Colantuono: ”Non convoco Dzemaili”

di Edoardo Blandino

Alla vigilia dell’esordio nel match esterno contro il Grosseto parla mister Colantuono. Il tecnico granata inizia parlando delle defezioni in difesa e della formazione: « Il mio problema dietro è esclusivamente numerico, ma chi giocherà darà ampie garanzie. Con noi, poi, verrà Benedetti come rincalzo. Ho certezze le ho in ogni…

di Edoardo Blandino

di Edoardo Blandino

Alla vigilia dell’esordio nel match esterno contro il Grosseto parla mister Colantuono. Il tecnico granata inizia parlando delle defezioni in difesa e della formazione: « Il mio problema dietro è esclusivamente numerico, ma chi giocherà darà ampie garanzie. Con noi, poi, verrà Benedetti come rincalzo. Ho certezze le ho in ogni reparto, anche perché tutti devono sentirsi responsabilizzati. Dobbiamo ancora trovare i giusti meccanismi e possiamo migliorare solo lavorando. Davanti oltre a Di Michele, Gasbarroni e Bianchi ci sono pure Amoruso e Abbruscato». Poi ecco che arriva una notizia interessante: « Dzemaili non sarà convocato. Mi spiace lasciarlo da parte, ma fino a quando questa questioni non avrà preso una piega determinata non posso fare altrimenti. Lui è un professionista esemplare e si è sempre allenato bene. Gli ho parlato e ha capito quello che gli ho detto. Per questa settimana faremo così. Come ogni giocatore ha la necessità di sapere quale sarà il suo destino. In ogni caso lasciarlo a casa è una scelta mia e non della società. Ovviamente ne ho parlato anche con Foschi e Cairo, ma mi assumo tutte le responsabilità. La prossima partita sarà in posticipo e a quel punto, quando il mercato sarà chiuso, sapremo qualcosa di più, ma almeno questa telenovela sarà finita». Si passa poi a parlare del Grosseto e della B: « I toscani l’anno scorso hanno fatto un ottimo campionato ed è arrivato fino ai playoff. In casa ha costruito le sue fortune lo scorso anno, dove ha dato del filo da torcere a tutti. Ma ora nessuna squadra è al top. Se lo fossero sarebbe un problema. In questa stagione avremo la pressione addosso ed giusto che sia così. Ma anche nelle altre Piazze è così. Il nostro campionato non dipende da una partita. È un lavoro che dura diversi mesi. Siamo una buona squadra, abbiamo i nostri pregi e i nostri difetti, però dobbiamo cercare di lavorare al massimo sempre. Toro e Reggina è normale che siano avvantaggiate avendo la stessa squadra dell’anno scorso. Ma non basta, bisogna aggiungere qualcosa in più. Chi ha fatto la A ha una percentuale, minima, di vantaggio. Chi ben comincia è a metà dell’opera?  Questo detto vale fino a un certo punto, basta vedere la storia della Serie B. Servono nervi saldi e tranquillità». Il tecnico dice la sua sul pubblico granata: «Deve essere solo una risorsa per noi. L’inizio è stato un po’ brusco perché la scorsa stagione è stata deludente, ma noi vogliamo portarci i tifosi dalla nostra parte il prima possibile. Ho voluto le porte aperte negli allenamenti perché dobbiamo diventare tutti insieme una cosa comune, dobbiamo viaggiare di pari passo, dobbiamo condividere gioie e dolori. A me fa piacere quando i giocatori escono e si fermano con i tifosi. Il Toro è una squadra del popolo. Però, per proseguire con questo discorso, non dobbiamo avere il fucile puntato. Con un po’ di calma e un po’ di pazienza possiamo farcela tutti insieme». Colantuono spende due parole poi sui suoi giocatori e sul gruppo che si sta formando: «I ragazzi stanno bene di testa. Abbiamo parlato molto della B: servono determinate caratteristiche e una certa mentalità. Se poi aggiungiamo qualità tecniche allora possiamo vedere un buon mix. Credo che la cadetteria sia il campionato più equilibrato che in Italia. Il mercato, rimanendo aperto fino al 31 agosto, può essere deleterio, ma anche positivo. Vedremo in questi giorni cosa succederà». L’ultima battuta riguarda il neoacquisto Luca Belingheri: « Se ci aspettiamo che cambi le sorti della squadra ci sbagliamo. È un ottimo elemento che è venuto a far parte di una rosa importante. È possibile che sia più in ritardo rispetto ad un altro compagno, ma non possiamo creare un caso-Belingheri».
 

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