Benvenuto Massimo

di Edoardo Blandino

 

È finalmente arrivato. Dopo settimane di nomi più o meno concreti e trattative intense, il Torino trova il suo regista tanto agognato. In principio doveva essere Italiano, poi si è parlato di Iori, alla fine si è trovato l’accordo per lui: Massimo Loviso, 25 anni compiuti ad Aprile, nato a Bentivoglio – curioso il destino, vero?…

di Edoardo Blandino

di Edoardo Blandino

 

È finalmente arrivato. Dopo settimane di nomi più o meno concreti e trattative intense, il Torino trova il suo regista tanto agognato. In principio doveva essere Italiano, poi si è parlato di Iori, alla fine si è trovato l’accordo per lui: Massimo Loviso, 25 anni compiuti ad Aprile, nato a Bentivoglio – curioso il destino, vero? – in provincia di Bologna. Foschi ha lavorato sottotraccia il più a lungo possibile, cercando di sviare le informazioni per agire senza problemi. Qualcuno ha anche abboccato, dando quasi per certo l’abbandono della pista che portava al giovane regista del Livorno. Noi di TN abbiamo contattato spesso i diretti interessati per avere dei riscontri sicuri, cercando di tenervi costantemente aggiornati. E oggi possiamo salutare insieme a voi il nuovo acquisto.

La dirigenza granata si accaparra dunque un giocatore nel pieno della maturità, ma ancora abbastanza giovane per poter rappresentare il futuro, oltre all’immediato presente. Attenzione però: l’arrivo dell’ ormai ex amaranto non è da considerarsi un atto di sfiducia nei confronti di Gorobsov. Anzi, semmai un incentivo per il ragazzo a mettersi ancora di più in mostra. D’altronde è stato lo stesso argentino durante la presentazione a dichiarare di voler avere al proprio fianco un compagno più esperto, in modo da non dover portare tutto il peso sulle proprie spalle. E Loviso può recitare perfettamente questa parte: nel suo palmares figurano già diversi campionati da titolare sia in A che in B con le maglie di Bologna e Livorno e pure un campionato di C1 con la Sambenedettese. Proprio qui era stato “parcheggiato” dagli emiliani, che non lo ritenevano all’altezza della massima categoria ed evidentemente neppure di una cadetteria. Il ragazzo, però, ha disputato uno splendido campionato venendo notato dai toscani che lo hanno immediatamente richiesto. A Livorno nelle ultime due stagioni ha giocato 57 incontri, andando a segno 6 volte: non uno score eccezionale, ma neppure da scartare. Anche perché Loviso è dotato di un buon tiro dalla distanza grazie al quale è riuscito a segnare al suo esordio in campionato con la maglia amaranto, nel match esterno contro la Juventus.

Adesso gli “toccherà” segnare anche all’ombra della Mole. Torino è una piazza difficile che pretende tanto, ma che dà ancora di più; l’abbiamo sentito ieri proprio quando aveva appena apposto la sua firma sul contratto, "sono felicissimo", ha detto, e sono parole semplici ma belle da sentire; "lo volevo tanto, ora voglio iniziare". Nessuno gli chiederà l’impossibile, solamente tanto impegno e sacrificio, cose che ultimamente sono un po’ latitate nello spogliatoio granata. Da quando è arrivato Colantuono, però, sembra si respiri un’aria diversa. Il tecnico romano sta torchiando ben bene tutti i giocatori ed è pronto a rimproverarli quando lo ritiene necessario. Loviso è un tipo determinato, almeno a parole. Ed è già un buon punto di partenza, specialmente in giorni nefasti come questi, visto che nello spogliatoio pare che sia in atto una gara dal tema: “Il primo che arriva a Palermo vince”. Lui, invece, pur di indossare questa maglia ha accettato la B, seppur “solo” in comproprietà. Saremo appena all’inizio. Ma come partenza non è niente male. In bocca al lupo Massimo.

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