Padova-Torino, retroscena: Abete e Abodi contro Valente!

Padova-Torino, retroscena: Abete e Abodi contro Valente!

di Valentino Della Casa – Più ombre che luci su Padova-Toro. Ancora non si spengono (per restare in tema) le polemiche relative alla controversa decisione della Corte di Giustizia Federale che ha riassegnato la vittoria di quella partita interrotta da numerosi black out alla società patavina, dopo la sentenza in primo appello del gs Valente che, invece, aveva dato ragione alla società granata. Riflettendo ora…

di Redazione Toro News

di Valentino Della Casa – Più ombre che luci su Padova-Toro. Ancora non si spengono (per restare in tema) le polemiche relative alla controversa decisione della Corte di Giustizia Federale che ha riassegnato la vittoria di quella partita interrotta da numerosi black out alla società patavina, dopo la sentenza in primo appello del gs Valente che, invece, aveva dato ragione alla società granata. Riflettendo ora a mente fredda (siamo sicuri che il vergognoso arbitraggio di Di Bello sia la conseguenza, e non invece una “romantica” coincidenza, della sentenza di venerdì?) emergono nuove prospettive particolarmente inquietanti, che gettano ulteriore fango sulla vicenda.

Accade infatti che venerdì mattina, qualche ora prima rispetto all’assemblea di Lega e soprattutto alla riunione della Corte di Giustizia, in una stanza del palazzo della FIGC si incontrano Andrea Abodi e Giancarlo Abete, vale a dire i più alti esponenti della Federazione. Che il vertice sia avvenuto non è in dubbio, lo confermano numerosi testimoni (come i colleghi di Gazzetta dello Sport, sabato mattina). Ciò che fa sobbalzare è l’oggetto, di questo incontro: sul tavolo, come ci riferiscono fonti interne alla stessa Federazione, la ricerca di un modo per far arrivare alle dimissioni proprio Valente. Il quale, a questo punto e sapendo che nella stanza accanto si discute di come farlo saltare, potrebbe anche iniziare a sospettare che la decisione assunta in primo appello non fosse particolarmente piaciuta ai suoi superiori.

Al di là della gravità in sé della cosa, il fatto assume pieghe ancora più allarmanti se si considera che, qualche ora dopo, la Corte di Giustizia avrebbe dovuto emettere una sentenza proprio sulla questione fin qui più spinosa di tutta la stagione sportiva in corso nella serie cadetta. Ma non si tratta forse di condizionamento? Con quale serenità avrebbe potuto operare Valente (peraltro “accusato” la mattina stessa a mezzo stampa di essere parente – cosa peraltro non vera- di Urbano Cairo)? Come avrebbe potuto decidere la Corte, sapendo di queste pressioni?

Rispondere esplicitamente è un palliativo. Facendo anche il gioco dei precedenti (che, tuttavia, alla Giustizia Sportiva attualmente sembrano interessare ben poco) ritroviamo anche un caso in cui durante lo scandalo di Calciopoli, l’allora presidente della Federazione chiese informazioni, a sentenze emesse, su una decisione specifica della CAF. Questa persona venne indagata.
Cosa succede se le informazioni vengono chieste quando la sentenza deve (o sta per) essere emessa? La luce dopo il black out ancora non si vede. Anche di questo, la Federazione dovrà rendere conto.

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