Mike Duval: “La società si tenga ben stretto Moreno Longo”

Mike Duval: “La società si tenga ben stretto Moreno Longo”

Durante il match della Primavera, abbiamo intervistato Mike Duval, tifoso argentino del River Plate in trasferta a Torino

di Federico Lanza, @LanzaFederico

Classe 1958. Argentino. Di Buenos Aires, ma loro la chiamano semplicemente, Baires. Una passione viscerale per il River Plate, o “los Millionarios”, come la hinchada chiama la squadra più titolata d’Argentina. Psicologo in settimana, tifoso il sabato e la domenica. Per chi ancora non lo conoscesse, questo è un ritratto a rapide pennellate di Mike Duval, co-fondatore del museo del River Plate e responsabile, dall’altra parte dell’oceano Atlantico, del Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata. Attivo sui social network, difficilmente si perde una partita del Torino, via streaming ovviamente.

Oggi pomeriggio, a capo di una delegazione di tifosi, ha assistito alla partita della Primavera granata pareggiata per 1-1 contro il Parma. TN era lì, e ha colto l’occasione per strappargli qualche rapido commento sulla squadra di Moreno Longo.

Il campionato Primavera – esordisce ai nostri microfoni – si vede poco in Argentina. Il prodotto che si vende di più, ovviamente, è la Serie A. Nonostante tutto, mi sono accorto della crescita incredibile di questa squadra. La Primavera del Torino è molto forte, molto speciale, è un grande gruppo. Spero davvero che questi giocatori siano i giocatori del Toro del futuri. Sono fiducioso. Possono uscire giovani molto forti che possono dare tanto alla prima squadra.” Le differenze con il calcio argentino?: “Anche a livello di settore giovanile, il calcio argentino – prosegue – è molto rude, si bada poco all’estetica e tanto alla quantità. E’ molto duro come tipo di gioco. Totalmente differente.” E poi, una piccola frecciatina al calcio italiano: “In Argentina, qualsiasi club di medio-alto livello fornisce giocatori alle Nazionali: under 20, under 17. Il vivaio del River Plate in questo ambito è molto avanti. Ma anche al Torino le cose stanno cambiando, penso: mi piace molto questa squadra, si vede l’impronta del suo allenatore, Moreno Longo. Penso che sia uno specialista del settore giovanile, e deve rimanere a Torino. La società commetterebbe un grave errore a lasciarselo scappare. Bisogna tenerselo stretto, perchè un lavoro del genere riesce solo agli allenatori migliori.

 

 

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