Il borsino granata

Il borsino granata

Non riconoscere che il pareggio di Modena rappresenti più il classico bicchiere mezzo vuoto che quello mezzo pieno sarebbe certamente fuorviante e poco onesto.  Indubbiamente, difatti, si sono fatti dei passi indietro sotto l’aspetto del cinismo, dell’ardore, persino del gioco e della situazione psico fisica in generale. Da una parte non cogliere il bottino pieno sul campo di una compagine ormai…

di Redazione Toro News

Non riconoscere che il pareggio di Modena rappresenti più il classico bicchiere mezzo vuoto che quello mezzo pieno sarebbe certamente fuorviante e poco onesto.  Indubbiamente, difatti, si sono fatti dei passi indietro sotto l’aspetto del cinismo, dell’ardore, persino del gioco e della situazione psico fisica in generale. Da una parte non cogliere il bottino pieno sul campo di una compagine ormai appagata a questo punto della stagione non costituisce certamente un buon segnale soprattutto in considerazione del fatto che i granata hanno già lasciato per strada innumerevoli punti nel corso della stagione e che ormai non è più tempo per scialacquare alcunché per non perdere anche l’ultima posizione utile per continuare a tenere in vita la speranza promozione. D’altro canto, la partita del “Braglia” è costata anche un prezzo salato in termini di defezioni in vista del fondamentale match di sabato prossimo contro il Piacenza: oltre all’infortunio patito da Zavagno che costringerà il terzino italo argentino ad uno stop di circa quindici giorni, si devono aggiungere le condizioni di Di Cesare (non al meglio) e Rivalta in via di guarigione oltre alle squalifiche di Ogbonna e De Feudis. Non sarà dunque facile per Lerda disegnare l’assetto difensivo e così il tecnico cuneese dovrà puntare giocoforza sul reparto avanzato e sulla vena realizzativa del solito Bianchi in attesa del risveglio dei vari Antenucci, Iunco, Sgrigna, Gasbarroni…

CHI SALE:
BIANCHI       griffa ancora una volta con un gol decisivo la sua partita. Stavolta, peraltro, capitalizzando l’unica occasione nitida avuta e non sbagliando altre occasioni. In più partecipa alla manovra e si dà da fare anche per cercare sponde per i compagni. Sta tornando in forma e questa è una delle migliori notizie possibili in vista del finale.
GABIONETTA       ritorna a calpestare il prato in una partita ufficiale e dimostra, pur entrando a partita in corso, di avere dei buoni numeri che avrebbero potuto cambiare il destino del match. Ha bisogno di sentire la fiducia di Lerda e Lerda ha bisogno di dimostrare che la sua può essere una scommessa vinta.

STABILI:
RUBINHO         niente di nuovo da segnalare. Quasi disoccupato, tra i pali si fa notare solo intervenendo bene su un tiro di Mazzarani. Bene nelle uscite.
GAROFALO        non è in periodo di grazia tanto che Zavagno gli ha soffiato il posto da titolare. Non si fa notare quasi mai in fase di appoggio a parte un paio di volte. Lo stop di Zavagno potrà consentirgli però un pronto riscatto.
DE VEZZE         sempre pronto a chiudere le azioni avversarie tamponando assieme a De Feudis ogni tentativo. Si distingue soprattutto nel gioco aereo e nel recupero di palloni vaganti. Un po’ smarrito in fase d’impostazione.
SGRIGNA        ancora una volta non è efficace nella posizione di esterno. D’accordo, non è al top della forma dopo l’infortunio patito e cerca pure di accentrarsi per andare al tiro ma in quella posizione non fa altro che disperdere importanti energie forse più utili sotto porta.
PAGANO          dopo un buon avvio, evapora alla distanza. Nei primi minuti riesce ad essere il più insidioso dei granata mettendo buoni palloni al centro e sfiorando il gol di testa, poi però si perde per strada, vittima di un lavoro dispendioso e della poca collaborazione dei compagni.
PRATALI         sciorina una prestazione autoritaria, figlia di una personalità e di un’esperienza da leader ma talvolta perde la trebisonda ed è lui a farsi anticipare da Stanco sul gol modenese.
DI CESARE         è in una condizione di forma non eccelsa che però è abile a mascherare col suo gioco istintivo e caparbio fatto di pressing, anticipi ed interventi ruvidi ed efficaci che scoraggiano gli avversari. Sbaglia poco.

CHI SCENDE:
DE FEUDIS        paga con l’ammonizione e la conseguente squalifica il suo gioco da zanzara che infastidisce gli avversari. Nel primo tempo è anche propositivo con qualche sventagliata ed un bel tiro al volo insidioso neutralizzato da Alfonso. Buona gara ma non ci sarà alla prossima.
ZAVAGNO       già in dubbio alla vigilia, paga la sua generosità con l’elongazione al bicipite femorale destro che gli costerà circa quindici giorni di stop. Proprio adesso che stava diventando un buon tassello per Lerda.
OGBONNA        stesso discorso fatto per De Feudis: buona prestazione con l’annotazione che ha ben figurato in un ruolo per lui insolito e che ciononostante ha fornito l’assist per il gol del capitano ma l’ingenua ammonizione rimediata lo toglierà dai giochi contro il Piacenza.
ANTENUCCI       spiace dirlo ma fino ad un paio di settimane fa il Torino sembrava aver trovato in lui una risorsa realizzativa importante in grado di affiancare e supportare degnamente Bianchi. Ma nelle ultime due partite ha avuto un’involuzione preoccupante che gli impedisce persino di tirare in porta quando dovrebbe. Da capire come mai i due attaccanti non siano mai in forma nella stessa giornata.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy