Serve più cinismo

di Davide Agazzi – Continua a rilento il 2011 del Toro. Dopo Padova e Cittadella, con il Crotone è arrivato il terzo pareggio per la formazione di Lerda, che, sommato alla sconfitta di Varese, evidenzia tutti i problemi della truppa torinese. La vittoria ancora non si vede e se la squadra granata è ancora in corsa per la lotta play-off, lo deve più ai demeriti delle dirette concorrenti che alle proprie prestazioni….

di Redazione Toro News

di Davide Agazzi – Continua a rilento il 2011 del Toro. Dopo Padova e Cittadella, con il Crotone è arrivato il terzo pareggio per la formazione di Lerda, che, sommato alla sconfitta di Varese, evidenzia tutti i problemi della truppa torinese. La vittoria ancora non si vede e se la squadra granata è ancora in corsa per la lotta play-off, lo deve più ai demeriti delle dirette concorrenti che alle proprie prestazioni. Il pareggio in terra calabra non può essere del tutto paragonato ai due precedenti dell’anno nuovo. Lerda ha cambiato modulo e questo non può passare inosservato. L’esordio di Antenucci, Gasbarroni dietro le punte dall’inizio, un centrocampo a tre. Tanti cambiamenti rispetto all’inflazionato 4-2-3-1, che però non hanno dato i risultati sperati. Analizzando nel dettaglio il pareggio contro la squadra di Corini, alcuni dati saltano subito all’occhio.

Il Toro ha tirato ben 19 volte, ed in 9 occasioni ha centrato la porta di Belec. Dal canto suo, il Crotone ha tirato 4 volte in porta, di cui ricordiamo un rigore parato da Bassi ed un tiro dalla distanza ancora salvato dall’estremo difensore granata, protagonista di giornata. Qui le prime considerazioni: bisogna aggiustare la mira e bisogna essere ben più cinici. Non basta far paura alla squadra avversaria, bisogna buttarla dentro. Arrivato Antenucci, concediamogli il tempo per conoscere i suoi compagni di reparto, si spera che le cose cambino. Il Toro ha tirato tanto, ma è stato superiore anche nel possesso palla. Il 54% nel mantenere il possesso della sfera non è schiacciante, ma è comunque superiore alle percentuali avversarie. I granata hanno avuto anche più calci d’angolo rispetto agli avversari, ma anche questo non è bastato per portare a casa la vittoria.

Andando ad analizzare i singoli, alla voce “tiri”, la fa da padrone, neanche a dirlo, Rolando Bianchi, capace di concludere sette volte. Danilo D’Ambrosio, nonostante le critiche, risulta il giocatore più preciso, con i suoi 46 passaggi riusciti, seguito da De Vezze a quota 41. Mirko Eramo, centrocampista rossoblù, è il giocatore che ha recuperato più palloni, superando nettamente i mediani granata, incapaci di fermare le incursioni calabresi. Numeri che raccontano di un Toro non ancora in grado di sfruttare il potenziale di cui dispone, senza molto tempo per  nuovi esperimenti tattici e alla disperata ricerca di punti.

(foto M.Dreosti)

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