I dubbi sulla ripresa: le indicazioni del Cts riducono le possibilità di portare a termine la Serie A

I dubbi sulla ripresa: le indicazioni del Cts riducono le possibilità di portare a termine la Serie A

Focus on / Il protocollo prevede la quarantena per tutta la squadra qualora ci fosse una positività dopo la ripresa in gruppo

di Silvio Luciani, @silvioluciani_

Via libera? Non proprio. Quella di ieri è stata una giornata molto importante per le ambizioni del calcio italiano: l’incontro tra Federcalcio e Comitato tecnico scientifico per discutere del protocollo sanitario si è concluso con l’autorizzazione a far ripartire gli allenamenti collettivi dal 18 maggio. Notizia positiva, ma non del tutto. A voler leggere tra le righe del comunicato diramato dal Cts, traspare un po’ di diffidenza sulle chances di portare a termine una delle edizioni più travagliate della Serie A. “Largamente lacunosa e imperfetta” la documentazione portata sul tavolo dalla Federazione dopo settimane di lavoro sul protocollo che dovrebbe impedire nuovi contagi nel mondo del pallone. L’impressione, quindi, è che allo stato attuale quello che porta alla fine del campionato sia un percorso a ostacoli.

LE CRITICITÀ – Le criticità individuate dal Cts sono diverse. La lacuna più importante riguardava la quarantena volontaria. Sarà una specie di ritiro forzato non solo per calciatori e staff tecnico (come precedentemente ipotizzato) ma per tutto il personale che ruota intorno alla squadra e la responsabilità ricadrà sui medici sportivi dei club: non proprio l’ideale per le squadre di Serie A. Per quanto riguarda lo screening, secondo il Cts i tamponi a disposizione del calcio “non devono minimamente impattare sul reagentario da dedicarsi ai bisogni del Paese”. E da ultimo in caso di nuova positività di un solo membro della squadra, tutto il club dovrebbe sottoporsi all’isolamento domiciliare per i successivi quattordici giorni. Va da sé, quindi, che basterebbe un solo positivo dopo la ripresa dell’attività collettiva per far saltare il banco e mandare all’aria i piani del calcio italiano.

Serie A, Spadafora e Speranza: “Prudenza, però allenamenti di squadra dal 18 maggio”

OSTACOLI – L’impressione è che con i presupposti attuali sarà difficile ricominciare a giocare, addirittura quasi impossibile portare a termine il campionato. Il Governo si pronuncerà sulla data di inizio del campionato solamente dopo aver valutato l’evoluzione della curva dei contagi e verificato che il protocollo contenga gli aggiustamenti richiesti dal Cts. Nel momento più incerto degli ultimi decenni, una cosa è sicura: il castello di carte della Federcalcio fatto di esami continui, partite ogni 72 ore e ritiro solo per giocatori e staff tecnico è crollato. Ora, bisognerà ricostruire a partire dalle basi date dal Cts, solide a livello scientifico, ma difficili da attuare alla perfezione nel calcio italiano.

12 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. collotaurino - 5 mesi fa

    Non si sa se vogliono combattere il virus o qualcos’altro

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Roland78 - 5 mesi fa

    Io mi chiedo come facciano in Germania a ricominciare, sinceramente.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. Madama_granata - 5 mesi fa

    Non dimentichiamoci che “i poteri forti” del calcio nostrano, che fanno pesanti pressioni, e che pretendono che si ricominci a giocare e che si termini ad ogni costo e ad ogni prezzo il campionato, continuano a “scommettere” e a rischiare di “compromettere” la salute e la vita di centinaia di giocatori e di addetti ai lavori.
    In ballo anche la salute e l’incolumità delle famiglie di tutti questi uomini.
    Saranno strapagati, saranno anche capricciosi e viziati i calciatori, ma sono comunque ragazzi giovani e sani, che hanno diritto a preservare la loro salute.
    Sono tutti figli amati, e mariti, e padri a loro volta, e nessuno dovrebbe avere il diritto di obbligarli a “rischiare” solo perché nel “palazzo” alcuni non perdano “il cadreghino” e altri non perdano palate di soldi e grossi interessi economici.
    Dio non voglia che qualcosa possa andare storto, ma, se mai infaustamente succedesse qualche disgrazia, le colpe sarebbero dai figuri in questione subito scaricate sui medici delle squadre, sui membri del Cts, forse persino sui politici, ma loro se ne tirerebbero immediatamente ed elegantemente fuori.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Granata - 5 mesi fa

      @madama, forse le è sfuggito il fatto che hanno deciso che la responsabilità penale è in capo ai medici delle società. Questa problematica l’avevo posta giorni fa perché se ne discuteva. Adesso hanno deciso. Bisognerebbe far si che tutti si dimettessero per invalidare il campionato ma so già che non succederà. A Venaria vogliono riprendere a tutti i costi. Saluti

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. Madama_granata - 5 mesi fa

        Buongiorno, Granata!
        Sì, ho letto e sentito che i medici delle varie società saranno tenuti a denunciare i casi positivi al corona, e ciò mi sembra ragionevole.
        Non avevo però capito che fosse a loro carico addirittura la responsabilità penale in caso di contagio.
        In questa situazione non mi spiego neppure io come tali medici possano accettare una simile responsabilità, e proseguire verso l’ipotetica ripresa del campionato, sapendo fin da ora di essere i futuri “capri espiatori” se qualche cosa dovesse andare male.
        Amaramente constato che, purtroppo, coloro che “spingono” perché si torni a giocare già si sono “parati le spalle”. Saranno tanti “Ponzio Pilato”, si defileranno e se ne laveranno le mani.
        Una curiosità: capisco la Lazio, ma la Juve non devrebbe avere interesse a che tutto si fermi ed i risultati rimangano platificati così come sono?
        Campionato vinto x un punto, senza rischiare di farsi sorpassare.

        Rispondi Mi piace Non mi piace
    2. user-14275746 - 5 mesi fa

      Concordo

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. CUORE GRANATA 44 - 5 mesi fa

    Quando avranno la “decenza” di chiudere questa squallida manfrina messa in atto solo per “rastrellare”i danè dell’ultima rata Diritti TV sarà sempre troppo tardi.Si porrà il problema di come “regolarsi”con la classifica sospesa.Al di là dei sostenitori della “lotiteide”fra le tante soluzioni ipotizzate,a mio parere,la più “equa” per la Serie A sarebbe quella “no Scudetto e no Retrocessioni,designando le prime 6 per le Coppe ed”aggiungendo alle 20 le prime tre in classifica della B al momento dello stop.Si dirà:troppe squadre con una pletora di partite pressochè inutili.Quindi quale “correttivo”adottare? Se s’intendesse veramente riformare il Calcio facendo un pò di “pulizia”(ma sarebbe più facile per un cammello..)forse basterebbe “analizzare in modo “attento” i Bilanci delle Società..Penso che non tutte supererebbero “la griglia”.. Avremmo meno squadre e magari verrebbero evidenziate realtà meritevoli di essere conosciute ed apprezzate.Apro gli occhi e mi rendo conto che stavo sognando…I “gattopardi”che popolano “il Circo Barnum”,purtroppo, costituiscono una genia pressochè ineliminabile.Ed allora “anda caballeros”verso il baratro ma “lor signori”si saranno premurati di dotarsi di “validi paracadute”…Sempre FVCG!!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. user-14275746 - 5 mesi fa

      Concordo

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  5. Garnet Bull - 5 mesi fa

    Per terminare un campionato praticamente falsato, si rischia di rovinare non solo il prossimo ma anche i seguenti

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Maroso - 5 mesi fa

      Chi pensa a una riapertura (anche n Germania) basa solo a biechi interessi pecuniari. Tutto il resto: come regolarità agonistica, salute dei giocatori, dei tecnici e dei loro familiari, e ogni altra cosa non gliene frega un bel niente.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  6. YoungTurks - 5 mesi fa

    Ogni giorno ne sentiamo una nuova. Ieri si ripartiva quasi sicuramente oggi non più. La verità è che non sapete neanche voi cosa succederà ma l’articolo dovete scriverlo lo stesso.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. gianTORO - 5 mesi fa

      però scusate…cosa c’entra il giornale? se non scrivono nulla li attacchiamo perchè non hanno informazioni, se scrivono le poche info che hanno…e che sono le stesse per tutti…li attacchiamo perchè scrivono non avendo nulla da scrivere…dai su. anch’io ho spesso criticato alcuni articoli ma in questo caso proprio non me la sento.

      Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy