Cagliari-Torino, prime prove generali per il futuro: curare il mal di trasferta

Cagliari-Torino, prime prove generali per il futuro: curare il mal di trasferta

Verso il match / I granata in questo finale di stagione devono gettare le basi per il prossimo anno, Mihajlovic è stato chiaro: “Voglio coraggio”

di Federico Bosio, @fedebosio19

Questo pomeriggio il Torino sarà ospite del Cagliari per la 31° giornata di Serie A, una gara che di per se vede combattere due formazioni che di fatto non hanno più niente da chiedere – o quasi – a questo campionato ma che invece rappresenta un evento particolarmente importate in casa granata, un ideale nuovo punto di partenza: accantonati infatti gli obiettivi (e le speranze) europei, mai coinvolti nella lotta retrocessione, i granata devono sfruttare al meglio questo finale di stagione per pianificare, sperimentare, osare. In poche parole: non far trascorrere vanamente le ultime sfide di questa annata, ma al contrario utilizzarle per gettare solide basi in vista della prossima stagione; dando maggiore spazio ai giovani o comunque a coloro che finora ne hanno trovato di meno, provando magari anche moduli differenti.

In particolare, c’è un dato decisamente negativo legato a questo campionato del Torino sul quale Mihajlovic ed i suoi ragazzi continuano a  lavorare con insistenza e pazienza, e per il quale già quest’oggi potrebbero essere attesi alcuni risultati, ovvero sia il cosiddetto mal di trasferta: la compagine granata infatti fino a questo momento ha collezionato la miseria di 11 punti nelle 15 partite disputate, in confronto ai 30 totalizzati tra le mura amiche in altrettanti incontri; addirittura sono solamente due le vittorie esterne (a Palermo e Crotone) alle quali si sommano cinque pareggi e ben otto sconfitte. Da questo punto di vista, ieri pomeriggio in conferenza stampa Mihajlovic stesso è stato molto chiaro, determinato e cristallino: “Domani voglio vedere un Toro coraggioso. In questo finale di stagione è importante prendere la rincorsa per la prossima stagione, riuscire a vedere lo stesso carattere anche in trasferta. Questa partita è importantissima perché voglio vedere lo stesso spirito che abbiamo avuto contro Udinese ed Inter: il prossimo anno non possiamo ricominciare da capo, dobbiamo migliorare le nostre basi, aggiungendo ciò che ci manca”

LEGGI QUI LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI SINISA MIHAJLOVIC

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Un segnale dunque inconfutabile ed impossibile da non recepire: questo finale di stagione sarà dedicato alla ‘semina’ – sotto tutti i punti di vista – totalmente finalizzata al raccolto previsto per il prossimo anno. Il primo punto di svolta o, appunto, di (ri)partenza consiste inevitabilmente nell’invertire il trend in trasferta, elemento che nel corso della stagione ha inevitabilmente gravato moltissimo e condizionato i granata, che hanno perso per strada ed in particolar modo lontano dalle mura amiche davvero troppi punti. Obiettivo che non potrà essere raggiunto se non attraverso un percorso di progressiva maturazione collettiva, le cui basi sono già da tempo state gettate e sul quale il tecnico serbo continua a lavorare insieme ai propri collaboratori. Il punto di arrivo è dunque ben fissato, e lo stesso Miha saprà perfettamente quando ritenersi completamente soddisfatto delle prestazioni dei suoi ragazzi e noin sarà più necessario spronarli o ‘fare il militare’: “Quando il Toro si comporterà sempre da Toro, non mi sentirete più dire queste cose”

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  1. miele - 3 anni fa

    Se la formazione sarà quella ipotizzata, non mi pare proprio che si vogliano provare nuove soluzioni in prospettiva futura. Hart, Molinaro, Moretti, Ljajic e Iago esterno, il 433, tutte situazioni già ampiamente verificate.

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  2. Torogranata - 3 anni fa

    E tu Miha quando avrai il coraggio di cambiare un modulo che non funziona?

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  3. prawn - 3 anni fa

    Il mal di Miha che schiera la stessa gente nello stesso modo sia in casa che fuori, spesso con 4 o piu’ attaccanti, manco fossimo il Barca

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