passando il turno dei gironi, l’Atalanta dovrebbe incassare altri 30 milioni. Il loro patron non è certo più ricco e potente di cairo e il loro bacino d’utenza è minore del nostro.eppure a livello di risultati e di infrastrutture non c’è paragone. Quindi o cairo in confronto è un emerito coxlione oppure lo fa apposta

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  7. TOROPERDUTO - 9 mesi fa

    Bene pur di non dare responsabilità a Cairo vale tutto.
    Ora finalmente abbiamo la chiave di lettura, la colpa di questa mediocrità è dei tifosi, eggia è proprio così.
    Bello il nostro centro di allenamento all avanguardia….
    Come si chiama già? Torolandia?
    Ah già se non esiste è colpa dei tifosi.
    Tra l altro a me risulta che sono 15 anni che taciamo

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  8. Fede Granata - 9 mesi fa

    Bravissimo drino-San le metterei un sacco di più. .. Noi siamo Grandi tifosi .. Tutto è grande al Toro vuoi comprare giocatori da poco??? Fischi totali x tutti. ..ma li il Grande davvero oltre i tifosi è l’allenatore..Avremmo fischiato anche lui…

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  9. drino-san - 9 mesi fa

    L’Atalanta dimostra che se prendi giocatori da 1 milione l’uno, gli fai contratti di 4-5 anni e gli dai fiducia affiancandogli 1 giocatore forte per reparto puoi fare risultato. Nessuno però si é permesso di dare del pezzente a Percassi quando ha preso quei giocatori lì. Ma noi siamo una grande, noi dobbiamo prendere i Verdi a 25 milioni e rifiutarne 50 per Belotti perché abbiamo il blasone. Noi andiamo allo stadio a fischiare, mica come i bergamaschi che si accontentano di Hateboer Djmsiti Gosens e Masiello. Ieri hanno vinto senza Ilicic Zapata e Toloi.

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    1. Luke69 - 9 mesi fa

      drino-san, dimentichi, un centro sportivo all’avanguardia costato 60ml,uno stadio di proprietà, una struttura societaria seria e competente,un presidente tifoso, un maestro di calcio che insegna calcio , una programmazione sportiva e per finire una tifoseria con una identità e unita. Ecco adesso trova le similitudini con noi,te le dico io nessuna, nessun centro sportivo, nessuno stadio di proprietà, nessuna struttura societaria seria e competente, un presiniente tifoso del milan dichiarato, un allenatore incapace cagasotto , nessuna programmazione sportiva, e una tifoseria divisa per lo più gobbizzata come in sebastopoli.

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      1. drino-san - 9 mesi fa

        sulla tifoseria concordo. Sullo stadio di proprietà, a parte le chiacchere, vorrei vedere dei numeri secondo i quali questo influisce sui risultati sportivi di una squadra. É un modello importato da altri paesi dove la situazione é del tutto diversa dalla nostra. Quando la serie A era il top del calcio mondiale si giocava tutti negli stadi comunali. Oggi i comuni non hanno più soldi e non vogliono gli stadi, tuttto lì. Sull’allenatore io credo che Mazzarri avrebbe lo stesso carisma di Gasperini agli occhi di giocatori da 1 milione che hanno la più grande chance della loro carriera. Gasp all’Inter aveva giocatori che guadagnavano come e più di lui e infatti non se lo cagava nessuno.Ha fallito miseramente. Centro di allenamento: se hai un buon personal trainer ti alleni bene anche al parco, non ti serve l’abbonamento alla virgin. Il Fila basta e avanza. Struttura societaria: é andato via 6 mesi fa il DS sbattendo la porta, bisogna dare tempo a Bava di lavorare. Vedremo la prossima estate. Per ora é confermata una squadra che ha fatto 60 punti. Certo, cosa sono la miseria di 60 punti per quel fiume di 10000 abbonati allo stadio?

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        1. TOROPERDUTO - 9 mesi fa

          All Inter hanno fallito più o meno tutti, lippi compreso perché non capite che è la società a fare i risultati, l Inter è sempre stata la copia ricca del toro, anarchia e disorganizzazione

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        2. ddavide69 - 9 mesi fa

          Noi vediamo sempre la prossima estate, poi il prossimo inverno, e poi…siamo sempre allo stesso piano. Per quanto riguarda i tifosi non mi pare che l Atalanta abbia un miliardo di ti8e comunque contano le presenze allo stadio più che gli abbonati. L anno scorso si sono superati i 21000 mesi a partita. Non sono pochi per uno stadio che ne tiene 27000 con settori che costano abbastanza. Lasciamo perdere poi le soddisfazioni che da anni ci propinano.

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      2. Calogero - 9 mesi fa

        @ drino-san, respingo la tesi che noi non ci accontentano di calciatori da un milione, il problema dei calciatori da 1 milione è che li devi seguire per valutare se effettivamente possono essere un valido investimento e se in un contesto come il nostro possano fruttare per le ambizioni che ci siamo prefissati. La concorrenza su i vari calciatori è agguerrita come ben sai… Calciatori come Verdi invece, effettivamente hanno un costo troppo elevato, il cartellino del ragazzo non dovrebbe essere superiore ai 15 milioni, alla luce di quanto ha dimostrato, ma nel suo trascorso sono state individuate doti di talento e tecnica individuale ben più elevate della norma, certo non hanno ancora raggiunto un efficacia rilevante, ma gli uomini d’affari cercano di fare il colpaccio anche soltanto quando intravvedono un sintomo…Comunque le sopravvalutazioni in serie A non sono soltanto un male che affligge il Toro.

        @ Luke69, non credo proprio che un centro sportivo all’avanguardia costato 60ml, più uno stadio di proprietà, siano i soli deterrenti che giustificano una migliore posizione in classifica e migliori risultati… Dietro ad una migliore resa ci sono dei professionisti seri che hanno dimostrato sul campo un più alto valore. Se ti ricordi nel periodi di Mondonico i risultati arrivavano anche se non eravamo di sicuro tra il top delle società di serie A. (Questo come te lo spieghi?).
        Avere visioni differenti tra tifosi è indice di un sacco di cose: esperienze differenti, estrazioni sociali diverse, ma quella che ci unisce tutti e la scelta dei colori granata. Anche se siamo una tifoseria eterogenea per mille motivi non significa che siamo meno valenti di una tifoseria più omogenea e nemmeno ci sogniamo di diventare seguaci di quelli di Venaria.

        Sono fermamente convinto che la differenza la facciano i professionisti e le persone, poi sicuramente il riscontro economico semplifica e semplifica molto, ma se non si individuano le persone giuste, puoi avere tutti i fattori che vuoi dalla tua parte che possono risultare insufficienti e non decisivi.

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  10. Hastasiempre - 9 mesi fa

    Poche parole ….onore e merito alla Bergamasca calcio , sono GRANATA fino al midollo , ma le poche gocce di sangue bergamasco che scorrono nelle mie vene mi fanno sentire orgoglioso dell’impresa sostenuta da una città intera ….grande DEA !!

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  11. Daniele abbiamo perso l'anima - 9 mesi fa

    Esempio per tutti.
    Da ammirare con un forte senso di frustrazione per noi.
    Ieri l’Udinese, qualcuno ha scritto sotto.
    Poi la Viola
    Oggi l’Atalanta
    Domani forse il Cagliari
    E noi quando ? Quando saremo da esempio ?

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  12. Luke69 - 9 mesi fa

    ..mentre l’Atalanta è negli ottavi di Champions, i nostri Cairoboys che frequentano toro news, dicevano” meglio non andare in coppa che fare la figura dell’Atalanta” certo perchè noi in 15 anni di nulla del regno del Presiniente, ne abbiamo fatto di figure come la Dea vero?..
    CAIRO VATTENE

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    1. dariog - 9 mesi fa

      cairo è cacca,.

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    2. leo67 - 9 mesi fa

      ci sono tanti cairoboys che non si può credere

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  13. palmiro - 9 mesi fa

    Il ditone in quella piaga di nome “Cairo”.

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  14. Torello di Romagna - 9 mesi fa

    Chiaramente è un esempio per tutti e non da ora . Questa situazione non è casuale …. probabilmente nessuno in quell’ambiente avrebbe immaginato di raggiungere tali risultati sportivi ma si tratta di una società ben organizzata dotata di strutture all’avanguardia , settore giovanile al top e senza isterismi di piazza a condizionare l’operato .
    Sono ormai alcuni anni che , con la prima squadra sotto la gestione Gasperini , si sono assestati nella parte sinistra della classifica attraverso una filosofia un gioco propositiva e offensiva con l’impiego di giocatori “normali” e senza prime donne ….
    Non disdegnano , ogni anno , di fare megaplusvalenze attraverso la sistematica vendita di almeno 1 / 2 giocatori (per citarne alcuni Mancini , Kessie , Petagna , Conti , Bastoni , Cristante , Caldara , Gabbiadini , Baselli , Zappacosta ecc ecc) permettendosi , tra l’altro , l’acquisto e il rifacimento dello stadio …
    Attraverso consulenti tecnici validi e competenti oltre ad uno staff di scouting di prim’ordine riescono a completare la prima squadra e le giovanili con giocatori da rilanciare o svalutati (ricordo che Ilicic era stato proposto al Toro 2/3 inverni fa per circa 4-5 mln. , naturalmente bocciato , oppure Zapata per 8/9 mln. ritenuti troppi) o giovani promesse o sconosciuti al grande pubblico (chi conosceva Gosens , Hateboer , Palomino , De Roon , Castagne ecc ?) mantenendo un monte ingaggi medio basso .
    E’ una realtà non casuale cresciuta anno dopo anno attraverso una programmazione seria , persone competenti , strutture all’avanguardia con una proprietà che ha come obiettivo la crescita e il consolidamento societario e patrimoniale per garantire continuità , in questo si che il nostro pres. dovrebbe prendere esempio

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    1. bruno.maglion_13773864 - 9 mesi fa

      Infatti, non è un delitto – per squadre di medio livello – fare delle plusvalenze, come ha fatto anche il Toro. Il punto è che i soldi ottenuti in questo modo devi ottenerli per comprare secondo una logica funzionale a un progetto tecnico e societario, altrimenti compri a caso (Zaza, a prescindere dal valore del giocatore) o in un ruolo già coperto (Verdi) e non investi dove servirebbe (un centrocampista con visione di gioco, che manca da tempi immemori). Avere un progetto è esattamente questo. Certo che poi anche l’allenatore fa la differenza. Faccio fatica a ricordare una partita veramente bella giocata dal Toro di Mazzarri. Ma anche un allenatore e la sua filosofia di gioco fanno parte di un progetto. Tutto ciò che a noi manca.

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  15. alexku65 - 9 mesi fa

    Articolo perfetto per i nerd granata che ancora adesso guardano i bergamaschi come fossero una squadra di eccellenza.

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  16. Mimmo75 - 9 mesi fa

    Solo applausi per la dea. E di Gasperini ce n’è solo uno. Ma a noi faceva schifo….

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    1. TOROPERDUTO - 9 mesi fa

      Tranquillo Mimmo quella di gasperini al toro è una bufale, in ogni caso avrebbe fallito miseramente come tutti gli altri, noi non abbiamo l’organizzazione dell’atalanta, poi se fa figo dire che gasperini non è venuto al toro a causa dei tifosi va bé quando chiudete il libro di cappuccetto rosso ditemelo grazie

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      1. ALESSANDRO 69 - 9 mesi fa

        Pienamente d’accordo con te….

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  17. Bela Bartok - 9 mesi fa

    Oggi il modello da seguire è l’Atalanta, cinque anni fa era l’Udinese, ma c’è stato anche l’infallibile modello Fiorentina dei della valle, il rivoluzionario modello Chievo, il modello Bari, e che dire della scalata ai vertici del calcio del modello Novara o dell’abile gestione del modello Palermo? E anche se in pochi oggi ci crederanno c’è stato pure un momento in cui sembrava impareggiabile l’astuto modello Genoa di Preziosi. Quella del modello infallibile è una trovata giornalistica divertente ma che lascia il tempo che trova.

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    1. TOROPERDUTO - 9 mesi fa

      Non ho capito il senso, per me sono stati tutti modelli validi, quindi non c’è nessuna trovata giornalistica.

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  18. eurotoro - 9 mesi fa

    Chapeau sicuramente all’atalanta…chapeau a Gasperini..chapeau ai giocatori…ma io do molta importanza alla preparazione atletica e dico che questi sono anni che corrono 95 minuti x 40/50 partite..credo che abbiano i preparatori atletici tra i migliori d’europa!..come indizio non avete notato che chiunque va via dalla dea poi non lo vedi piu andare a mille?…

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    1. TOROPERDUTO - 9 mesi fa

      A zingonia hanno un centro medico da fare invidia

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  19. TOROPERDUTO - 9 mesi fa

    Attenzione attenzione,
    perché se ieri sera ed oggi c’è tutta Italia che guarda con ammirazione ed esempio all Atalanta, i ragionieri del Toro, più corretto sarebbe dire di Cairo, ci dicono che l Atalanta non è un esempio da prendere.
    Attenzione Attenzione colpo di scena, sciabolata morbida.
    Certo che il pudore è la faccia tosta non mancano

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    1. Antoniogranata76 - 9 mesi fa

      Preferisco non commentare se no mi viene il nervoso

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  20. fabrizio - 9 mesi fa

    ..Anche il Toro può e deve prendere esempio dal ciclo della Dea sotto la gestione del presidente Percassi….
    HA HA, non ci e’ riuscito in 15 anni e vuoi che impari adesso…. pie illusioni. Si vede che a bergamo non hanno paura che arrivino goveani e cimminelli..

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    1. marione - 9 mesi fa

      Se calcoliamo il bacino d’utenza noi possiamo prendere esempio da chiunque, visto che praticamete tutte le società di A hanno fatto più risultati di questa squadra. Ditemi voi chi ha due elementi tipo Bava e Comi in società, va bene anche la serie C e vorreste aprire un ciclo jajajjajaja

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  21. blubba - 9 mesi fa

    Ditelo a Cairo ke il modello da seguire ė quello della dea. Personalmente sono stufo di elemosinare posti in Europa League perché le altre squadre toppqno. Il Torino come bacino di tifosi ė superiore alla dea e si deve pretendere di lottare per i posti ke adesso occupano i bergamaschi. Nn ci si può accontentare di giocare male e agganciare il settimo posto ogni anno . Dobbiamo voltare registro meritiamo di più e se per ambire a ciò che ci spetta Cairo deve sloggiare allora vada .

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  22. michelebrillada@gmail.com - 9 mesi fa

    l’atalanta ha un progetto non come noi ,ha un gioco non come noi ,ha un allenatore giusto ,non come noi ha un presidente ,non come noi ,ha un direttore sportivo ,non come noi ecc.ecc. trattasi di una società seria non come noi purtroppo è così

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  23. Jerry - 9 mesi fa

    Il modello Dea è la sintesi, che nel calcio ci va’ conoscenza del settore in cui si lavora. Ci vuole un progetto serio che parti dalla base. La base non può essere che il settore giovanile. Avere strutture adeguate dove far crescere i propri giovani. Giovani che alloro volta potranno diventare una risorsa o finanziaria o calcistica. Zigonia è all’avanguardia in questo. Il modello Dea è la sintesi, che nelle società di calcio ognuno ha un proprio ruolo ben specifico. Dal presidente al magazziniere, passando per il Dt o per il Dg, ognuno ha le sue competenze e le mette al servizio della società. Il modello Dea è la sintesi che nel calcio, bisogna saper scegliere un tecnico, credere nelle sue potenzialità, è metterlo in condizione di lavorare. Bisogna fornirgli giocatori adatti al suo credo, strutture d’allenamento efficaci, collaboratori efficienti al suo fianco, supportarlo nei momenti di difficoltà e non esaltarlo troppo, nei momenti buoni. Il modello Dea è la sintesi che nel calcio, se si hanno idee e conoscenze adeguate della materia, non c’è bisogno di essere dei sceicchi per produrre un prodotto che piaccia al tifoso, che a sua volta si identifica e ti porta amore incondizionato, è perché no, denaro per le casse societarie. Ora la domanda sorge spontanea: ma il Toro, ha forse in se tutte le caratteristiche sopracitate, per poter essere preso come modello? A voi la risposta……..

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  24. Toro Forever - 9 mesi fa

    Se si vuole mangiare il Tartufo, e non si hanno i soldi per comprarlo, si istruisce un cane adatto e si và a cercarlo nelle zone appropriate. Cairo vorrebbe i Tartufi, ma li và a cercare in “negozio” a prezzi molto più cari e in concorrenza con acquirenti più danarosi che regolarmente vincono le “aste”. Quindi “patate” anche oggi. A noi manca il “can da trifule” e la volontà di cercarlo. In compenso abbiamo un Pavone che fa “la ruota” tutte le volte che trova un “semino” per terra. L’Atalanta invece, oltre a tutto il resto, ha il suo bravo “Trifulau”. Direi bene. Per loro ovviamente. Dai Toro!!!

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    1. Marchese del Grillo - 9 mesi fa

      Ma tu sei il re della metafora! Esempio calzante, direi. La realtà è questa, c’è poco da dire. Bisognerebbe piuttosto capire perché, dopo 15 anni, non hai ancora preso il cane. Alla fine è perché preferisci le patate? O qualcuno ti obbliga a mangiarle anche se impazzisci per i tartufi?

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      1. michelebrillada@gmail.com - 9 mesi fa

        io dico che di cani in 15 anni il nostro cairo ne ha presi tantissimi ci sarebbe da fare notte a elencarli tutti ma nessuno bravo da tartufi ha ha ha ha

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      2. Toro Forever - 9 mesi fa

        Petrachi non era male come cane da tartufi. Ma per tenerlo in “forma” ogni tanto bisogna dargli un “tartufo” da mangiare. Cairo invece lo “allenava” a patate, con il risultato che ora Petrachi i tartufi li cerca a Roma.

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  25. pupi - 9 mesi fa

    Ma quali ambizioni. Qui non si tratta di avere ambizioni o meno, qui entra in campo la capacità di gestire un club facendo un organigramma societario di qualità e competenza. Cairo negli ultimi anni ha dilapidato danari acquistando tutto ciò che non serviva per la costruzione seria e logica di una squadra di calcio. Ambizioni ne ha da vendere ma nella gestione di un club (che vuole autogovernare in solitaria) è un buono a nulla. Scarso, l’aveva già dimostrato tempo fa e nel dopo Ventura ha reiterato la sua bulimia decisionale su questioni tecniche che non gli competono. Dovrebbe assumere un grande ds e un grande dt e starsene alla larga da gran parte delle decisioni tecniche. Ed invece è talmente ambizioso (nel senso più deleterio del termine) che non si taglia neppure l’erba del campo senza il suo avvallo.

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  26. inf_710 - 9 mesi fa

    L’Atalanta è forte ma MOLTO fortunata(come il Leicester in Premier)non si può prendere ad esempio.

    Ogni anno vende i suoi migliori(perfino a noi Baselli e Zappacosta), quest’anno solo la Champions gli ha permesso di tenere i migliori, che è inevitabile per chi non è l’Olimpo milionario del calcio.

    Percassi presidente bravissimo? Mah
    2010 serieB; 2011-12 12°; 2012-13 15°; 2013-2014 11°;2014-2015 17°; 2015-2016 13°; arrivo Gasperini(uno che con l’Inter perse 3-0 col Novara…) e miracolo Atalanta(come l’Udinese di Guidolin da allora a oggi non mi pare che i Pozzo siano da prendere come esempio)

    Aggiungo che Bergamo non è Torino; lo scorso hanno fuori dall’Europa con il Copenaghen e filotto di sconfitte…non ho sentito di bombe carta, proteste fischi, Percassi vattene…braccino…ecc… e neanche coi deludenti “primi” anni del Percassi bis(per non parlare della sua prima avventura disastrosa inzio anni 90… volevo vedere se al Toro fosse tornato uno così cosa avrebbe fatto la “piazza”).

    Io spero ovviamente di vincere campionato, Champions ecc… però mi piacerebbe che tutti amassimo di più il Toro(quando ami non qualcuno non critichi)e odiassimo meno chiunque, numeri alla mano questo è il Toro migliore dal 1987 col 7° posto(Borsano non lo considero più)sono 32 anni!

    Forza Toro

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    1. marione - 9 mesi fa

      Ah questo sarebbe il Toro. ma vah? Ultras ex drughi, un presidente pappa e ciccia con la famiglia agnelli, giocatori che ne prendono 5 e vanno a congratularsi con i loro amati cugini zebrati, tutti i derby persi tranne uno quando alla famiglia non serviva più, partita alla morte contro il Napoli ancora avesse mai vinto lo scudetto contro i vostri beniamini zebrati e tu lo chiami il Toro? Direi che sei un creativo.

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    2. fabrizio - 9 mesi fa

      la contestazione qui a torino e’ dovuta alla continua presa per i fondelli di Mister C, partendo da “in 4 anni in champions league” agli inizi della presidenza per finire al piu’ recente “abbiamo una squadra difficilmente migliorabile”. A bergamo non hanno un presidente cosi’ almeno sembra.

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    3. r.ponzon_13686323 - 9 mesi fa

      Bravo info 710, finalmente qualcuno che prima di scrivere pensa!
      Purtroppo hai ragione, ma la gente del forum è troppo arrabbiata per ragionare, ha bisogno di urlare ed insultare per sfogarsi….

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      1. marione - 9 mesi fa

        E non si capisce come mai, visto l’ottimo progetto ed i relativi risultatti di questa società. E’ gente ingrata

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    4. ddavide69 - 9 mesi fa

      Intanto l Udinese dei pozzi ha auto un ciclo di sei sette anni in cui è andata anche in champions, poi pozzo ha pensato bene di investire sul watford perché in Inghilterra girano più soldi. L Atalanta con percassi va bene da tre anni a questa parte ,ma sono solo 9 gli anni di sua gestione, Cairo dopo 15 anni ha portato dei risultati abbastanza deludenti e non sembra voler crescere mai ,e non parlo solo dei giocatori.

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    5. TOROPERDUTO - 9 mesi fa

      Certo che la logica difetta a un po’ troppa gente.
      Il miglior risultato il 7 posto?
      Ah bè che bello, caspita che bello, se tu arrivi sempre decimo e poi ti guadagni l’accesso alla champion e arrivi agli ottavi un anno forse è meglio che fare x 10 anni di fila settimo posto, non è difficile.
      Vi invito magari poi ad andare a vedere zingonia un attimo.
      Poi magari parliamo anche della repressione dei tifosi.
      Mi spiace poi solo che Don Aldo Rabino è morto, se no vi avrei invitato a sentire cosa diceva di Cairo, ah già era gobbo pure lui, xche qua chi non lecca il culo al padrone o è gobbo o non capisce un cazzo

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    6. Marchese del Grillo - 9 mesi fa

      L’Atalanta è fortunata?! No comment, ma veramente!!!

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      1. ddavide69 - 9 mesi fa

        Anche il Leicester, infatti dopo lo scudetto guardate ora classifica , è solo secondo!

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    7. 1947 - 9 mesi fa

      Scusa. Ma sei veramente convinto di quello che scrivi?

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  27. bruno.maglion_13773864 - 9 mesi fa

    Il successo dell’Atalanta, non estemporaneo, è la prova che se c’è un progetto tecnico i risultati arrivano, magari non subito, ma arrivano. E per risultati, almeno nel caso del Toro, non si intende vincere il campionato o la Champions, ma ambire stabilmente ad un piazzamento in campionato che gli consenta di partecipare alle coppe europee, fare strada in Coppa Italia, divertire i tifosi con un gioco che non sia quello sparagnino degli ultimi anni. Ovviamente non è detto che a un progetto tecnico conseguano sempre dei risultati, ma è certo che se non c’è alcun progetto tecnico non ci saranno mai risultati. E non è neanche questione di capitali, che peraltro a Cairo non mancano, ma di volontà, di passione, di ambizione e anche di voglia di scommettere su un ritorno commerciale che potrebbe essere molto gratificante, ad iniziare dal completamento del Filadelfia e da uno stadio di proprietà, che è ormai nell’attuale sistema calcistico la precondizione per avere successo. Ora basta chiedersi, in 15 anni, quali sono stati gli investimenti di Cairo. E non si menzioni il fatto che non ha venduto nessuno (che è un ragionamento fallace: confermare un giocatore mediocre non porta ad alcun miglioramento, è evidente) o che ha speso 25 milioni (peraltro ampiamente spalmati nel tempo) per Verdi, dopo anni di plusvalenze milionarie. Questo non è avere un progetto tecnico, questo è galleggiare, senza ambizioni, nella mediocrità. Dov’è la struttura societaria? Dove sono completamento del Filadelfia e progetto di uno stadio di proprietà? Dov’è la rete di osservatori che consenta di individuare prima degli altri il giovane di talento (vedi appunto Atalanta), non le scommesse alla Petrachi? Dov’è l’investimento su un allenatore emergente anziché sul preistorico Mazzarri? Basta rispondere a queste semplici domande, senza scomodare Venaria od altre amenità come la retorica della maglia sudata e dei nostri giovani, e si avrà il giudizio sulla presidenza Cairo. Calza a pennello, purtroppo, il titolo di un vecchio romanzo dell’ultimo premio Nobel per la letteratura, Peter Handke: Infelicità senza desideri.

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  28. Il_Principe_della_Zolla - 9 mesi fa

    L’Atalanta è il termine di paragone, al cui confronto il Torino FC mostra tutta la sua vergognosa inettitudine.

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  29. Karmagranata - 9 mesi fa

    Percassi ha speso 60 milioni per il centro di Zingonia. Percassi fa recapitare una maglia dell’Atalanta ad ogni bambino che nasce a Bergamo. Percassi ha costruito uno stadio. Percassi è il presidente di una SOCIETÀ Calcistica. Percassi, perché non al Toro? Ps: dedicato a tutti coloro che come me sperano nella cacciata (il più presto possibile, domani, tra un’ora) del peggiore tra i peggiori presidenti del mio Toro. Cairo vattene. SSFT.

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    1. marione - 9 mesi fa

      beh però l’Atalanta non ha mai vinto lo scudetto delle plusvalenze e il loro presidente non fa più utili del Real Madrid. E sono a Bergamo, popolazione un quartiere di Torino.

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  30. jimmy - 9 mesi fa

    Il problema di Cairo secondo me è che crede di aver fatto chissà che cosa per il Toro. Un po’ come Ventura. Ma sono loro a dover ringraziare il Toro, che gli ha dato popolarità, non il contrario.Il nostro Cairetto in 15 anni è passato dal vendere giornaletti di gossip a possedere tra le altre cose il gruppo editoriale più importante (RCS) e un canale televisivo (la7). Il nostro Toro invece, e solo negli ultimi anni, galleggia intorno al nono posto ovvero la mediocrità assoluta.
    Il problema è che il Toro è altro, non questa mediocrità che ci viene fatta passare, il “serve ancora contestare” dopo due vittorie contro 2 squadre tra l’altro imbarazzanti. Io non chiedo lo scudetto o la champions, ma una squadra che possa andare in Europa senza dover aspettare Losanna ogni 5 anni. Siamo ridotti a dover esultare perché il TAS estromette un’altra squadra, mai per nostri meriti. Noi siamo quelli di Empoli-Torino, quelli dei fallimenti. Io francamente non ci sto, in 15 anni ci sono stati cicli positivi per tante squadre (Palermo, Udinese, Genoa, Sampdoria, Atalanta, Fiorentina, Sassuolo, oltre che le solite Lazio,Roma,Napoli ecc). Noi no, sempre nella mediocrità, nella migliore delle ipotesi. Sono passati giocatori e allenatori, l’unico sempre presente è lui:Urbano Cairo. La mediocrità ha lentamente ucciso il tifo e non è riempiendo lo stadio di scuole calcio che lo si nasconde. Tanti presidenti hanno fatto male con il Toro ma nessuno era mai riuscito a “uccidere” quello che era il motivo principale del seguire il Torino ovvero il suo tifo, la Maratona. Cairo è riuscito pure a dividere i tifosi e distruggere così pure quello che rimaneva del Torino Calcio.

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  31. ddavide69 - 9 mesi fa

    Però qui ci sono gli esaltatissimi di Cairo, quelli del teniamoci stretto il presidente che dopo315 anni ancora non ha capito che senza una struttura seria non vai da nessuna parte. Meno male che ci sono gli esempi che oggettivamente evidenziano una realtà diversa.

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    1. TOROPERDUTO - 9 mesi fa

      Caro ddavid69,
      Purtroppo gli esempi non servono a nulla perché quando le persone sono cieche sono cieche anche davanti alle evidenze, perché qua altro che evidenze, qua sono certezze

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      1. ddavide69 - 9 mesi fa

        Infatti sì vede dai meno che si mettono ai commenti. Tutti chiaramente non motivati perché non saprebbero come sostenere una tesi diversa.

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        1. r.ponzon_13686323 - 9 mesi fa

          Leggiti il commento di info 710 più sopra, così capisci

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          1. ddavide69 - 9 mesi fa

            Leggiti la mia risposta a lui.

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          2. TOROPERDUTO - 9 mesi fa

            Quale? Il commento meno logico che abbia letto?
            No perché la logica di quel commento mi è oscura, anche perché non ce ne ha

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  32. jimmy - 9 mesi fa

    Infatti non c’è bisogno necessariamente dello sceicco di turno ma di una persona capace e che abbia un progetto. Anche il Cagliari non ha mica più soldi di noi eppure andranno in Europa sul campo al contrario di Cairo che non ci è riuscito in 15 anni. E Cagliari e Atalanta hanno il loro stadio (quello dei sardi sta venendo terminato). Lampante il fallimento di Cairo che per questo motivo deve vendere il Toro a qualcuno che abbia un progetto.

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  33. LeoJunior - 9 mesi fa

    vi dico solo che ieri mi sono ritrovato a gioire con mio figlio per il successo dell’Atalanta. Bello …. ma non era il nostro Toro. E sappiamo che con un pò di buona volontà potrebbe esserlo. Non c’è solo l’Atalanta. C’è il Lipsia, il Valencia e forse altre che dimentico.
    Atalanta: ragazzi qui c’è un ex giocatore che è diventato un imprenditore. Ecco la miscela giusta se non hai capitali infiniti. Conoscere il settore in cui operi e sapere cosa fare.
    A loro è capitato, a noi no. Forse abbiamo un bravo imprenditore ma che non conosce affatto il settore in cui opera.
    A questo si potrebbe sopperire andando a cercare, rubare, imitare uomini e metodi. Ma per farlo ci vorrebbe una buona dose di passione e umiltà. Anche in questo caso ne vedo assai poca.
    Speriamo che qualche cosa cambi, non si sa come, ma speriamo….
    Per il momento tanti complimenti all’Atalanta.

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    1. Marchese del Grillo - 9 mesi fa

      Caro Leo, l’Atalanta siamo noi! Ma non noi tifosi del Toro; noi appassionati di calcio e di sport, noi che c’è ancora un barlume di speranza al di là dei cinesi e degli sceicchi, noi che con la passione e la speranza nel cuore crediamo ancora nel “si può fare”. E forse è proprio quello che ci da ancora la forza di tifare, appassionarci e arrabbiarci quando le cose non vanno, e vorremmo con tutte le nostre forze che “anche noi come loro”. L’Atalanta siamo tutti noi e un giorno, forse, anche il Toro ne prenderà esempio e tornerà ad essere rampante. Per adesso possiamo solo essere felici per quanto loro stanno facendo bene al calcio.

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  34. prawn - 9 mesi fa

    La differenza tra un ragioniere e un presidente che ci mette il cuore

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  35. Toro Nel Cuore - 9 mesi fa

    Un chiaro esempio di programmazione , competenza e attaccamento ai colori sociali.
    Tutte cose a noi sconosciute.
    Complimenti alla Dea , ieri sera mi hanno emozionato!
    Caro presidente e mister imparare dagli esempi positivi non e’ delitto ! Riflettete!
    Sempre FVCG

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  36. TOROPERDUTO - 9 mesi fa

    Solo meno 2 dallo scorso anno, i nostri traguardi, ah già dimenticavo I 300 milioni in campagna acquisti dell’atalanta, giocavano senza Zapata e ilicic, va bene così, noi godiamo per il fatto solo di esistere perché senza quell’uomo santo che ci comanda non ci saremmo più

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  37. Andrea63 - 9 mesi fa

    Attenzione caro Luciani a scrivere certe cose…. Potresti incappare in un DASPO quello dei giornalisti!!!!!

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    1. Il_Principe_della_Zolla - 9 mesi fa

      Chiarizia docet.

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  38. Alex71 - 9 mesi fa

    Percassi, ex giocatore dell’Atalanta nonche’ primo tifoso. Per portare la squadra a certi livelli, considerando che e’ ritornato presidente nel 2010 (lo era stato anche negli anni 90), ha impiegato piu’ o meno 5 anni, fatti di corretta programmazione e sopratutto volonta’ di emergere. E’ vero che per un presidente che ci riesce molti altri falliscono ma il Nostro in 15 anni (il triplo di tempo) non ha nemmeno sfiorato tali risultati. C’e’ chi lo sa fare e chi no. Punto.

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    1. Marchese del Grillo - 9 mesi fa

      Errore! C’è chi lo VUOLE fare e chi no. E’ una questione di scelte. Se sei incompetente e hai i soldi, paghi qualcuno che faccia le cose per te e ti porti i risultati. Ti circondi di dirigenti in gamba con ruoli operativi, di una rete fitta di osservatori, di gente che ama il Toro e ci ha trascorso una vita dentro, gente come Pulici, Junior, Cravero, Zaccarelli, Pecci. Non è complicato.

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      1. Alex71 - 9 mesi fa

        Appunto. Come ho detto. Saper fare il Presidente.

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  39. Marchese del Grillo - 9 mesi fa

    Ecco, bravo Luciani, hai centrato il punto: serietà, programmazione e competenza. E aggiungerei, mi consenta, la volontà di raggiungere certi obbiettivi, essere ambiziosi, puntare a ottenere risultati sportivi. Ma, come sappiamo, il nostro ha altre mire. E vai col galleggiamento!

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