”Poche spese, ma non giudicateci ora”

di Salvatico / Blandino

Alla Sisport, oltre alla calma imposta dall’afa, si alzano cori contro il presidente, e contro alcuni giocatori di quelli epurati a Gennaio.

Si entra nel vivo delle varie questioni di mercato: “Soldi, comunque” -al di là delle difficoltà- “ne stiamo spendendo: per Iunco, ad esempio, ne saranno investiti, e non saranno centomila…

di Redazione Toro News

di Salvatico / Blandino

Alla Sisport, oltre alla calma imposta dall’afa, si alzano cori contro il presidente, e contro alcuni giocatori di quelli epurati a Gennaio.

Si entra nel vivo delle varie questioni di mercato: “Soldi, comunque” -al di là delle difficoltà- “ne stiamo spendendo: per Iunco, ad esempio, ne saranno investiti, e non saranno centomila euro. La nostra è una proposta importante che il Chievo aveva già accettato, Sartori infatti aveva detto che non c’erano problemi, ora hanno un po’ cambiato le carte in tavola”. Domani ci sarà un nuovo incontro, “e se andrà male, potrei guardare altri giocatori”. Prosegue il ds: “Avessi un organico snello, potrei fare un mercato diverso, mentre le zavorre economiche condizionano, purtroppo. Abbiamo comunque sei o sette colpi da sparare quando il mercato sarà maturo”, è la promessa.

Già, le zavorre. “Un problema? Chi deve andare lo sa già, e chi deve rimanere anche. E chi deve partire e non accetta la destinazione, sa che rischia di rimanere fuori lista. Qualcuno, comunque, potrebbe partire per il ritiro, come avevamo detto”. I nomi sono quelli che abbiamo scritto ieri: “Zanetti e Saeumel, due elementi che verranno inizialmente con noi, perché l’allenatore possa conoscerli ed esprimere poi un giudizio”. La più pesante, Di Michele. “E’ lui che ha detto che non vuole tornare. Personalmente, è un grande rammarico, perché un giocatore così può fare la differenza in questa categoria; ma lo strappo è troppo grande per essere ricucito, il Toro non può ripartire da Di Michele, né lui da noi”.

Perché quasi nessun giocatore è stato riscattato? “Perché le cifre necessarie non erano consone al mercato. Per Scaglia, 1,2 milioni per la metà non è un prezzo consono; un altro Scaglia io lo trovo”, afferma il direttore sportivo. Ma per D’Aiello, ed esempio, il costo non era alto. “No, è vero, ma prenderemo Carrieri a parametro zero; è dell’88, devo guardare anche la prospettiva, e valutare anche in quale modo io posso prendere un giocatore e in quale modo un altro. E infine, ci sono anche disquisizioni tattiche da fare: per esempio, Lerda preferisce un difensore con i piedi buoni ad uno forte fisicamente”.

In entrata, dunque: “E’ a centrocampo che servono più rinforzi. Ci vogliono poi esterni e due terzini. Cosa deve fare Petrachi? Deve essere bravo a prendere giocatori a prezzi accessibili al nostro portafoglio”, dice con chiarezza Petrachi. “Dobbiamo guardare ad altri mercati e ad altre serie. Stranieri? Molti giocatori militano in campionati lontani ed è difficile valutarli sotto il profilo caratteriale, alzare la cornetta per chiamare il collega e conoscere l’uomo prima del giocatore; fare questo in Italia è un conto, farlo con il Sudamerica un altro”. Chi già c’é: “Abbiamo le grandi certezze di D’Ambrosio, Ogbonna e Bianchi, e Morello che é una scommessa vinta”.

Sarà un mercato di sole scommesse? Petrachi dice di no. “Sarà un mercato di scommesse, di certezze, e di giocatori provenienti da categorie superiori”.  Sulla cessione di Sereni: “Avessimo avuto la fila per lui, avremmo potuto alzare il prezzo; ma abbiamo giocatori con ingaggi che non si vedono spesso neppure in Serie A, è già un grande sacrificio tenerne due, da qualche parte dobbiamo togliere. Per Sereni, non posso aspettare che qualcuno mi offra due o tre milioni per comprarlo; così comunque si risparmia 1,6 milioni lordi, e mi assumo la responsabilità dell’operazione”.

Su Gorobsov: “Parte con il Toro, voglio farlo vedere a Lerda. Secondo me, è un ragazzo che si esprime meglio in un centrocampo a due che non in uno a tre, ma deciderà il mister; ritengo sia di grosse prospettive, voglio che venga valutato bene”. Su Abbruscato: “Non è una prima punta dunque non è l’alternativa a Bianchi, dovrebbe inserirsi nei tre che giocheranno alle spalle del capitano; come gli ho detto, per me lui è un giocatore di grande valore per la categoria, non fosse stato di proprietà del Toro l’avrei probabilmente cercato”. Su Salgado: “Il vice-Bianchi potrebbe essere lui, ma siccome ha delle offerte, se dovesse partire dovrò cercare una nuova alternativa al bomber; non potrà essere un fuoriclasse, ovviamente, anche per una questione di equilibri”.

Capitolo cessioni: “Nei prossimi giorni ci saranno molti movimenti. Domani, Diana potrebbe essere del Bellinzona, Colombo e Bottone a Frosinone, Loviso inserito in uno scambio. Se nessuno di questi dovesse lasciare nelle prossime 48 ore, allora qualcuno potrebbe partire per il ritiro”. E a proposito di chi è destinato ad andare via: “Sono uomini di buon senso, sanno che hanno un contratto e che devono fare quel che dice loro la società; sanno anche se non troveranno una squadra il Torino li pagherà, ma che non giocheranno”.

Una conclusione di carattere generale sul mercato del Toro: “Non so quanto spenderemo, il sistema-calcio mondiale è in crisi; aspettiamo sempre un imprenditore con i soldi e con la voglia, che intende fare del bene al calcio. A Gennaio il presidente ha parlato con chiarezza, oggi facciamo altrettanto noi: non ci sono dieci, quindici milioni da utilizzare, oggi. Diciamo le cose come stanno, ossia che la squadra ha bilanci altissimi, cambierà molto anche a livello di entourage, dal medico al team-manager al fisioterapista”. Dunque: “Serve compattezza: la compattezza, che insieme all’unione può fare la differenza”. Un appello finale: “Ai tifosi chiedo: non giudicateci subito. Non siate prevenuti, tanto si è fatto e si sta facendo, dalla squadra alla società; non facciamo promesse, ma il 31 Agosto il Toro avrà una squadra importante”.

(foto M.Dreosti)

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