Il borsino granata

Il nuovo anno si è subito sintonizzato sulla stessa lunghezza d’onda della fine di quello precedente: il Torino continua la sua marcia positiva giungendo al decimo risultato utile consecutivo ed uscendo indenne dalla difficile trasferta dell’Euganeo. Oltre ad essere stata la prima partita del 2011, quella di Padova è stata anche l’ultima del girone di andata che ha visto i granata compiere il giro di boa a 33 punti,…

di Redazione Toro News

Il nuovo anno si è subito sintonizzato sulla stessa lunghezza d’onda della fine di quello precedente: il Torino continua la sua marcia positiva giungendo al decimo risultato utile consecutivo ed uscendo indenne dalla difficile trasferta dell’Euganeo. Oltre ad essere stata la prima partita del 2011, quella di Padova è stata anche l’ultima del girone di andata che ha visto i granata compiere il giro di boa a 33 punti, sei in più rispetto allo scorso campionato. Tuttavia, in attesa del posticipo serale che vedrà interessata l’Atalanta potenzialmente seconda, il distacco dalla seconda piazza è ancora di sette punti che potrebbero diventare nove (esattamente come un anno fa) se i bergamaschi facessero bottino pieno contro il Grosseto: tanti, forse troppi, se i granata non dovessero ripetere il grande girone di ritorno della stagione scorsa (41 punti) e le concorrenti non rallentassero. E’ vero che i granata stanno trovando una certa regolarità ma confermare gli stessi punti realizzati in questo girone di andata si tradurrebbe nell’ottenere due punti in meno rispetto al 2009-10 e lo stesso piazzamento ai play off a quota 66 sarebbe a rischio. Certamente l’attuale posizione del Torino è più comoda rispetto a quella di un anno fa ed anche la situazione psico-fisica lo è. Per di più non sarà necessario rivoluzionare l’intera rosa in sede di calciomercato ma basteranno due – tre innesti di valore per poter provare a centrare l’obiettivo promozione diretta. Insomma, il progetto cui si è dato vita a luglio non si può dire che prosegua a vele spiegate ma comunque tiene e può benissimo andare in porto anche perché, accanto alle tante variabili possibili, si può tornare a confidare nell’unica costante che dà garanzie ai tifosi granata: Rolando Bianchi il quale, dopo tante giornate di assenza, ha ripreso anche lui da dove aveva lasciato e cioè dal gol, l’unica medicina possibile per poter vincere e risalire in classifica. Ed allora meno male che Rolando c’è…

CHI SALE:

BIANCHI          ritorna dopo due mesi Rolando Diego Armando Bianchi. E subito battezza il 2011 con un gol capolavoro, più da numero 10 che da numero 9. Alla faccia di chi, e per fortuna sono sempre meno, dice che fa solo gol facili, che la squadra gioca meglio senza di lui o che vale un attaccante qualsiasi. Torna a salvare i granata da una probabile sconfitta ed è più che mai simbolo di questa squadra e spot per l’intera serie B.

OGBONNA       impeccabile. Disputa una partita senza sbavature frenando sempre in modo corretto ed elegante Succi e company. Estremamente deciso e su questi livelli sarà sicuramente imprescindibile per tentare la scalata alla serie A.

RIVALTA        giganteggia a dispetto della sua statura. Chiude ogni falla, ergendosi a ultimo baluardo davanti a Bassi sia fermando gli avversari che impedendo che il pallone giunga loro. Si immola più volte e tenta anche qualche affondo con cross bassi e tesi ma non pericolosi.

DI CESARE        costituisce con Ogbonna la cerniera centrale del pacchetto difensivo granata. Sempre attento e concentrato, rischia qualcosa con alcuni interventi ed è anche ammonito per un fallo dubbio del quale Stefanini ha punito forse più la presunta pericolosità piuttosto che l’intenzionalità. Sarà squalificato.

STABILI:                       

DE FEUDIS       stavolta non è precisissimo nei suggerimenti anche se il suo break agevola l’eurogol del capitano. Come al solito puntuale in chiusura a metà campo, riesce ad arginare alcune manovre avversaria anche se non sempre è felice nelle ripartenze. Ad ogni modo la sua prestazione è sufficiente.

GAROFALO        anche lui disputa una partita dignitosa anche se dalle sue qualità è lecito attendersi di più. Denota la solita intraprendenza e la buona capacità di palleggio. Pochi ma buoni cross per la testa di Bianchi e la macchia, fortunatamente lavata, di un errore in disimpegno che lancia El Shaarawi in zona pericolosa.

BASSI          si prende qualche rischio con i piedi dribblando Vantaggiato a due passi dalla linea di porta ed uscendo in un paio di circostanze in modo un po’ avventato. Piuttosto sicuro, invece, tra i pali sebbene non debba compiere parate extra.

DE VEZZE         anche lui va un po’ a corrente alternata tra buone chiusure e passaggi a vuoto: particolarmente azzardato e pericoloso si rivela quello orizzontale in zona difensiva che lancia verso la porta un avversario e fa correre un grosso rischio alla difesa nel finale.

LAZAREVIC         si danna tanto a destra quanto a manca ma senza portare a casa risultati soddisfacenti. Anzi, spesso si allunga troppo il pallone o è fermato da Renzetti e co. Un unico sussulto con quel tiro cross sul quale Bianchi non ci arriva per una virgola dopo una bella percussione.

CHI SCENDE:

SGRIGNA      a lungo fuori dalla manovra, troppo isolato e poco cercato dai compagni. Tuttavia da apprezzare il suo pressing sugli avversari (nel finale gli costa anche l’ammonizione) ed un’azione delle sue con percussione centrale da sinistra deviata in extremis da Cesar.

GASBARRONI           il suo avvicendamento con Belingheri non regala l’atteso cambio di marcia. Si limita a fare il compitino e talvolta esita troppo nel ritardare il suggerimento finendo per perdere palla ed innervosirsi anche a sproposito.

BELINGHERI        un passo indietro rispetto alle ultime uscite perché non lascia traccia con inserimenti utili davanti. In mediana dispensa qualche buona apertura ed arma un contropiede. Il suo apporto continua a restare però insufficiente nonostante la fiducia accordatagli da Lerda che lo preferisce all’esperto Obodo.

 

 

 

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