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Derby: la Juve sa come si vince, il Toro ad oggi no

Coppa Italia / Granata senza carattere, che il successo di aprile non diventi un caso isolato

Federico Bosio

"Una sonora batosta, di quelle che non si dimenticano facilmente: l’illusione di potersela giocare per davvero che svanisce nel nulla, la speranza riposta in una grande prestazione che pian piano si affievolisce, i minuti che scorrono troppo veloci per recuperare la figuraccia, ma allo stesso tempo troppo lenti; questi sono i ricordi che il Derby di Coppa lascia ai tifosi granata che aspettavano la serata di ieri sognando l’impresa.  Il risultato finale è probabilmente ingeneroso, troppo rotondo per quanto effettivamente messo in campo dai bianconeri, ma la vittoria è ineccepibile: una sola squadra ha meritato di passare il turno ed è quella che giocherà i quarti contro la vincente di Lazio-Udinese. Al Torino rimangono tante riflessioni e molto amaro in bocca.

"L’ATTEGGIAMENTO - A guardare gli ultimi risultati, entrambe le formazioni erano reduci da periodi positivi ed anzi Glik e compagni avrebbero addirittura arrivare alla stracittadina in condizioni fisiche migliori per via della partita non giocata sabato contro il Sassuolo, causa nebbia; ma i bianconeri hanno dimostrato che non basta essere più freschi per affrontare la partita al meglio: il fattore determinante è sempre la testa. L’approccio psicologico alle partite è fondamentale e ieri sera la Juventus ha impartito una grande lezione al Torino sotto questo punto di vista: la squadra di Allegri ha dimostrato come si gioca un derby, con la giusta cattiveria agonistica e la volontà di superare l’avversario in ogni zona del campo, la grinta di arrivare per primi su tutti i palloni e quel “tremendismo” tanto caro ai cuori granata. Dopo un primo tempo a dir la verità scialbo, avaro di occasioni e sbloccato da un’intuizione di Simone Zaza che ha rotto il “meritato” pareggio, nella ripresa la differenza è stata abissale. Ad affossare ulteriormente i granata di Ventura, ci si è poi messa anche la mala sorte: il secondo giallo rimediato da Molinaro è stato l’antipasto, il rimpallo fortunoso con cui Zaza si è ritrovato la palla del raddoppio tra i piedi sulla punizione immediatamente successiva, il colpo di grazia.

"EPISODI - La partita è indubbiamente stata condizionata da episodi che hanno, al solito, fatto discutere e non poco: probabilmente l’attaccante matador ex-Sassuolo avrebbe meritato la seconda ammonizione sullo 0-0 ed è certo che la partita si sarebbe indirizzata su binari differenti. Ma l’atteggiamento mostrato dal Torino rimane la nota più stonata della serata: anche nei primi 50 minuti infatti Glik e compagni sono apparsi “molli”, quasi impacciati, e non hanno proposto nulla né dal punto di vista del gioco né da quello caratteriale. Anche ad inizio ripresa, nel momento in cui sarebbe stato fondamentale reagire e mettere in campo il cuore Toro per tentare di recuperare la partita, è mancata la reazione dei granata. Il Toro si è sciolto sul più bello e trovare i motivi non è semplice: l’approccio mostrato nei due precedenti giocati allo Juventus Stadium era stato assolutamente diverso, e infatti il Torino si era giocato quelle sfide alla pari. Il successo nel derby di aprile non deve diventare un caso isolato, i ragazzi di Ventura hanno dimostrato di saper mettere in campo il giusto atteggiamento ed affrontare senza paura avversari e partite “impossibili”: la speranza è che quello mosso ieri sera sia stato soltanto un passo falso, per tornare subito in carreggiata sul lungo percorso della crescita.