#IoRestoACasa con Toro News – Zaccagno: “Per me il Toro è tutto, Sirigu emblema”

#IoRestoACasa con Toro News – Zaccagno: “Per me il Toro è tutto, Sirigu emblema”

L’intervista / Il portiere campione d’Italia con la Primavera nel 2015 ospite di Toro News nella prima puntata del nuovo format

di Nicolò Muggianu

Nasce #IoRestoACasa con Toro News, il format pensato da Toro News per intrattenere e informare i suoi lettori in questi difficili mesi di quarantena forzata. Ogni settimana nuovi ospiti, nuove interviste e nuove storie da raccontare. Non solo calcio tra i temi trattati, ma anche gli hobby, gli interessi e le passioni dei protagonisti; che vi aiuteranno a conoscere meglio tutti i personaggi legati al Torino FC che interverranno.

Ospite esclusivo del nostro Nicolò Muggianu nella prima puntata di #IoRestoACasa con Toro News, il portiere Campione d’Italia Primavera della stagione 2014-2015 Andrea Zaccagno: “Da noi un dirigente ha contratto il virus, con domenica è finito il periodo di quindici giorni di quarantena obbligatoria. Non abbiamo ancora fatto il tampone ma non abbiamo avuto sintomi. Noi siamo rimasti a Chiavari e facciamo una specie di allenamento in smart working. Come cosa è simpatica, il campo è un altra cosa ma è divertente. Posso sfruttare questa occasione per sistemarmi la spalla, venendo da un brutto infortunio. Non è ancora tutto a posto e ne approfitto”.

Come ti stai trovando all’Entella?

“Mi sto trovando bene anche se ho poco spazio. Ho trovato un gruppo fantastico, mi hanno accolto come se fossi stato lì dall’inizio. E non vedo l’ora di dimostrare da titolare le mie qualità”.

Come stai passando le ore della giornata?

“Cerco di fare un po’ tutto quello che si può fare in casa, quindi play station, Netlfix e cerco di aiutare anche la mia ragazza. Cercherò anche qualche libro e qualcosa da fare perché passi il tempo”.

Sei uno di quei giocatori di Fifa che si usa da solo?

“Ho provato a mettermi in campo ma su Fifa mi hanno fatto veramente scarso… Quindi mi tengo in panchina e faccio giocare chi se lo merita”.

Qual è l’ultima serie tv che hai visto?

“Sto guardando ora Stranger Things. Non mi aveva mai interessato nel tempo. La mia ragazza me l’ha fatta conoscere e mi sto appassionando. Punto a finire le tre stagioni nel giro di poco”.

Che cosa ne pensi di Longo al Torino?

“E’ arrivato in una situazione veramente delicata, perché il Toro si trova in una situazione brutta in cui non stanno andando bene moltissime cose. Può dare una marcia in più, pretende sempre il massimo dai suoi giocatori ed ha una mentalità vincente. Non potrà fare miracoli: sta cercando di fare il suo meglio per tirare fuori tutto ciò che riesce dai giocatori. Mi auguro che possa risanare questa situazione un po’ critica”.

Hai sentito Longo quando è arrivato a Torino?

Me lo aspettavo che fosse il primo nome della lista, lui è  un po’ l’emblema del Torino. Nel momento in cui ho letto l’ufficialità gli ho mandato l’in bocca al lupo”.

Qual è il tuo portiere di riferimento?

“Ter Stegen. C’è un abisso tra me e lui, però mi piace molto perché è veramente completo. E’ un giocatore aggiunto, fa dei passaggi filtranti da rimessa dal fondo. Abbina grandissima qualità in porta a grande qualità con i piedi”.

Il portiere cui ti ispiravi da bambino?

“Non ho iniziato in porta per un portiere, ma per necessità. All’inizio si gira, i ruoli non sono definiti. Ad un torneo il portiere si è fatto male e a fine partita sono entrato io. Siamo andati agli shot out e li ho parati tutti. Da lì mi ero trovato bene e non mi hanno più fatto uscire”.

Cosa ricordi del rigore decisivo parato a Pollace, in finale Scudetto?

“Mi capita spesso di vederlo, ogni volta che apro You Tube lo rivedo. Mi ricordo benissimo quel giorno e tutta la partita. Peccato che sia passato, ogni volta che riesco a vedere delle immagini mi emoziono molto”. 

Quale consiglio potresti dare ad un giovane?

“Per arrivare tra i professionisti bisogna avere delle qualità di base. per specializzarsi bisogna poi essere sempre più bravi nei dettagli. Un consiglio che posso dare io è cercare di lavorare sempre. Può sembrare una banalità, ma a lungo andare può inserire una modalità positiva e dedita al lavoro”.

Com’è rapporto con Belotti e compagni?

“Quando sono stato lì ho sempre visto uno spogliatoio positivo e mi sono trovato bene. Con Belotti ci sfidavamo molto in allenamento, anche se c’è stata poca possibilità di farlo per via dell’infortunio. E’ un bel gruppo, sa accoglierti bene. Se ti poni bene e ti presti a fare sempre meglio le cose vengono da sé”.

E Sirigu?

“Lo conosco molto bene perché ho avuto piacere di stare moltissimo con lui. Come persona è un uomo vero. Ti sa aiutare e consigliare, poi come giocatore è fantastico. E’ un po’ l’emblema dello spogliatoio, pretende sempre il massimo. Se gli viene qualcosa meno bene la rifa fino a quando non gli riesce”.

Quanto è difficile salto da settore giovanile a professionismo?

“E’ una questione molto soggettiva e situazionale. Ho avuto possibilità di andare subito in B dopo la Primavera. Credo di avere fatto un errore perché bisogna seguire un percorso di crescita. C’è chi è pronto subito per il salto, chi ha bisogno di passare in B e chi in C. Quell’anno mi sono rotto un dito e sono stato fuori tre mesi e sono arrivato in ritardo quando Provedel stava facendo bene. Col senno di poi, avrei potuto fare un salto indietro e andare in C. Gli ultimi anni non sono stati felicissimi. A Pistoia ho fatto veramente bene. Alla Pro Piacenza ci sono stati altri problemi, hanno smesso di pagarci. A Vibo Valentia ho giocato tutte le partite e sono stato bene. Quest’anno potevo andare in B a giocare ma c’è stato l’infortunio. Adesso sto cercando di riprendermi. L’anno prossimo voglio fare il salto e dimostrare le mie qualità, voglio dare delle risposte anche al Torino”.

Che cos’è per te il Toro?

“Per me è stato tutto. Venivo dal fallimento del Padova e il Toro tramite Bave e Longo è stata la prima società a volermi. Non ho avuto esitazioni ad accettare. Col Toro ho vinto uno Scudetto ed una Supercoppa Italiana. Longo a livello giovanile ti fa allenare e preparare la partita come fossi un professionista. Devo tantissimo sia a livello umano. Spero di poter dare qualcosa anche a livello di prima squadra”.

Che lavoro avresti fatto se non avessi fatto il calciatore?

“Ho sempre studiato economia e la sto portando avanti ancora adesso. Ma sono cose talmente astratte che è difficile dare una risposta. Ora sto facendo il calciatore e cerco di portarlo avanti il più possibile”.

Quale sarà la prima cosa che farai una volta finita la quarantena?

“Voglio tornare a giocare a calcio, ho tantissima voglia di tornare in campo. Quando sei in campo non apprezzi veramente, ma quando sei fermo hai una voglia matta di tornare. Quando verrà a mancare questa situazione sarà il momento di smettere”.

Chi sarà la prima persona che abbraccerai, esclusa la tua ragazza con cui già convivi?

“I miei genitori e mio fratello. E’ da un po’ che non li vedo, ci sentiamo solo in video chiamata. Essendo a Padova sono stati subito molto interessati. Per ora stanno bene quindi sono contento da quel punto di vista. Speriamo che tutto questo possa finire al più presto”.

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