Tiribocchi: “Longo è preparato e sta lavorando bene. Ora serve la scintilla”

Esclusiva TN / L’ex attaccante e ora Coordinatore dell’Area Offensiva delle giovanili del Monza commenta la situazione in casa granata

di Roberto Ugliono, @UglionoRoberto

Tre stagioni con il granata addosso, di cui uno da protagonista nonostante il dodicesimo posto in Serie B. Simone Tiribocchi proprio con il Torino si è lanciato definitivamente tra i professionisti e dopo l’esperienza granata ha spiccato il volo, segnando e trascinando Chievo Verona, Lecce e Atalanta. Una volta appesi gli scarpini al chiodo, ha intrapreso una carriera da allenatore culminata nel 2017 quando a gennaio si separò dai clivensi, per i quali faceva da secondo a D’Anna nella Primavera gialloblù. Ora la sua vita è divisa tra le giovanili del Monza, dove fa il coordinatore dell’Area offensiva, e DAZN, per il quale fa il commentatore tecnico. Proprio con l’emittente spagnola ha visto e fatto la telecronaca di Napoli-Torino, l’ultima gara giocata dai ragazzi allenati da Moreno Longo.

Che impressione ti ha fatto il Torino contro il Napoli?

Intanto è bene specificare che era una partita molto difficile, perché il Napoli è in un momento molto molto positivo ed è un avversario scomodo da affrontare adesso. Il Toro è partito fortissimo e nei primi cinque minuti poteva anche portarsi in vantaggio. Quando sei in un periodo di difficoltà devi essere più cattivo e devi sfruttare a pieno le occasioni, ma i granata non ci sono riusciti. Poi ha iniziato a patire il Napoli. Come ha giustamente detto Longo le difficoltà tecniche sono anche figlie del momento negativo. È palese che ci sia un blocco mentale in questo momento e quando se ne libera, la squadra fa meglio. Nel secondo tempo, infatti, il Toro è cresciuto e ha fatto meglio, anche se non ha creato molto. Però il cambiamento è un dato positivo.

Su cosa si deve concentrare ora Longo secondo te?

Conosco bene Moreno e ci ho parlato anche prima della partita. Lui è molto preparato e coinvolto. Per quello che ho visto, sta lavorando molto bene secondo me. Ora sa che deve concentrarsi sulla testa e sull’autostima dei giocatori. Non è facile a Torino reagire in queste situazioni, perché c’è molta pressione, ma la squadra ce la può fare.

Lo stop del campionato può aiutare la squadra a ritrovarsi?

Non penso che questo secondo mini ritiro sia positivo questa volta. Il Toro prima di Napoli aveva riposato una settimana in più e così Longo aveva potuto lavorare di più. Adesso il Torino ha bisogno di giocare, perché basta una scintilla per cambiare la situazione e quindi serve scendere in campo con continuità. La squadra ha bisogno di fare risultati. Ora mi sembra che ci sia e l’ambiente si è stretto a sostegno di essa, quindi c’è la giusta alchimia per superare il momento.

Fino al 3 aprile il pubblico non ci sarà. Quanto può realisticamente aiutare la presenza dei tifosi sugli spalti?

A Torino il pubblico si fa sentire sempre, sia in positivo che in negativo. È tutta una questione individuale qui, quindi è difficile fare un discorso generico. Poi sta ai giocatori reagire, perché c’è chi si esalta nella contestazione e chi la patisce. Se adesso sanno che i tifosi sono con loro, il merito è anche della società che ha saputo ricompattare l’ambiente con le scelte giuste. Io, comunque, preferisco giocare con la curva piena, perché ti dà una spinta maggiore. Sono stato a Torino e so quello che ti può dare la Maratona.

Come la vive un calciatore una situazione del genere? Quando inizi la stagione con delle aspettative e poi non le mantieni?

Non è scontato uscire da queste situazioni. Basta guardare Genoa e Sampdoria che hanno organici per fare altri campionati e da inizio anno non riescono a uscire dalla lotta per la salvezza. È la testa che fa la differenza. Non è facile uscirne, perché tutti fanno la corsa su di te e gli episodi possono anche andarti a sfavore. C’è sempre il rischio di affrontare squadre forti nei momenti complicati e questo rende tutto più difficili. Come il Torino di Longo, che dopo la Samp ha affrontato subito Milan e Napoli, due partite in questo momento molto complicate. Bisogna lavorare sul campo e isolarsi da quello che succede fuori, solo così si dà la svolta.

Belotti e il calo dell’ultimo periodo, quanto è difficile per un attaccante giocare quando non si è supportati?

Queste situazioni sono difficili per gli attaccanti, quanto per la difesa quando non hai una punta che difenda la palla e fa rifiatare la squadra. Normale che Belotti, che è un bomber, ha bisogno di essere servito e ha bisogno di una squadra che lo aiuti. Normale che abbia qualche difficoltà in questo momento, ma il valore del giocatore è fuori discussione.

Edera in gol contro il Napoli, i giovani ora possono provare a rilanciarsi?

In questo momento c’è da pensare alla squadra, non al fattore anagrafico. Chi dà garanzie deve andare in campo e questo Longo lo sa. Non conta quanta esperienza ha un giocatore, servono ragazzi motivati e che stanno bene fisicamente.

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  1. Héctor Belascoarán - 8 mesi fa

    Ecco, il problema è trovarne 11 motivati da far scendere in campo quando sono proprio i senatori ad essere svogliati.

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