Butic, annata sfortunata. Ora si dovrà decidere il suo futuro

Butic, annata sfortunata. Ora si dovrà decidere il suo futuro

Focus On / L’attaccante classe 1998 rientra dal prestito all’Arezzo e verrà valutato per Bormio

di Luca Sardo

Karlo Butic, dopo un’annata difficile e sfortunata, fa rientro a Torino. L’attaccante classe 1998 conclude l’avventura del prestito dall’Arezzo dopo una seconda parte di stagione condizionata da numerosi infortuni che lo hanno tenuto lontano dal terreno di gioco. La prima parte di stagione non è stata certo esaltante, considerato che con la Ternana non è riuscito a trovare lo spazio necessario a crescere e maturare in Serie C con i rossoverdi. Visto appunto il poco spazio a Terni (13 presenze con solamente 166′ giocati), il Torino a gennaio ha quindi mandato il giovane attaccante croato che tanto bene aveva fatto con la Primavera nel 2017/2018 (toccando quota 30 gol stagionali) in prestito all’Arezzo, sempre in Serie C. Ma con la squadra toscana ha collezionato solamente 3 presenze. C’è da ricordare inoltre che il giocatore è legato al Torino da un contratto sino al 2022.

IL FUTURO – Una volta rientrato a Torino il giocatore, con il suo entourage, e la società dovranno quindi sedersi ad un tavolo e decidere il futuro del giovane attaccante granata. Butic potrebbe anche partire inizialmente in ritiro con la Prima squadra a Bormio dal 13 al 27 luglio per cercare nel mentre la giusta soluzione per il suo futuro, sperando che, la prossima, sia la stagione giusta per migliorare. Fondamentale sarà sicuramente trovare una squadra che gli permetta di giocare con continuità: la scelta va presa con cura, il ragazzo è un classe 1998 e la prossima fermata può indirizzare in modo importante la sua carriera.

Bonifazi: “Torno a Torino, poi vedremo il mercato”. E sul Milan…

7 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. peter1 - 6 mesi fa

    Se hai “numerosi infortuni” nel corso di una stagione è chiaro che il rendimento ne risente, eccome! Si tratta di trovargli la squadra giusta nella quale poter esprimere le sue non comuni potenzialità e da parte sua farsi trovare pronto e umile quando il mister lo vorrà far scendere in campo. In questo senso, il confronto con l’annata di Candellone nel Pordenone è veramente impietoso. A Bormio converrebbe portarlo per i primi giorni per due motivi: Una necessaria scrematura che va fatta dopo aver verificato le reali forze in campo; molte società delle serie minori in quel mese, purtroppo, non sono affatto sicure di partecipare al campionato cui avrebbero diritto.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. granatadellabassa - 6 mesi fa

    Ciao PaoloSWE.
    Anche il tuo username potrebbe quasi andare bene anche per me visto che mi chiamo Paolo anch’io…
    E sono quasi emiliano, mi mancano solo 15 km…

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. Torello_621 - 6 mesi fa

    Ma gli esuberi vanno tutti a Bormio? Posso unirmi anch’io?

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. PaoloSWE - 6 mesi fa

    Ciao granatadellabassa, pensa che il tuo username andrebbe bene anche per me che sono emiliano dalla nascita, con l’aggiunta che mi sono trasferito in Svezia da 15 anni (da cui lo username scelto).
    Non penso che tutti questi ragazzi parteciperanno al ritiro: Butic, De Luca e Millico (+ Rauti e Morra) mi sembrano un po’ troppi e anche se come Madama sarei felicissimo di vedere un Toro di “Balun boys” prima di giocare da noi, dovrebbero fare vedere di meritare il Toro facendo bene in lega pro/serie B e perché no anche in squadre meno blasonate nella parte destra della classifica in A come hanno dimostrato Lyanco e Bonifazi, che hanno lasciato ottime impressioni sia agli allenatori e ancor più ai tifosi in queste due piazze

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  5. granatadellabassa - 6 mesi fa

    D’accordo con PaoloSWE. Certamente giocare in un under23 non sarebbe come giocare in una normale realtà calcistica ma sarebbe comunque un ottimo modo per inserire i ragazzi nel calcio professionistico.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  6. PaoloSWE - 6 mesi fa

    Certo che se si riuscisse veramente a partire con una U23 in lega pro, si garantirebbe un buon banco di prova per 13/14 sicuri titolari (per dirla alla Mazzarri) ogni settimana ai nostri giovani prodotti usciti dall’orbita della Primavera.
    Secondo me è questo discorso dovrebbe valere anche per la Primavera sarebbe fondamentale che tutte le nostre squadre avessero anche la stessa idea/schema di gioco

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  7. PrivilegioGranata - 6 mesi fa

    Il salto dalla Primavera al calcio pro è comunque sempre arduo.
    Ecco perché è giusto sostenere i nostri ragazzi, ma mantenendo i piedi per terra: possono sbocciare come anche perdersi. Alcuni hanno discreta qualità ma non dobbiamo cadere nell’errore di pensare che siano dei giocatori top.
    Confido che le giovanili del Toro continuino la loro crescita e strutturazione, grazie anche al Robaldo, per arrivare a fornire qualità alla prima squadra.

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy