Equilibrio, formazione iniziale e cambi: così Mazzarri prevale su Montella

Equilibrio, formazione iniziale e cambi: così Mazzarri prevale su Montella

Focus on / Meglio la versione dei primi 45’ dei granata. Nella ripresa i cambi di Laxalt e Meitè hanno aiutato ma non sono risultati decisivi

di Andrea Calderoni

“Torino è un ambiente dove non c’è equilibrio”. Così Walter Mazzarri si è espresso al termine di Torino-Fiorentina. Il tecnico, naturalmente, ha fatto riferimento alla dura contestazione al ritorno da Marassi e agli striscioni comparsi prima della gara contro la Viola allo stadio Filadelfia. Per fortuna di Mazzarri, però, l’equilibrio che non ritrova nella piazza l’ha rivisto finalmente in campo negli ultimi 180 minuti disputati. Un crescendo costante quello del suo Torino, che nel primo tempo contro la Fiorentina ha probabilmente offerto una delle migliori prestazioni stagionali. L’allenatore toscano ha sicuramente schierato una formazione convincente dal 1’, puntando molto sulle corsie laterali.

SCELTE – La partita a scacchi contro il collega Vincenzo Montella Mazzarri l’ha ampiamente vinta, grazie soprattutto alle scelte iniziali. Il raccordo proposto da Verdi tra le linee non è stato molto appariscente, ma è risultato alquanto utile. L’ex Napoli si è comportato come una sorta di regista avanzato, dando più qualità ad un centrocampo che notoriamente è più fisico che tecnico. Bremer si è confermato ad alti livelli, sebbene abbia agito da vero e proprio terzo centrale (a Genova in fase di non possesso si era trasformato in terzino sinistro). La scommessa del brasiliano è uno degli aspetti di cui può andare più fiero Mazzarri, che ha sempre creduto moltissimo in lui, dedicandogli sessioni apposite di allenamento, affidate a Claudio Nitti.

CAMBI – Torino meglio nella prima frazione rispetto alla ripresa, nella quale ha concesso maggiormente all’avversario, come accaduto a Genova. I granata sono stati fortunati a raddoppiare nel miglior momento della Fiorentina. I due cambi di Mazzarri nel corso della ripresa hanno aiutato, ma non sono stati decisivi. Il tecnico ha cercato di mettere forze fresche sulla sinistra per aiutare Bremer e Ansaldi e ha così risposto all’ingresso di Sottil con Laxalt nel ruolo di mezz’ala sinistra. Prima era stato lanciato nella mischia Meitè in posizione più avanzata rispetto al solito per incrementare l’aggressione sui portatori di palla viola. Il Torino ha evidenziato che fisicamente deve ancora crescere, ma i risultati aiuteranno la squadra di Mazzarri a vivere più serenamente quest’ultimo scorcio di 2019. Per intanto una notizia è certa: in campo è stato ritrovato l’equilibrio, quello che Mazzarri auspica di riassaporare anche nell’ambiente granata.

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  1. renato (quello vero) - 10 mesi fa

    Ho trovato buona l’impostazione del primo tempo, la squadra ha fatto un pressing che mi è sembrato particolarmente efficace.
    Non mi sono invece sembrati molto efficaci i due cambi del secondo tempo, soprattutto quello di Meitè. Infatti da quel momento in poi la squadra si è fatta schiacciare notevolmente dall’avversario e ha patito oltre ogni limite ragionevole.
    Se Mazzarri voleva togliere dei giocatori un po’ stanchi o poco incisivi avrebbe fatto meglio (secondo me, naturalmente) a sostituirli con uomini nello stesso ruolo e con gli stessi compiti in modo da non modificare l’assetto tattico che aveva dato buoni frutti fino a quel momento. Mi sembra che sia subentrata la solita maledetta paura (non capisco di cosa…) che sarebbe meglio abolire una volta per tutte.

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