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Derby: quando il Toro rinuncia a giocare il castigo arriva puntuale

Derby: quando il Toro rinuncia a giocare il castigo arriva puntuale - immagine 1

Juric imposta bene la squadra ma poi negli ultimi 20 minuti sbaglia tattica e dà il via libera alla vittoria della Juventus

Gino Strippoli

Quando decidi di battere in ritirata per difendere un pareggio non sempre si riesce nell’intento, soprattutto quando davanti hai una squadra dotata di giocatori tecnicamente forti. Juric quando ha deciso di togliere un aitante Ola Aina, che mai in partita era stato cosi bravo, di togliere due giocatori che gli davano profondità come Sanabria e Brekalo per evanescenti Baselli e Rincon, allora vuol dire che inconsapevolmente hai deciso di farti un bel harakiri.

Già perché, sebbene la Juventus nel secondo tempo avesse una marcia in più del Toro, fino a quando Ola Aina, Sanabria e Brekalo erano in campo i granata riuscivano bene o male a ribattere in avanti le azioni avversarie e comunque i tre davano sempre pensieri alla difesa bianconera. Invece il risultato di questi cambi hanno regalato campo alla Juventus  chiudendo il Toro nella propria metà campo senza dargli possibilità di uscita.

Ad un certo punto il Toro non aveva nessun giocatore che avesse un pizzico di offensività ma solo tanti centrocampisti, contiamoli: Pobega, Mandragora, Linetty, Rincon, Baselli più i due esterni  Singo e Ansaldi. Una sorta di linea Maginot  a centrocampo che forse doveva arginare il flusso di passaggi della Juventus. In realtà  gli avversari hanno fatto tutto ciò che volevano a centrocampo in quel secondo tempo e guarda caso il gol è arrivato con Baselli che non capiva il movimento di Locatelli, lo perdeva di vista e di lì a pochi secondi il gol della vittoria della Juventus.

Derby: quando il Toro rinuncia a giocare il castigo arriva puntuale- immagine 2

Juric è sicuramente un ottimo allenatore e ha dato grinta al Toro e nel primo tempo la squadra granata è stata ben impostata per giocare il derby, con i primi 45 minuti che sono stati sicuramente appannaggio di Mandragora e compagni dominatori a centrocampo. Già, ma è stato un dominio territoriale che ha portato solo una volta i granata al tiro del capitano, con rete sventata dal portiere bianconero. Poi più nulla di vero pericoloso.

Ma nel secondo tempo, dove bisogna riconoscerlo la Juventus ha pigiato sull’acceleratore, con il Toro in difficoltà ma che stava resistendo al meglio Juric ha sbagliato a battere in ritirata per difendere il pareggio. Ola Aina con le sue incursioni sulla sinistra aveva ancora gamba per poter finire la partita cosi come Sanabria e Brekalo che comunque sia tenevano  sempre in allerta la difesa avversaria. Così invece si è concesso alla Juventus di non preoccuparsi più della sua fase difensiva e di andare a cercarsi la vittoria.

Spiace dirlo per la bontà dell’allenatore granata ma questo derby lo ha perso lui per troppa paura di perderlo. E non mi si dica che i cambi sono stati fatti per stanchezza dei giocatori anche perché da quando i giocatori non possono fare 90 minuti continui? Forse potrebbe starci anche il cambio di un forse esausto Aina ma Brekalo e Sanabria nei minuti giocati non hanno fatto tutto questo movimento da non avere più fiato.

Ci sta di sbagliare ma sono due partite di seguito che Juric sbaglia, e se con il Venezia lo ha ammesso, contro la Juventus ha puntato il dito su errori settimanali, su conoscenze tra i giocatori. In realtà gli ultimi 20 minuti li ha sbagliati lui tatticamente. Inutile appellarsi alle assenze perché fino al 72’ il Toro era  in partita per vincerla (ricordare la mischia nell’area bianconera sventata con fortuna) poi il cambio tra Baselli e Sanabria e i granata non hanno più passato la metà campo avversaria.

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