Parma, oggi il TAR per la Licenza UEFA. Ma il posto del Toro non vacilla

Qualunque sia la decisione del Tribunale Amministrativo italiano, non inciderà sulla qualificazione del Torino. E sul TAS, scaramanzia ma nessuna “ansia” per il caso del Rostov… Ecco perché

di Diego Fornero, @diegofornero

Fa sorridere, ed è un sorriso amaro, ma, da quel rigore di Cerci parato da Rosati quella sera all’Artemio Franchi, le aule di Tribunale sono diventate, ormai, un ambiente familiare al tifoso granata. Mai i tifosi del Torino, e forse la stessa società, avrebbero pensato di doversi occupare con così tanta attenzione di vicende che, col calcio giocato, quello del rettangolo verde, hanno poco o nulla a che fare.

CAMERA DI CONSIGLIO AL TAR DEL LAZIO – In questi minuti, di fronte al TAR del Lazio, Tribunale Amministrativo Regionale, sta andando in scena l’ennesimo capitolo della querelle tra il Parma, cui l‘Alta Corte del CONI ha negato la Licenza Uefa e la conseguente qualificazione all’Europa League, ed il sistema calcio. Un’udienza in camera di consiglio, ovvero senza la presenta degli avvocati difensori delle parti (non ci saranno né Tedeschini, legale del Parma; né Medugno, legale della FIGC; né Ranieri, che difende il Torino come parte controinteressata), nella quale non si discuterà, come vi avevamo riferito qualche giorno fa, del merito della questione, ma soltanto dell’ammissibilità della richiesta di sospensione immediata dell’esecutività del provvedimento dell’Alta Corte.

IL TAR? NON PUO’ CAMBIARE LA POSIZIONE DELL’UEFA – Insomma… Tradotto dal giuridichese, di carne sul fuoco ce n’è, ma tutto potrebbe tradursi in un nulla di fatto. Sia dal punto di vista strettamente processuale, sia da quello sportivo. Già, perché qualunque sia la decisione del TAR, che, comunque, dovrebbe con ogni probabilità dichiararsi incompetente sulla questione (l’Alta Corte del CONI è un organo disciplinare interno della giustizia sportiva, e, secondo precedenti giurisprudenziali della Corte Costituzionale, il TAR non può intervenire come organo di appello sulle decisioni da esso pronunciate), l’UEFA non interverrebbe per modificare la posizione del Torino, che risulterebbe comunque qualificato al terzo turno preliminare di Europa League.

OCCHI PUNTATI SUL TAS, MA SENZA ANSIE – Chi conta, e pure parecchio, è il TAS, unico vero organo supremo di giustizia sportiva riconosciuto dalla massima istituzione calcistica europea. Ha seminato il “panico” tra i tifosi del Torino la decisione di riammettere i russi del Rostov, cui inizialmente non era stata concessa la Licenza Uefa dalla Federcalcio russa in favore dello Spartak Mosca. Una facile suggestione, utile per alimentare il chiacchiericcio, ma riferita ad una situazione completamente diversa, relativa a norme di Fair Play finanziario di difficile interpretazione e, soprattutto, sulle quali la UEFA è sempre stata molto tollerante (predicando bene e razzolando male, questo bisogna ammetterlo). Le norme relative al versamento dei contributi, invece, sono tassative, e l’omissione del Parma, per quanto riferita ad un ammontare quasi risibile (300mila Euro nel mondo del calcio, ahinoi, sono noccioline) resta grave e non sanabile.

Ecco perché i tifosi granata, con tutta la scaramanzia del caso, possono dormire sonni tranquilli: oggi dal TAR del Lazio, nella “peggiore” delle ipotesi, potrebbe concedersi al Parma un risarcimento da parte della FIGC, cosa che potrebbe fare anche il Consiglio di Stato, in appello, qualora oggi non venisse ammesso il ricorso, ipotesi comunque piuttosto remota. Dal TAS, a stretto rigore di legge, dovrebbero arrivare soltanto notizie positive e, soprattutto, la decisione della massima corte di giustizia sportiva europea pare tutt’altro che imminente, con il tempo che risulta sicuramente essere amico del Torino

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy