Lazio-Torino, Simone Inzaghi ed una carriera legata a doppio filo con i colori biancocelesti

Lazio-Torino, Simone Inzaghi ed una carriera legata a doppio filo con i colori biancocelesti

Verso Lazio-Torino / Andiamo a scoprire la carriera dell’allenatore dei capitolini

di Marco De Rito, @marcoderito

Lunedì a Roma andrà in scena il match tra Lazio e Torino, la sfida si prospetta interessante con due squadre che giocano un calcio offensivo molto scoppiettante e, testimonianza di ciò, sono i quarantasette gol segnati dai biancocelesti ed i cinquantuno siglati dai granata. Far giocare un calcio principalmente riversato all’attacco è una caratteristica sia di Sinisa Mihajlovic che di Simone Inzaghi. I due tecnici sono amici, si conosco molto bene avendo anche giocato insieme ma lunedì prossimo si affronteranno e quindi adesso andremo ad analizzare la storia dell’allenatore del club di Lotito.

FC Torino v SS Lazio - Serie A

Simone Inzaghi da calciatore cresce sotto l’ombra del fratello Filippo ma riesce comunque a ritagliarsi uno spazio importante. Dopo aver mosso i primi passi nel Piacenza, ed aver fatto varie esperienze in prestito come a Novara e Carpi; nel 1999 si trasferisce alla Lazio. Nella capitale si trova a giocare insieme a giocatori di assoluta qualità come Alessandro Nesta, Sebastian Veron ma anche Roberto Mancini e l’attuale allenatore del Toro. Ottiene comunque un ottimo minutaggio riuscendo a sfondare in particolare in Champions League, mettendo a segno addirittura quattro gol in una partita contro l’Olympique Marsiglia. Al termine di quella stagione segnò complessivamente 19 gol risultando il miglior marcatore di quella Lazio che, a fine campionato, si laureerà campione d’Italia.

FC Torino v SS Lazio - Serie A

Successivamente inizia per lui una fase di declino che lo porterà a siglare solo 20 gol dal 2000 al 2004, così a gennaio 2005 fu girato in prestito alla Sampdoria. Ma nell’esperienza in blucerchiato collezionò appena cinque presenze e così nell’estate seguente ritornò nella capitale per fare da riserva a Tommaso Rocchi e Goran Pandev. Il 27 agosto 2007 passa in prestito per un anno all’Atalanta dove scende in campo in diciannove occasioni senza mai andare a rete. Il gol arriverà, nella partita contro il Lecce, il 4 ottobre 2008 con la maglia biancoceleste: dopo quattro anni dove ha giocato quarantasei partite senza mai segnare.

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Il 22 maggio 2010 appende gli scarpini al chiodo per intraprendere la carriera da allenatore. Inizia allenando gli allievi, prima regionali e poi nazionali sempre delle Aquile. Dal gennaio 2014 viene promosso alla guida della Primavera dove vince due Coppe Italia ed una Supercoppa (2014) ma perde sia la finale della Final Eight e poi quella di Supercoppa contro il Torino di Moreno Longo nel 2015. Quindi il 3 aprile 2016 passa alla guida della prima squadra, dopo l’esonero di Stefano Pioli, e la conduce all’ottavo posto finale nel campionato 2015-16. A giugno 2016 prima viene sostituito da Bielsa ma, viste le dimissioni di quest’ultimo, viene riconfermato alla guida del club e, sino ad adesso, sta conducendo una buona stagione con Biglia e compagni che attualmente sono in zona Europa League e possono ancora guardare alla Champions con qualche speranza visti i quattro punti di distanza dal terzo posto attualmente occupato dal Napoli.

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