Calcio in Cina: sport o business?

Calcio in Cina: sport o business?

di Davide Cravero *

Da quando sono arrivato in Cina, nel duemila, ho visto, sentito e letto di
società sportive di calcio ed addetti ai lavori, che volevano sviluppare il
calcio in questo paese."Porteremo il nostro calcio in Cina" è stato il motto
di tanti club. Stato chi voleva aprire una scuola di calcio, chi fare una tourneè, chi organizzare…

di Redazione Toro News

di Davide Cravero *

Da quando sono arrivato in Cina, nel duemila, ho visto, sentito e letto di
società sportive di calcio ed addetti ai lavori, che volevano sviluppare il
calcio in questo paese."Porteremo il nostro calcio in Cina" è stato il motto
di tanti club. Stato chi voleva aprire una scuola di calcio, chi fare una tourneè, chi organizzare gli stage estivi,chi trovare il fenomeno cinese, ecc., ma  nessuna, se non forse l’Inter, ha avuto il successo desiderato. Vorrei anche precisare, che le varie tournèè dei grandi club sono state  fatte quasi tutte a Macao e Hong Kong, che benché facciano parte della Cina, c’entrano poco con questo stato. La Juve ed il Parma a Shanghai?..vedi FIAT.
Qual è la causa di questi insuccessi? Ci sono essenzialmente tre fattori che condizionano i risultati negativi dei  vari tentativi di portare il calcio italiano in Cina. Da parte dei club italiani non c’è la ricerca del vero talento, e neanche la volontà di crescerlo. Non si può venire in Cina una settimana e pensare di conoscere il calcio e i calciatori cinesi. Colossale il caso, del mio amico Ma Ming Yu, che è stato scambiato per Ma Li Tie (che gioca nell’ Everton) , da un osservatore del Perugia che conosceva poco o nulla del campionato di calcio cinese. Ho letto che il Siena sta seguendo Chen Tao, buon giocatore sicuramente.. ma arriverebbe in Italia, e prima di imparare a dire due parole in Italiano saranno passati tre mesi, inizierà a gradire la pasta e forse la pizza dopo 6 mesi, avrà capito il 4-3-3 dopo un anno, quando dovrà rientrare in Cina. Nel nostro calcio che non lascia tempo di aspettare, cosa potrebbe fare il povero Chen Tao? Non sarebbe meglio forse cercare un giovane talento, portarlo in Italia per due o tre anni nel settore giovanile, in modo che sia pronto in futuro per la prima squadra? Mi diceva Li Wei Feng, nazionale cinese, che ho allenato nello Shenzhen, che durante la sua parentesi in Inghilterra nell’Everton , prima di capire usi e costumi, ma soprattutto moduli di gioco, sono passati 6 mesi. Quando sono stato responsabile tecnico in Cina della Lazio soccer scholl, ho allenato un gruppo di Ugur, provenienti dalla regione dello Xinjiang, avevano 14-15 anni. Oggi due di loro militano in seria A nel BAYI FC. E se li avessimo portati in Italia?
Da non sottovalutare anche un altro fatto negativo che i cinesi praticano  molti sport, ma poco il calcio. Chi ha soldi manda suo figlio a studiare in  America un anno, e non lo iscrive ad una scuola calcio, o ancor di più lo  manda agli stage estivi. I guadagni dei calciatori cinesi sono bassi (20-30 mila USD all’anno) e quindi i giovani non sono attratti da questo sport. Nessun club Italiano vuole investire. Il Manchester ed il Barcellona hanno  aperto una loro scuola di calcio, il Bayer ha uno shop a Shanghai, con  investimenti propri. I club Italiani adottano un sistema diverso, quello delle quote per ogni iscritto alla scuola calcio o agli stage. Penso che la strada giusta, per avere successo in Cina, sia quella di utilizzare il calcio come fonte di promozione della propria azienda. Ormai molte aziende italiane sono presenti in Cina. Le TV cinesi trasmettono il nostro calcio e i giornali sportivi hanno tutti delle rubriche che parlano della nostra serie A. Abbinare il marchio della propria azienda con il calcio Italiano potrebbe essere una mossa vincente.

*Responsabile Scuola Calcio Piccoli Amici del Torino Fc

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