Il borsino granata

Il debutto in campionato del Torino ricorda tanto quello dello scorso anno: 3-0 e tutti soddisfatti e speranzosi per il futuro. A ben guardare, per

di Redazione Toro News

Il debutto in campionato del Torino ricorda tanto quello dello scorso anno: 3-0 e tutti soddisfatti e speranzosi per il futuro. A ben guardare, però, rispetto ad un anno fa le differenze superano le analogie: intanto negli uomini con giocatori come Natali, Barone e Rosina (ritenuti cardine nei loro reparti di pertinenza) in meno e Dzemaili a casa per una pausa di riflessione, qualche volto nuovo (Loviso avrebbe fatto molto comodo già in serie A), il ritorno del figliol prodigo Di Michele e dulcis in fundo il faccione ringhioso del nuovo tecnico Colantuono in panchina. In secondo luogo è diverso il palcoscenico: dai lustrini e paillettes della serie A al purgatorio della B. Ma diversa sembra anche la mentalità con più disponibilità al sacrificio ed all’aiuto reciproco tra i reparti, con la squadra che ha saputo essere corta e compatta ed una coppia, anzi un trio d’attacco che riesce ad amalgamarsi bene (basti riguardare le azioni dei gol) ed essere finalmente letale e cinico! Di Michele gioca molto più vicino a Bianchi di quanto non facesse Rosina, Gasbarroni svaria molto lasciando spazio per gli inserimenti di Belinghieri finora abile nel farsi trovare, meno nel concludere. E c’è soprattutto un’inedita (per i granata) intesa tra ds ed allenatore che si conoscono, hanno degli obiettivi e soprattutto sanno come fare per raggiungerli. Ottime basi insomma ma vietato illudersi dopo una giornata – tanto più in un campionato lungo ed estenuante come la serie B – anche perché la passata stagione insegna.
 
 
CHI SALE:
 
DI MICHELE         è senz’altro il più carico, il più motivato a far ricredere un ambiente che lo ha sedotto ed abbandonato senza pensarci troppo (anche a causa di certe sue dichiarazioni) ed il più responsabilizzato da una fascia di capitano impensabile fino a poco tempo fa. Da sempre croce e delizia dei tifosi con le sue giocate sopraffine ed il suo carattere un po’ sopra le righe, contro il Grosseto ha illuminato l’attacco propiziando gol e spettacolo. Per ora, dunque, solo delizia…
 
BIANCHI        anche lui va applaudito per le motivazioni che non ha mai perso fin dal giorno della retrocessione. Ha avuto una stagione particolare l’anno scorso ma alla fine ha conquistato i tifosi ed ora rappresenta il più grande capitale della Società, il cannoniere ritrovato su cui si può costruire il futuro. Ha iniziato con una doppietta ed una buona intesa coi compagni, quest’anno deve servirgli per perfezionarsi ed essere pronto a ricalcare le orme ed i gol di un certo Ferrante…
 
GASBARRONI      in una partita è stato più mobile e decisivo che in tutte le grigie apparizioni dello scorso campionato. Sarà che la B è più facile, sarà che ha ritrovato la condizione, sarà il modulo o chissà cos’altro ma, seppur ad intermittenza, anche lui è riuscito ad essere decisivo.
 
RIVALTA        partita impeccabile nel ruolo di centrale, non concede nulla agli attaccanti avversari se non un fallo dubbio su Job che probabilmente nemmeno c’era ma che poteva essere persino considerato come fallo da ultimo uomo. Decisivo in alcune chiusure tempestive all’interno dell’area. Promosso.
 
SERENI        la speranza è che quest’anno, in una categoria inferiore, debba fare meno straordinari nel difendere la porta di una squadra votata più ad attaccare che a difendere. Ma per quanto si è visto già venerdì sera la certezza è che lui è sempre vigile e concentrato per respingere anche l’unico tiro insidioso nel mezzo di una tranquilla partita di piena estate…
 
LORIA      sembra già collaudato il pacchetto arretrato con Rivalta, già compagno di reparto a Bergamo, e Sereni, nessuna sbavatura, movimenti sincronizzati ed evidente sicurezza. La difesa che al momento appare la zona su cui c’è più da lavorare anche in chiave mercato ha per ora superato brillantemente la prima prova e l’ex giallorosso non ha commesso alcuna ingenuità.
 
LOVISO       playmaker utilissimo che sarebbe stato prezioso già nella passata stagione. Utile nella gestione dei palloni che i compagni gli affidano per imbastire le azioni ma anche per quelli che recupera. In questa prima uscita ricorda molto Corini e dà l’impressione di poter avere presto le chiavi del centrocampo. Per il giovane Gorobsov sarà dura scalzarlo.
 
BOTTONE        ha mezzora a disposizione per conquistare la fiducia di Colantuono e tifosi, lui la spende al meglio con una prestazione di sacrificio e sostanza. Dimostra di aver levigato il piede rispetto al passato e di essere quantomeno all’altezza di Zanetti.
 
 
CHI SCENDE:
 
ZANETTI     non è in condizione e si vede soprattutto nel secondo tempo quando fatica a contenere lo sgusciante D’Alessandro in tandem con Colombo. Nella prima frazione si preoccupa della fase di contenimento con risultati sufficienti. Il futuro ci dirà se saprà essere il lottatore che arriva per primo sul pallone e dunque il tipo di giocatore che serve a questa squadra ed in qualsiasi categoria.
 
BELINGHIERI     piazzato al centrosinistra del rombo, dà l’impressione di seguire le consegne applicandosi nel tenere la posizione e svolgendo bene la parte che attiene agli inserimenti negli spazi in attacco: lo si vede chiaramente in diverse occasioni come ad es. sul primo gol di Bianchi e sempre nel secondo tempo quando si fa trovare in area ma sciupa malamente sul più bello. Un po’ in ritardo ma si intravedono comunque buone potenzialità.
 
RUBIN         in affanno nel contenimento di Job e nel gioco aereo dove cede sempre agli avversari. Sale poco a sostegno dell’azione preoccupato forse dall’esterno di Gustinetti che spesso gli prende il passo e lo fa faticare nelle diagonali. Rimandato.
 
COLOMBO         ha la sfortuna di incrociare i tacchetti del giocatore più talentuoso dei toscani che lo ubriaca in dribbling e velocità tanto da costringere l’ex Albinoleffe al fallo da… arancione! Graziato da Bergonzi quando nel finale di primo tempo trattiene il giovane fantasista ma c’è da dire che lotta sempre con grande orgoglio e personalità. Anche se per un po’ vedrà aggirarsi il fantasma di D’Alessandro.

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