Dal Sassuolo al Sassuolo: il 3-5-2 da esperimento a certezza

Dal Sassuolo al Sassuolo: il 3-5-2 da esperimento a certezza

Focus on / Sassuolo-Torino fu la seconda partita di Mazzarri sulla panchina granata, e va ricordata per un motivo ben preciso

di Silvio Luciani, @silvioluciani_

Quella del Mapei Stadium di Reggio Emilia fu la seconda partita sulla panchina del Torino per Walter Mazzarri. Dopo la vittoria casalinga contro il Bologna, il Toro venne ospitato dai neroverdi e andò in vantaggio con Obi al 26′. Nel secondo tempo fu Domenico Berardi a mettere in rete il definitivo pareggio dei padroni di casa, ma quella partita non fu importante solo per il punteggio o perché evidenziò la scarsa condizione fisica del Torino (crollato nel secondo tempo). Fu importante perché per la prima volta, contro il Sassuolo, Mazzarri provò la difesa a 3.

US Sassuolo v Torino FC - Serie A

ESPERIMENTO – Dopo il goal di Berardi, Mazzarri sostituì Berenguer con Moretti, alzando sulle fasce De Silvestri e Molinaro: et voilà, ecco il 3-5-2. Un esperimento inaspettato ma quasi forzato a gara in corso, come evidenzierà proprio Mazzarri nel post-partita: “Sono passato alla difesa a tre perchè la squadra faticava. Avrei potuto farlo prima, ma volevo prima vedere la reazione della squadra”. Insomma fu il primo test, per avere le prime sensazioni su quel sistema che ora è un mantra per i giocatori granata. In quell’occasione non andò benissimo: il Toro non fu più pericoloso, complice anche un calo a livello fisico che fece rischiare la sconfitta agli uomini di Mazzarri.

US Sassuolo v Torino FC - Serie A

PERCORSO – Contro il Sassuolo ad 11 mesi di distanza da quel pomeriggio di gennaio, idealmente, si chiuderà un cerchio. Un percorso iniziato proprio da quei sei mesi di conoscenza, esperimenti e restyling della squadra, passato poi dal ritiro di Bormio e indubbiamente dal calciomercato. Proprio in ritiro Mazzarri ha potuto trasmettere i propri dettami ai giocatori: ora i granata sono compatti e organizzati, c’è una precisa strategia per il pressing offensivo e anche la costruzione della manovra e le giocate sono molto più fluide. Per certificare il percorso di crescita, però, i granata dovranno migliorare il risultato di gennaio e vincere una partita fondamentale: da Sassuolo a Sassuolo, il Torino di Mazzarri chiude un cerchio.

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  1. Carlin - 10 mesi fa

    Nell’articolo si mette molto in evidenza il calo fisico dell’anno scorso.Quest’anno è perfettamente uguale (milan gobba) .Unica differenza con Mihajlovic il calo avveniva dopo 20 tiri in porta , ora……

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  2. dennislaw - 10 mesi fa

    ” la costruzione della manovra e le giocate sono molto più fluide.” Affermazione che mi lascia perplesso. C’è stat nelle ultime due gare il pressing, ma è durato poco più di un tempo sia a Milano che nel derby, poi la squadra è calata molto. Il problema non è la difesa ma l’attacco: le due punte hanno pochi palloni giocabili. Se metti Iago al centro lo togli da laterale dove gioca meglio, Insisterei co le due punte più Iago laterale, dando a Baselli la regia. Certo che ha quasi metà campionato siamo ancora agli esperimenti, mentre la manovra d’attacco fa molta fatica. D’altronde i goal segnati non sono una opinione e i punti sono 1 in meno dell’anno scorso. Ah ci fosse Ljajic! Magari fosse vero che può tornare, fossi Cairo approfondirei la crisi Besiktas…

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