Il Toro frana a Cagliari sotto 4 sassate

L’ Analisi di Gino Strippoli – Granata impotenti davanti a un Cagliari che gioca bene

di Gino Strippoli

Quattro gol son squilli di una sconfitta senza attenuanti e non possono bastare le due fiammate di speranza regalate da due bellissimi gol. Il primo di Bremer, in mezza rovesciata, e il secondo di Belotti, con un tiro al volo al fulmicotone. Davvero troppo poco e quel poco che si è visto è arrivato in ritardo. Le due reti della speranza sono arrivate con l’ entrata sul campo di Ansaldi e di Verdi che hanno ravvivato un Toro davvero spento nel cuore e nell’anima.

Brutto il primo tempo dei granata, sovrastati in mezzo al campo dai centrocampisti rossoblú che hanno giocato la palla sempre con molta qualità, dando vita ad una danza in cui hanno ballato spietatamente sia Rincon che Meité. Inoltre ieri sera, rispetto alle precedenti partite, anche le fasce non hanno funzionato a dovere con Aina sempre fuori posizione e fuori dal gioco che gli chiedeva di effettuare mister Longo. Il ragazzo è andato un po’ meglio nel secondo tempo quando è andato sulla destra.

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Sin dai primi minuti si è capito come il Cagliari avesse più completezza di gioco è più fiducia nei propri mezzi e già al 4′ Joao Pedro ha saettato un tiro che è finito di poco fuori, preambolo del primo gol cagliaritano. Infatti la porta granata è stata presa d’ assedio e da un angolo Nandez ha sorpreso Sirigu che nulla poteva fare. L’ uruguaiano era solo al limite dell’area, libero di raccogliere e tirare. Dov’erano i centrocampisti granata? A questo punto il Toro si è schiacciato nella propria area e su una palla in uscita i centrocampisti granata sono andati in tilt lasciando poi Simeone libero di raccogliere il lancio e segnare il raddoppio.

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E’ iniziato poi lo show di Naingollan vero re del centrocampo. Al 23′ tenta tiro con forza ma la sfera va fuori di poco, ma è soprattutto quello che sa creare in mezzo al campo comandando i suoi compagni al dialogo. Una piccola luce al Toro la fa vedere il solito Belotti al 36′ con un bell’ inserimento a tu per tu con Cragno, ma è bravo il portiere a rimanere in piedi e parare. Poi buio profondo al 41 ‘ con il contropiede rossoblú e il possibile rigore poi annullato dal Var. Nel secondo tempo già al primo minuto di gioco il Toro sprofonda a causa di una grande azione del Cagliari e con Naingollan che finalizza il tutto, dopo tre passaggi. con un tiro angolatissimo. È il 3 a 0 e il Torino sembra allo sbando, anzi sbanda nuovamente.

Poi i cambi e la fiammata del duo Bremer – Belotti , grazie al movimento di Ansaldi. Sembra un Toro rinato, capace di una reazione che potrebbe portarlo al pareggio ed invece è alla fine un fuoco di paglia che si accende grazie ad un errore ingenuo di Nkoulou che atterra Pellegrini in area. Penalty evidente e Joao Pedro mette fine alla partita con il quarto gol.

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È lampante che gli aspetti positivi questo Toro li ha fatto vedere con l’ entrata di Ansaldi, ma è anche un aspetto negativo visto che per aver un po’ di qualità in campo i granata debbano aspettare un ragazzone di 34 anni reduce da un infortunio. Per non dimenticare che anche senza Zaza, che può non essere simpatico, che può spesso indisporre nel suo gioco, il Toro ha evidenziato in avanti sempre gli stessi problemi, ovvero: la mancanza di un centrocampo di qualità ma anche di esterni capaci di andare sul fondo e crossare palloni giocabili proprio come ha fatto l’esterno argentino.

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  1. nonnogranata - 5 mesi fa

    Scherzi del tifo : qualcuno nei giorni scorsi pensava di vincere a Cagliari, mentre io ero convinto che anche un punto sarebbe andato di lusso, soprattutto alla luce della partita con l’Udinese (vinta da noi ma “fatta” dagli altri).
    Mi sembrai che anche la squadra ieri sia scesa in campo con la mentalità sbagliata, con poca concentrazione…certo che non si può inventare un centro-campo all’altezza quando non ci sono i giocatori adatti.
    Adesso tutti a dire che con la Lazio siamo spacciati, io spero in qualche sorpresa, per non smentire che il calcio è bello perchè strano.

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  2. Ciccio Graziani - 5 mesi fa

    Ci sarà lavoro per Vagnati. Se l’obiettivo sarà sempre l Europa, un allenatore esperto più acquisti mirati. Tolte le prime sei, dovremo lottare con Fiorentina, Bologna e Cagliari. L Atalanta ormai è di un altro livello. Non so come sarà possibile arrivare Settimi almeno. La stagione scorsa con un esperto allenatore come Mazzarri è stata quasi un miracolo

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  3. Toro Forever - 5 mesi fa

    Paolo Condò, anche lui, ha detto che il Torino dovrà essere rifondato. Tra gli addetti ai lavori è palese l’imbarazzo e lo stupore nel parlare di una Squadra che non sembra essere così scarsa come i risultati farebbero pensare. Marocchi, dopo la gara con l’Udinese, ha fatto ironicamente i complimenti a Longo dicendogli che era riuscito nell’impresa di mettere Belotti al “servizio” di Zaza. Bilancio di Longo. Quattro sconfitte, un pareggio e una vittoria (San Sirigu) senza segnali di miglioramento. Per rifondare il Torino ci vorrà dell’altro.

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    1. Aussie - 5 mesi fa

      Scaricare la colpa a Longo di una situazione già allo sbando dopo la sconfitta interna col Lecce significa o essere sciocchi o essere faziosi. La reazione e anche buona del secondo tempo è stata forse una delle migliori cose dell’annata, almeno si sono visti movimenti che con Mazzarri non si sono mai visti in due manni dei scellerata gestione totalmente senza gioco e senza idee, squadra che accorciava con inserimenti in sovrapposizione sugli esterni anche dei centrali difensivi, ossia sprazzi di calcio moderno. Poi è logico, si parla di sprazzi, ma nemmeno Guardiola, Kloop o CVonte potrebbero migliorare una situazione irreversibile, creata da una società inadeguata alla serie A, che non ha voglia di crescere… cosa che si riflette sui giocatori in campo, poca concentrazione, poca voglia e tanto desiderio di finire in società più serie.

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