Moretti story, dalla Lodigiani al Toro: la carriera in quattro scatti

Moretti story, dalla Lodigiani al Toro: la carriera in quattro scatti

Focus on / Dagli inizi con la Lodigiani all’approdo in granata: i quattro periodi fondamentali della carriera di Emiliano Moretti

di Alberto Giulini, @albigiulini

GLI INIZI

TURIN - OCTOBER 1: Portrait of Emiliano Moretti of Juventus during the UEFA Champions League, Group E match on October 1, 2002 between Juventus and Newcastle United played at the Stadio Delle Alpi in Turin, Italy. Juventus won the match 2-0. (Photo by Phil Cole/Getty Images)
TURIN – OCTOBER 1: Portrait of Emiliano Moretti of Juventus during the UEFA Champions League, Group E match on October 1, 2002 between Juventus and Newcastle United played at the Stadio Delle Alpi in Turin, Italy. Juventus won the match 2-0. (Photo by Phil Cole/Getty Images)

La notizia del giorno in casa Toro è l’addio al calcio di Emiliano Moretti, che domenica in Torino-Lazio terminerà una carriera fatta di vent’anni di onorato professionismo. La parabola di Moretti sarà presto da consegnare ai libri di storia: cerchiamo dunque di adempiere al non facile compito di riassumerla in poche righe.

La carriera di Moretti, giovane difensore romano, inizia con la maglia della Lodigiani, storica società dilettantistica della Capitale con la quale compie tutta la trafila delle giovanili arrivando a conquistare lo Scudetto con la Berretti. Con la Lodigiani fa il suo esordio in Serie C, prima di trasferirsi a diciassette anni alla Fiorentina. L’esordio in Serie A arriva proprio con la maglia viola: è il 31 marzo del 2001 e in panchina c’è Roberto Mancini. In quella stagione arriva anche la vittoria della Coppa Italia, primo trofeo in carriera. L’ultima stagione in viola, 2001-2002, fa di lui uno dei prospetti più interessanti nel panorama a livello di difensori: con 27 presenze si impone da titolare nelle fila di una Fiorentina forte, a soli vent’anni. Infatti nel 2002 viene acquistato dalla Juventus, club con il quale trova l’esordio in Champions League e conquista una Supercoppa Italiana. In bianconero trova però poco spazio: arrivano così i prestiti a Modena (da gennaio a giugno del 2003) e poi al Bologna (stagione 2003-2004). Con i felsinei, agli ordini di Carletto Mazzone, gioca un’altra ottima stagione (32 presenze), che gli varrà un salto importante a livello professionale.

15 Commenta qui

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  1. ProfondoGranata - 3 mesi fa

    Ma siamo impazziti? Togliete quella foto con la maglia a strisce!
    Ma sono foto da pubblicare?!

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  2. flubne_10498463 - 3 mesi fa

    Con quella maglia no per piacere…….

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  3. Pikabu - 3 mesi fa

    Bravo Daniele, sottoscrivo

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  4. giancasortor - 3 mesi fa

    …potete per favore sostituire quella foto con quella divisa a dir poco agghiacciante!

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  5. giancasortor - 3 mesi fa

    La notizia più importante è che continuerà ad essere nel Toro,di uomini così ne abbiamo bisogno come l’aria che respiriamo!

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  6. user-13999465 - 3 mesi fa

    l’ho sottolineato diverse volte in questa rubrica l’ importanza del nostro Emiliano. Con o senza fascia è uno dei capitani in campo e nello spogliatoio . Grazie di tutto te ne vai in punta di piedi come da tuo costume.Avrei voluto che continuassi per altri dieci anni sentirò la tua mancanza in campo.
    Grazie grazie e ancora grazie

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  7. Nero77 - 3 mesi fa

    Prima Uomo e poi Calciatore di Grande Levatura Morale.Grazie Grazie Grazie per esser stato degno rappresentante della Nostra Squadra.A presto Emiliano

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  8. user-13931233 - 3 mesi fa

    onore ad un grande uomo prima ancora che a un grande Calciatore… d’altra parte con un nome così Importante per i colori granata non poteva essere altrimenti. . hai portato x 6 anni la nostra maglia rendendoci Fieri di essere del Toro. … Grazie di tutto e ora pronto a tornare in Azione non più con calzoncini e scarpette bullonate ma in giacca e cravatta e son sicuro che svolgerai anche questo compito con serietà e bravura. .. FVCG

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  9. Gianluca - 3 mesi fa

    Io credo che il più grande cruccio di Moretti, all’epoca reduce da 33 presenze nel Valencia giunto terzo nella Liga (e con precedenti e successive esperienze in Champions League) sia stata la mancata convocazione per i Mondiali 2006 dove andarono Zaccardo e Oddo. Il primo dei due coetaneo e ampiamente inferiore a Emiliano, come il resto della carriera ha dimostrato

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  10. user-13967438 - 3 mesi fa

    Quando un calciatore dello spessore tecnico e umano come Moretti abbandona il calcio giocato non si può non essere un po’ tristi.
    Poi, però, pensi che hai avuto la fortuna di averlo avuto a portare con fierezza i colori che ami.
    In quel momento, allora, archivi la tristezza e fai spazio alla felicità.
    I migliori e più accorati auguri a Emiliano per la carriera da dirigente.

    Papillon

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  11. Madama_granata - 3 mesi fa

    L’ho già scritto, ma voglio ripeterlo.
    Se la Roma ha Totti, e la Juve Nedved, d’ora in poi:
    NOI AVREMO IL NOSTRO MORETTI!
    DIRIGENTE E BANDIERA DEL TORINO CALCIO.

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  12. Daniele abbiamo perso l'anima - 3 mesi fa

    Noi, nella nostra veste di tifosi, a volte siamo teste di cazzo e abbiamo da dire su tutti e spesso anche tra noi.
    Ma per Moretti ho letto solo messaggi d’affetto.
    Moretti mette d’accordo tutti come non riesce a fare neanche il Belotti da 26 gol..
    Quando capita una cosa così, vuol dire che il giocatore è un grande uomo e che ha seminato molto in questi anni. E lo ha fatto talmente bene che ci resterà impresso per sempre.
    Grazie Emiliano

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    1. giancasortor - 3 mesi fa

      …bellissime parole,bravissimo,condivido in pieno!

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    2. BACIGALUPO1967 - 3 mesi fa

      Grande Daniele belle parole. Avrei voluto scriverle io.
      Grazie

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    3. Daniele abbiamo perso l'anima - 3 mesi fa

      Grazie a voi, è come se lo avessimo scritto (e pensato ) un po’ tutti insieme, una volta tanto 🙂

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