Pisano il debuttante (della Serie B)

Marco Pisano si appresta a fare il suo esordio in Serie B, categoria nella quale non  ha mai giocato.

"Ho cominciato dalla Serie B -conferma il difensore- ma senza mai giocare, a Brescia: al massimo in panchina. Un debutto, che speriamo sia un breve, piccolo passaggio, per ritornare ai massimi livelli con questa squadra". Già, la retrocessione. "Quel che mi dispiace…

di Redazione Toro News
Marco Pisano si appresta a fare il suo esordio in Serie B, categoria nella quale non  ha mai giocato.

"Ho cominciato dalla Serie B -conferma il difensore- ma senza mai giocare, a Brescia: al massimo in panchina. Un debutto, che speriamo sia un breve, piccolo passaggio, per ritornare ai massimi livelli con questa squadra". Già, la retrocessione. "Quel che mi dispiace di più è che siamo dalla parte del torto per tanti motivi ma probabilmente non c’è stata data la possibilità di replicare, perchè per quanto mi riguarda in quella rissa -per quanto possa aver sbagliato- io mi sono semplicemente difeso! La brutta figura personalmente e come Torino ci sta, ma ripeto, io mi sono difeso, sono stato aggredito e ho risposto a un’aggressione; e poi, chiaramente è stata fatta una somma delle cose come se la rissa fosse nata perchè volevamo una sorta di regalia da parte loro. Invece no, la partita è finita come è finita, ci saremmo aspettati solo che i giocatori del Genoa prendessero la strada degli spogliatoi senza tanto replicare; siamo dalla parte del torto, ma siamo in buona compagnia".

Dunque, con il Genoa nessuna pressione pre-rissa. "E’ andata com’è andata, la partita, non c’era certo nessun accordo nè altre fantasie che qualcuno ha tirato fuori; a fine partita, quel risultato ci condannava alla Serie B, eravamo nervosissimi, sarebbe stato più giusto da parte loro al fischio dell’arbitro prendere la via degli spogliatoi. Coi nervi a fior di pelle, una parola o un gesto di un certo genere sono già di troppo…".

La Serie B, quanto pesa? "Quando una squadra ha la sventura di retrocedere, l’occhio va al bilancio, a quel che una società ha la possibilità di spendere, perchè la retrocessione è un danno dal punto di vista calcistico ma soprattutto economico; quindi, il mio primo pensiero è stato rivolto alla società. "Io ci sono", ho detto, "fatemi sapere le vostre intenzioni". Non ho ricevuto segnali, dunque chi tace acconsente, e ho preso atto che il progetto in Serie B comprendeva anche me. Cercato da altri? Io sono tranquillo, che io sappia no, ma non ho fatto nessun pensiero del genere".

Si parla molto di Palermo, Pisano la conosce bene. "E’ una piazza del Sud che ti dà tanto e ti dà un certo prestigio; bisogna mantenere i piedi per terra, perchè velocemente ti esalta e altrettanto velocemente ti butta giù, io non mi sento di poter dire altro. Bisogna rimanere sempre convinti delle proprie qualità senza esaltarsi nè abbattersi, posso dire che è una piazza che vive di eccessi. Parlarne a Blerim? Non ho avuto modo, poi la vivo attraverso i giornali, lui non mi ha mai chiesto niente, poi lui è un ragazzo riservato, non va a chiedere…".

Cosa bisogna fare, ora? "Le parole relativa alla necessità di fare gruppo prendono più sostanza, perchè ci sono 42 partite e aiutarsi diventa necessario. Con Colantuono, a Palermo ho fatto il primo anno fino al suo esonero, Novembre, poi a Gennaio venni qui. Nei primi mesi, ebbi problemi con la piazza ma anche fisici, saltai l’intero ritiro, dovetti rincorrere la forma il che con il mister è fondamentale". Oltre alle cose da fare, ci sono quelle da non fare: "Nelle amichevoli, l’anno scorso, eravamo brillanti, abbastanza belli, e poi sappiamo com’è andata a finire… Con Colantuono, la preparazione è pesante ma programmata, intendo dire che si hanno le gambe stanche ma lo si sa da prima, è stato così nelle amichevoli così come domenica in Coppa, saremo al 70-75% ora ma è giusto: essere al massimo ad Agosto significa che a Novembre cominci a calare, e non te lo puoi permettere".

Il mister fa bene, agli occhi del terzino: "Il calcio è sempre più fisico, e l’anno scorso abbiamo avuto problemi anche per quello, possiamo dirlo: si è visto, che in alcune fasi eravamo fisicamente giù. Poi, ci vuole la mentalità di gruppo che supporti la buona condizione atletica". Centrale o terzino? "Sinceramente, mi trovo bene a giocare come terzino perchè mi dà la possibilità di spingermi in avanti, però mi trovo bene in entrambi i ruoli, e credo il mister mi preferisca in questo ruolo". Un parallelo tra le difficoltà vissute a Palermo e la contestazione attuale a Rubin? "E’ molto diverso, se posso dirlo: allora, eravamo a 38 punti e secondi in classifica dopo il girone d’andata, e credo che contestare chiunque in un momento simile fosse davvero assurdo; in questo caso, la retrocessione mette tutto in una luce diversa, ma in questo caso credo che ci sia stata ingenuità da parte sua, pensare una cosa e dirne un’altra. Come si reagisce in questi casi? Quando sei preso di mira, è difficile continuare. Mi auguro che si risolva presto e bene, e invito i tifosi del Toro a pensarla così: voleva dire altro, è stata messa giù male. Certo, la sua posizione ora è complicata. Io sbagliai e ne pagai le conseguenze: quando ti metti contro la tifoseria, la soluzione è una. A Palermo, per me divenne quasi impossibile giocare".

Si chiude con una battuta sul mercato: "Succederà qualcosa magari negli ultimi 4-5 giorni, dopo l’inizio del campionato. Non so se nel Torino ci saranno movimenti, ma in generale, un mercato così lungo e noioso è pessimo, risolvere tutto prima sarebbe meglio per squadre e giocatori", e con una su Di Michele: "L’anno scorso c’erano forse troppi galli nel pollaio, ora è capitano, che è un ruolo particolare, ma se le cose vanno bene essere capitani del Torino è ancora una cosa ricca di fascino".

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