Izzo, ricordi l’Inter? Riattaccare la spina per il Torino e per l’Europeo

Izzo, ricordi l’Inter? Riattaccare la spina per il Torino e per l’Europeo

Focus on / Mancini è stato chiaro: “Dovrò lasciare a casa qualcuno che meriterebbe la convocazione”. La rincorsa europea parte dall’Inter

di Gianluca Sartori, @gianluca_sarto

Le immagini di Italia-Armenia a Palermo, e ancora prima quelle da Coverciano, hanno raccontato un Armando Izzo sorridente, perfettamente inserito nel gruppo della Nazionale di Roberto Mancini. Una Nazionale che si è divertita e ha fatto divertire: lo scugnizzo granata ne fa parte stabilmente, dal marzo scorso in avanti è sempre stato convocato e lunedì sera c’è stato spazio per il suo terzo gettone in azzurro, quando al 24’ della ripresa ha sostituito Bonucci. Uno spezzone positivo, tenuto conto del contesto favorevole: Izzo è stato preciso dietro e anche pericoloso in avanti, tanto per ricordare al ct che a Euro 2020 vuol esserci anche lui. Ma il traguardo è ancora da conquistare.

C’è posto solo per 23 giocatori e la concorrenza in difesa è di quelle importanti. Il ct dovrebbe portare all’Europeo quattro difensori centrali: Chiellini, Bonucci e Acerbi sono sicuri del posto, per il tassello mancante Izzo se la vede con il milanista Romagnoli e il romanista Mancini. Ad aiutare Armando c’è il fatto di aver dimostrato in qualche occasione di essere impiegabile anche come terzino destro di una difesa a quattro, ma anche per i laterali bassi c’è coda: Emerson e Spinazzola paiono sicuri di un posto, poi ci sono Florenzi (non troppo considerato dalla Roma da Fonseca, il che può essere per lui un problema), il bianconero De Sciglio e il napoletano Di Lorenzo.

Il quadro attuale lascia spazio a una sola conclusione: serve una grande stagione col Torino, serve lo stesso Izzo che lo scorso anno visse un’annata praticamente perfetta tanto da convincere il presidente Urbano Cairo a blindarlo con un rinnovo fino al 2024 per allontanare le sirene di mercato. La Nazionale ha galvanizzato Izzo, ma ora Armando deve riuscire a canalizzare le buone sensazioni nel modo giusto. A partire dal match contro l’Inter di sabato.

Da qui a sabato saranno giorni di concentrazione massima perché la sosta di campionato ultimamente ha fatto male al Torino, che al rientro dalle pause è incappato in due (brutti) passi falsi, a settembre contro il Lecce e a ottobre contro l’Udinese. Chi è di ritorno dalle Nazionali dovrà essere bravo a riattaccare subito la spina mentalmente.

Il fatto che a Torino arrivi l’Inter può aiutare: la banda Conte in trasferta fino a oggi ha sempre vinto e deve mantenere questo andamento se vuole restare attaccata alla Juventus. I nerazzurri, peraltro, si ricordano bene di Izzo che segnò il primo goal in carriera proprio ai nerazzurri, nel 2015. Nell’ultimo precedente fu lui il match-winner, con una zuccata che beffò Handanovic dando il via all’ottimo girone di ritorno della banda Mazzarri. Undici mesi dopo Torino-Inter deve segnare l’inizio di una nuova rincorsa europea, anzi due: quella del Torino e quella di Izzo.

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