Cagliari-Torino, Giulini e Cairo: conferme ed esoneri, ma un declino comune

Il tema / Fino a pochi mesi fa si parlava di Europa, oggi entrambe le formazioni si giocano la permanenza in Serie A: scelte societarie diverse, che hanno portato a uno stesso esito

di Nicolò Muggianu

Scelte societarie differenti, ma un esito avverso in comune. Cagliari e Torino domani si giocheranno una fetta di salvezza. Chi lo avrebbe mai detto poco più di un anno fa, quando i granata di Mazzarri navigavano in acque tranquille dopo una stagione da 63 punti ed il Cagliari sognava l’Europa League dopo un girone d’andata da record con Rolando Maran in panchina. In pochi mesi però per entrambe le società il trend è cambiato drasticamente: da un lato le dimissioni di Mazzarri e l’arrivo di Longo (alla 23° giornata), dall’altro l’esonero di Maran e l’approdo in panchina di Zenga (alla 27° giornata). Entrambe le squadre sono riuscite poi a salvarsi con qualche preoccupazione di troppo: finì 14° il Cagliari con 45 punti e 16° il Torino con cinque punti in meno.

CAGLIARI, ITALY – OCTOBER 20: President’s of Cagliari Tommaso Giulini looks on during the Serie A match between Cagliari Calcio and SPAL at Sardegna Arena on October 20, 2019 in Cagliari, Italy. (Photo by Enrico Locci/Getty Images)

SCELTE – Il 2020/2021 doveva essere per entrambe le società l’anno della risalita: a Cagliari il nuovo progetto targato Di Francesco, a Torino invece la scelta di Cairo e Vagnati di affidare la panchina a Marco Giampaolo. Due progetti diversi, finiti per naufragare allo stesso modo con i rossoblù che si trovano oggi al 18° posto in classifica a quota 15 punti ed i granata due lunghezze più in alto ma pienamente invischiati nella lotta salvezza. A differenza di quanto accaduto la scorsa stagione però, i presidenti delle due squadre hanno operato scelte letteralmente opposte: da un lato quella di Cairo che, dopo aver dato per lungo tempo fiducia a Giampaolo senza ottenere i risultati sperati, ha deciso nuovamente di cambiare con l’esonero del tecnico ex Milan e l’arrivo in panchina di Davide Nicola. Dall’altro invece la scelta controcorrente di Giulini, che nel momento di maggior difficoltà della sua squadra ha deciso addirittura di rinnovare il contratto a Di Francesco mandando un segnale molto forte alla squadra e alla piazza.

BENEVENTO, ITALY – JANUARY 22: Urbano Cairo, president of Torino FC during the Serie A match between Benevento Calcio and Torino FC at Stadio Ciro Vigorito on January 22, 2021 in Benevento, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

DESTINO – Le scelte operate da entrambi i presidenti però, almeno fino a questo momento, non hanno pagato: Cagliari e Torino navigano ancora in acque molto pericolose e nello scontro diretto di domani si giocano una bella fetta di salvezza. Nicola è reduce da quattro pareggi consecutivi, mentre i sardi non vincono addirittura dal 7 novembre scorso (2-0 alla Sampdoria ndr) e non è da escludere che in caso di sconfitta Di Francesco possa essere messo seriamente in discussione dalla società isolana. D’altronde i due club non si trovavano contemporaneamente in una posizione di classifica così delicata a questo punto della stagione dall’annata 2006/2007. In quel caso – era il 28 febbraio – lo scontro diretto di ritorno finì in 1-0 in favore dei granata ed entrambe le formazioni finirono poi per salvarsi in extremis. Un obiettivo che Cagliari e Torino sperano di centrare anche in quest’annata storta.

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  1. Cairese - 1 settimana fa

    Di Francesco che fa il 4 3 3 si trova in una squadra col trequartista e due punte.
    Giampaolo che usa il trequartista che si trova con esterni ed una punta.
    Bastava scambiarsi l allenatore

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  2. lyskam3._226 - 1 settimana fa

    Mah cosa dire, se il ns presinientissimo avesse fatto almeno una delle banfate che ha detto (finire il Fila, il Robaldo, costruire uno stadio di proprietà) potremmo provare a paragonare le due società. Ma nulla di tutto ciò è stato fatto, quindi che paragoni vogliamo fare.

    Caro il ns presinulla, per favore, vendi il Toro.
    Inoltre se per qualche sventurato motivo il 4 Maggio lei fosse ancora malauguratamente il presinulla di questa società calcistica, se ne stia a casa.
    Grazie.

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  3. Ardi - 1 settimana fa

    E non a noi, maledetto telefono

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  4. Ardi - 1 settimana fa

    Pupi, quanto hai sentito dire dall’avvocato, sarà probabilmente ciò che succederà, è una cosa talmente marcia che si sono superati i confini della realtà. Sapevo che il palazzo ha la muffa dalle fondamenta, ma una scusa del genere per dare tre punti ai gobbi e non ha noi è talmente assurda che neanche provando ad immaginarmi un motivo perché loro dovrebbero avere il 3/0 a tavolino e noi no, sarei arrivato a pensare ciò che ha detto sto avvocato.

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  5. christian85 - 1 settimana fa

    con la PICCOLISSIMA differenza che Giulini è presidente da solo 6 anni, mentre il porco schifoso da 15.

    Dettagli……

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  6. pupi - 1 settimana fa

    Ot
    Quello che ho sentito ieri su topcalcio, dove è intervenuto un avvocato esperto di diritto sportivo di cui non ricordo il nome, mi ha fatto trasecolare. Per la legislazione vigente i gobbi avrebbero partita vinta di default contro la Lazio mentre il Toro dovrà giocarsela e la Lazio potrebbe provare di non essere in dolo. La differenza sta nell’aver schierato (solo in panca) un giocatore (credo Escalante) che aveva ricevuto dall’ASL l’obbligo di quarantena di 10 gg, peccato che la partita Lazio gobbi sia arrivata quando il giocatore era in quarantena da soli 9 gg e perciò non convocabile. La questione Toro, afferma l’esperto, è tutta da verificare perché non esiste (a quanto pare) nessuna imposizione da parte di un’asl a chicchessia e quindi con una situazione tutta in divenire. Quindi per finire l’avvocato ha affermato che i gobbi non dovranno fare nessun esposto o richiesta particolare mentre il Toro, se non risultano fatti nuovi, dovrà “provare” a far valere i propri diritti.
    Ho il vomito, non è possibile!

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  7. Roland78 - 1 settimana fa

    Come si possono comparare due “progetti” che hanno durata così diversa? Giulini è a Cagliari da pochi anni, Cairo da 15 e nel “suo progetto” ci sono stati solo fuochi di paglia, tanto che, dovessimo retrocedere, torneremmo allo stesso punto in cui tale pseudoprogetto è iniziato. E il nulla non è solo tecnico e organizzativo, ma anche strutturale. A parte dare le briciole per costruire il surrogato incompleto del Fila, che cosa avrebbe fatto, rispetto a Giulini, Cairo?

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  8. Messere Granata - 1 settimana fa

    Nel Calcio di oggi sono necessarie due cose. Molti soldi o una perfetta programmazione. Nel Torino sono assenti entrambe, specialmente la seconda. Il vuoto societario ha lasciato un “buco” temporale e operativo ora difficilmente colmabile, fatto di scelte sbagliate e di mancata visione strategica. Se poi aggiungiamo la poca competenza e la pochissima passione della Proprietà, ecco spiegata la nostra classifica. È tempo di scongiuri. Il futuro arriverà comunque e lo scopriremo presto.

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  9. suoladicane - 1 settimana fa

    progetto di Cairetto? ahahahahahahahahah, siete ridicoli…………
    CAIRO INCOMPETENTE INCAPACE VATTENE

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  10. Mimmo75 #prexit - 1 settimana fa

    Declini con cause diverse. Il Cagliari investe per uno stadio di proprietà, sul mercato interviene con decisione senza attendere per forza di aver prima venduto ma soprattutto mette al centro del progetto il tecnico. A Di Francesco è stato rinnovato il contratto in un periodo di profonda crisi di risultati, un modo per dire alla rosa chi è che comanda e da chi dipende il destino di ogni singolo calciatore. Il declino è probabilmente (ma potrei sbagliare) figlio del caratteraccio di Di Francesco, uno che tratta tutti a pesci in faccia e che sta collezionando esoneri su esoneri. Il rinnovo di contratto potrebbe essere stato funzionale a dargli una “presa salda” su uno spogliatoio che forse gli stava girando le spalle proprio per i modi di fare che ha. Analogie con Cairo? Trovatemene una che sia una perchè non ne vedo nè in termini di investimenti strutturali, nè in gestione e sostegno del progetto tecnico, nè sul mercato.

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  11. bordeauxgranata - 1 settimana fa

    Con tutto il rispetto per il Cagliari, essere presidente dei sardi o del Torino richiede un approccio diverso, quindi il paragone non calza.
    Equiparate il Toro a piazze simili in termini di blasone e potenziale e vedrete che siamo i messi peggio

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  12. CUORE GRANATA 44 - 1 settimana fa

    Declino comune?A mio parere il paragone non è”calzante”in quanto si limita alla stagione in corso peraltro circoscritta ai soli risultati sportivi…Cairo in 15 anni di Presidenza cos’ha fatto per fare “decollare” la Società Torino UC in tutte le sue componenti?Dal mio punto di vista il nulla assoluto.Più che parlare di ” declino” direi “perenne stato comatoso”giunto forse alla fase terminale.Poi..de gustibus..Sempre FVCG!!!!

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