Parma-Torino, perché sì e perché no: i granata non possono più sbagliare

Verso il match / Tre motivi per credere nel Toro di Giampaolo, altrettanti per temere l’avversario di turno, in questo caso il Parma di Liverani

di Silvio Luciani, @Silvio_Luciani

IL PEGGIOR ATTACCO

PARMA, ITALY – DECEMBER 16: Gervinho of Parma Calcio in action during the Serie A match between Parma Calcio and Cagliari Calcio at Stadio Ennio Tardini on December 16, 2020 in Parma, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

È un gennaio da dentro o fuori quello che si prepara ad affrontare il Torino di Marco Giampaolo, impegnato in sette partite che potrebbero significare svolta oppure crollo definitivo. La prima sfida del nuovo anno è quella contro il Parma di Liverani, che sino ad ora ha collezionato 12 punti in classifica e ha vinto una sola partita in casa. In vista del match di questo pomeriggio, come di consueto, torna perché sì e perché no: tre motivi per credere nel Torino di Giampaolo, altrettanti per temere l’avversario di turno, in questo caso il Parma allenato da Fabio Liverani.

PERCHÉ SÌ – Il Parma ha grandi difficoltà nella fase realizzativa. Dopo 14 giornate di Serie A con soli 13 gol realizzati, i crociati hanno il peggior attacco della competizione. Come se non bastasse, il capocannoniere Gervinho, che negli ultimi anni è spesso stato una spina nel fianco del Torino, non sarà del match a causa di un infortunio: un ostacolo importante per Liverani e i suoi.

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  1. prussianblu_2420880 - 3 settimane fa

    Speriamo di portare via almeno un punto.

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